metafisica

Benjamin Netanyahu ]  è SCRITTO che, con la sua fede Noé, condannò, il suo mondo di: DARWIN massoni, GENDER satanisti, islamici, la feccia! [ ecco perché il NUOVO ORDINE MONDIALE, CALIFFATO, NON HA NESSUNA SPERANZA DI SOPRAVVIVERE ALLA MIA FEDE! infatti, il mio essere in internet (tutto è truffa nel controllo globale del NWO) non ha il valore diverso ed assurdo di costruire una nave per decenni su di una montagna! I sacerdoti di satana lo sanno: sia da vivo che da morto, io non potrei mai abbandonare la mia posizione in favore di Israele!
Benjamin Netanyahu: ] SITUAZIONE DI STALLO TROPPO PERICOLOSA PER I GLOBALISTI SAUDITI SPA ANGLO-AMERICANI! [ io non potrò mai avere problemi economici, neanche se le banche chiudono come in GRECIA! io sono preparato al peggio, io ho una discreta liquidità nel muro, e Gesù Cristo ha pensato a tutto il resto, infatti è scritto dell'uomo giusto: "gli sarà dato il pane, ed avrà l'acqua assicurata!" Ovviamente, il Nuovo Ordine Mondiale continua, imperterrito, a perseguire la sua agenda, che comprende la guerra mondiale, la islamizzazione della Europa e la distruzione di Israele, ma, la loro convinzione e determinazione, non c'è più, perché i sacerdoti di satana hanno perso il controllo soprannaturale del NWO, per colpa mia! Ecco perché senza massacrare i popoli nella guerra mondiale poi, i popoli disperati saranno costretti a fare la rivoluzione.. QUESTA è UNA SITUAZIONE DI STALLO TROPPO PERICOLOSA PER I GLOBALISTI SAUDITI SPA ANGLO-AMERICANI!

 Jesus also defines the word for us in Luke 6:22 using four verbs. He says, “Blessed are you when men hate you, when they exclude you and insult you and reject your name as evil, because of the Son of Man.” Note that it is Jesus in you who is the reason for and the target of persecution.
In Romans 8:17, the Apostle Paul tells us, “Now if we are children, then we are heirs – heirs of God and co-heirs with Christ, if indeed we share in His sufferings in order that we may also share in His glory.” So when we share in Jesus’ sufferings (hatred, exclusion, insults and rejection) we become heirs who will also share in His glory. The four verbs above can be experienced in varying degrees of intensity.
Unfortunately many Christians today, operate under the assumption that persecution is a part of the Church’s past. The truth is that there are members of the Body of Christ that currently face severe persecution and restrictions as a result of their faith in Jesus Christ. Every day of every year and on every continent men and women face persecution because of their belief in Jesus Christ.
Here are a few examples of the kinds of persecution Christians face today:
  • Physical and verbal abuse;
  • Imprisonment;
  • Kidnappings;
  • Bribes;
  • Deportation;
  • Destruction of property;
  • Fines;
  • Torture;
  • Murder.
The Open Doors World Watch List is compiled each year and ranks the Top 50 countries in the world where Christians are persecuted for their faith in Jesus. This list is based on detailed information from Open Doors co-workers, in over 65 countries, as well as independent experts.
Click here for the Top 50 countries where faith cost the most.
Click here for Frequently Asked Questions about countries on the World Watch List.
Click here for Quick Facts about the World Watch List.
Click here for information regarding the Compilation of the World Watch List.
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questa è la prova ennesima, la ennesima dimostrazione che: satanisti massoni USA e LEGA ARABA sharia, loro fingono di combattere la galassia jihadista sharia ] MOSCA, 5 AGOsto. Mosca e Washington sono d'accordo sulla necessita' di unire i propri sforzi nella lotta all'Isis, ma "per ora" non hanno ancora "un approccio comune" sulla questione. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov subito dopo un incontro con il segretario di Stato Usa, John Kerry, a Kuala Lumpur.
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Obama GENDER e LEGA ARABA loro mi devono dare delle spiegazioni sharia: il nazismo genocidio ONU Amnesty contro i dhimmi ] [ ROMA, 5 AGO - "Liberate delle prigioniere musulmane o sgozzeremo l'ostaggio croato": è la minaccia dell'Isis in un video che rivendica il rapimento di Tomislav Salopek, un cristiano, avvenuto nell'area del Cairo il 22 luglio. L'Isis ha pubblicato una foto dell'uomo rilanciata dal Site.
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ISLAMICO SHARIA Erdogan il boia della NATO: sotto tutela ONU AMNESTY ] [ perché tu non compri, ANCHE, il petrolio dai Houthi rebels Sunni Shia, così come tu lo compri dal Tuo Califfato ISIS sharia, i tuoi servizi segreti? tu non ti impegni a sterminare gli islamici sharia Califfato saudita, così come, tu ti sei impegnato a sterminare i Curdi, per essere tu credibile? tu non sei credibile affatto! QUESTO è EVIDENTE TU NON SEI ANCORA PENTITO PER AVERE FATTO IL GENOCIDIO DEI BIZANTINI ED IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI! Quando tu pensi che potrebbe essere fatto il genocidio dei greci, ed il genocidio dei siciliani, ecc.. ecc.. ecc.. ?
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SHARIA Erdogan i nuovi diritti nazisti ONU nella NATO: sotto tutela Ummah MECCA CABA califfato universale ] è vero che quei luridi degli Houthi rebels Sunni Shia, si scopano le bambine da quando loro sono piccole piccole: e quindi non è decoroso che tu possa comprare il petrolio proprio da loro!  ma non è tutta colpa loro, perché è stato quella bestia del vostro Maometto Profeta, che ha dato a loro, ed anche,  a voi il cattivo esempio, ed infatti, si scopano le bambine in ISIS sharia, in Hamas, ed io ho letto che si sposano le bambine anche in Turchia! e comunque non è che, in tutto questo, non esiste una sua logica, perché senza le coniglie di Allah, poi, come tu metti in piedi, quel esercito di 20 milioni di soldati, che, tu hai promesso alla ARABIA SAUDiTA, cioè, di raggiungere un tale esercito in tempi brevi?
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Rothschild SpA NERONE Fmi FED BCE, SpA Banche centrali, il regista occulto di: 1°, 2°, e 3° guerra mondiale nucleare ] [ il mio amico King Saudita Salman, lui non vuole più essere un islamico nazista, come è quella bestia di Erdogan che può essere soltanto ucciso come un cane: non vuole più essere un nazionalista Ummah di maniaco religioso senza reciprocità, sotto tutela 666 ONU USA .. e Benyamin Netanyahu mi ha rassicurato che, anche tu non vuoi più appartenere a satana SpA, e che sei pronto a bruciare la tua copia del Talmud satanico idolatria.. ma, questa è la verità, il mio Amico King Salman Saudita? lui mi ha detto che, tu non sei ancora andato a trovarlo! Così lui teme di continuare ad essere il terrorista della galassia jihadista, ISIS, Boko Haram, ecc.. per il mondo intero, ancora, per colpa tua!
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grazie Obama Califfo GENDER ONU sharia ] ci vuoi spiegare, quando distruggerai Israele e LEGA ARABA tutti insieme? [Ciò che il Corano comanda a proposito di noi infedeli: Sgozza gli infedeli ovunque li trovi (2:191)
Fai la guerra agli infedeli che vivono vicino a te (9:123) Quando si presenta l’occasione, uccidere gli infedeli ovunque li si cattura (9,5)
Gli ebrei ed i cristiani sono pervertiti; combattili (9:30)
Uccidere gli ebrei ei cristiani, se non si convertono all'islam o se rifiutano di pagare la jizya [tassa dell'umiliazione] (9,29) Mutilare e crocifiggere gli infedeli se criticano l’islam (05:33)
Punire i miscredenti con indumenti (gabbie) di fuoco, aste di ferro con ganci, acqua bollente, si fondano la loro pelle e il ventre (22:19-21)
Ogni religione diversa dall’islam non è accettabile (3:85)
Non cercare la pace con gli infedeli; decapitateli quando li prendete prigionieri (47:4)
Terrorizzare e decapitare quelli che credono in altre scritture che il Corano (8,12)
I miscredenti sono stupidi; esortare i musulmani di combatterli (8:65)
I musulmani non devono prendere gli infedeli come amici (3:28)
I musulmani devono radunare tutte le armi possibili per terrorizzare gli infedeli (8:60)
Gli infedeli sono impuri e non vanno lasciati entrare in moschea (9,28)
Chi afferma che l’islam è o può essere una religione di pace è una persona che vuole credere in un’illusione, una persona molto poco informata o semplicemente qualcuno che sta mentendo. L’ unica pace possibile per l’islam è la sottomissione del mondo ai suoi precetti. Islam vuol dire sottomissione. Per la sottomissione, grazie , ma non contate su di me.
Un aspetto integrante della dhimma era che, essendo un infedele, era necessaria l’aperto riconoscimento della superiorità del vero credente, cioè il musulmano.
Nei primi anni della conquista islamica, il “tributo” (o jizya), pagato come tassa pro-capite annuale, era il simbolo della subordinazione del dhimmi. Più tardi, la condizione d’inferiorità di ebrei e cristiani fu rafforzata attraverso una serie di norme che regolavano il comportamento del dhimmi. Al dhimmi, pena la morte, era vietato deridere o criticare il Corano, l’Islam o Maometto, fare proselitismo tra i musulmani, toccare una donna musulmana (ma ad un uomo musulmano era permesso prendere una non-musulmana come moglie).
I dhimmi erano esclusi dai pubblici uffici e dal servizio militare, era loro proibito portare armi. Non era loro permesso cavalcare cavalli o cammelli, costruire sinagoghe o chiese più alte delle moschee, costruire case più alte di quelle dei musulmani o di bere vino in pubblico. Non erano autorizzati a pregare o piangere a voce alta, cosa che avrebbe potuto offendere i musulmani. Il dhimmi doveva mostrare deferenza in pubblico nei confronti dei musulmani, sempre cedendo il centro della strada. Al dhimmi non era permesso testimoniare in tribunale contro un musulmano, e il suo giuramento era inaccettabile in un tribunale islamico. Per difendere se stesso, il dhimmi doveva acquistare testimoni musulmani a caro prezzo. Questo impediva in pratica al dhimmi di ricorrere alle vie legali qualora fosse vittima di un musulmano. (Bat Yeor, pp. 30, 56-57; Louis Gardet, La Cite Musulmane: Vie sociale et politique, (Paris: Etudes musulmanes, 1954), p. 348.)
I dhimmi erano costretti a indossare abiti distintivi. Nel IX secolo, per esempio, il califfo di Baghdad al-Mutawakkil ordinò un distintivo giallo per gli ebrei, creando un precedente che sarebbe poi stato ripreso, secoli dopo, nella Germania nazista. (Bat Yeor, pp. 185-86, 191, 194.) Alcuni aspetti della religione islamica generalmente poco conosciuti, che testimoniano la distanza dell’islam dalla religione cristiana e dalla società civile occidentale in genere. Caratteristica della religione islamica è - infatti - regolamentare, in maniera soffocante, ogni singolo aspetto della vita sociale del credente. Il quale, per poter sapere come agire, deve sempre fare riferimento al Corano e alla sharia (la legge islamica).
Alcuni di questi aspetti sono curiosi, altri sono tragici, ma sarebbe un errore circoscriverli banalmente come “estremismi”, dato che fanno tutti parte, invece, dell’essenza dell’islam. Eccoli qui di seguito:
http://digilander.libero.it/coranoislam/varie.html
Benyamin Netanyahu ] i sacerdoti di Satana, si vantano sempre, si credono i migliori, poi, viene Noé, ed affogano tutti! poi, viene Abramo e bruciano a Sodoma, poi, viene Mosé e muoiono in Egitto, poi, viene il profeta Elia e muoiono tutti al torrente Kison, eppure i Farisei usurai Rothschild, ecc.. loro sopravvivono sempre, perché loro sono 1000 volte peggiori dei sacerdoti di satana! Eppure, io ti giuro, nel nome del Santo Vivente di Israele, nel nome di Gesù di Betlemme, che, viene questa volta Unius REI ed anche loro scompariranno: questa volta: definitivamente!
lorenzoAllah Mahdì Palestina
Benyamin Netanyahu ] da come i tuoi: farisei Illuminati: SpA Banca Mondiale, SpA Fmi, Rothschild, ecc...  in questi ultimi decenni, hanno depauperato ed indebolito la Europa, mentre al contrario da come è stata potenziata la LEGA ARABA, in questi ultimi decenni, tu che sei un ragazzo intelligente, tu capisci subito, come, anche Roma Francia, Grecia, e tutta la Europa Medionale sono destinate a diventare un Califfato Islamico! Anche 187AudioHostem ex-direttore di youtube, ha detto che USA SpA, ci hanno venduti come carne da macello in Arabia Saudita!
lorenzoAllah Mahdì Palestina 
Benyamin Netanyahu ] e perché, tutti i migranti che vengono in Europa, loro lasciano un obolo di 1000 euro pro-capite, ad Erdogan e Arabia Saudita ideologia califfato sharia MECCA Ummah, per compensarli di parte delle spese: che loro affrontano, quotidianamente, per finanziare la loro internazionale islamica: galassia jihadista, infatti, con la caduta del prezzo del petrolio, che è stata attuata, per punire la Russia? poi, i conti nella LEGA ARABA Sharia: nazismo ONU Amnesty, non tornano più i conti, anche perché, gli islamici nazisti hanno le spese militari aggiuntive, per prepararsi adeguatamente alla guerra mondiale!
lorenzoAllah Mahdì Palestina
Benyamin Netanyahu ] TUTTI I POLITICI CHE SONO NATI NEL SISTEMA MASSONICO BILDENBERG, SPA BANCA MONDIALE, sono tutti usciti con l'unico stampino di satana! [ infatti, nessun ministro Gentiloni, andrebbe in Iran a fare affari sulla pelle dei cristiani, e a dire: "io non posso fare affari con voi, perché, voi siete nazisti sharia, mentre, io sono una brava persona! " e poi, direbbe: "voi avete la pena di morte per apostasia, e voi fate bene ad uccidere i cristiani, infatti io sono una escrescenza cancerogena: del figlio dell'Anticristo Rothschild!"
lorenzoAllah Mahdì Palestina 
ogni migrante regala: 1000 euro all'ISIS sharia, quindi la LEGA ARABA sharia, dilata la sua geopolitica: il nazismo sharia protetto dallo ONU, attraverso, la sua galassia jihadista, ed infatti tutti i cristiani che sono resistiti a 1400 di satanismo islamico, si stanno estinguendo in questi giorni, perché questi sono i giorni dei satanisti Massoni: Fmi Obama GENDER Spa Rothschild 322 Bush NWO Banca Mondiale di farisei del Talmud agenda! MA ENTRARE IN UNA GUERRA MONDIALE NUCLEARE CONTRO LA CINA E LA RUSSIA NON è QUALCOSA CHE PREOCCUPA TROPPO GLI ISLAMICI!
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Questo è satanismo è alto tradimento ] nessuna magia bianca, nessuna massoneria, nessun controllo del soprannaturale o controllo del potere può avvenire al di fuori del discernimento degli spiriti [ Siete stati posti in questa dimensione per conoscere il Vostro Creatore, ma, questa è la verità: Voi non conoscete Lui! ed infatti le vostre opere sono cattive!
lorenzoAllah Mahdì Palestina
UN Amnesty OCI stop your imperialism sharia ] LEGA ARABA se è vero come voi dite, che voi non siete i mandanti di tutto questo, poi, voi potete fermare tutto questo condannando la sharia nel mondo! ] [ Boko Haram attacks intensify in Nigeria & Cameroon Published: Aug. 3, 2015 On 25 July, 20 people were killed when a 12-year-old girl blew herself up in a crowded bar in Maroua, northern Cameroon. The radical Islamist group Boko Haram has intensified its suicide bombing attacks in northern Nigeria and Cameroon in recent weeks. On Friday (31 July) a massive bomb exploded in the market in Maiduguri, north-eastern Nigeria – the traditional heartland of Boko Haram violence. At least six died, and 11 were injured. 
The previous Saturday (25 July), 20 people were killed when a 12-year-old girl blew herself up in a crowded bar in Maroua, northern Cameroon. Seventy-nine others were injured. However, on 2 August the Nigerian military said it had rescued 178 people – including 101 children and 67 women – taken captive by Boko Haram in the northern Nigerian state of Borno.
Nigeria President Muhammadu Buhari visited Cameroon on 29-30 July in an attempt to boost the regional cooperation against the Islamist group. It is the first time for several years that a Nigerian President has visited Nigeria’s eastern neighbour.
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ERDOGAN la bestia assassina di Allah sharia ] ovviamente, io non metto in discussione il mio santo Islam, quello di Adamo, ecc.. Perché è il Corano che dice che Maometto era il profeta di satana, un criminale totale, pieno di quasi tutti i peccati, che la Torà conosce! Ma, se tu vuoi realizzare una guerra mondiale nucleare per dimostrare che, il tuo dio è Allah il Demonio, io sono a tua disposizione! Poi, però sappiamo tutti che tu hai fatto il genocidio di tutti i cristiani di Siria e di Iraq, perché siete stati voi: OCI sauditi, che voi avete mandato i vostri delinquenti: mercenari, chiamati: 1. internazionale islamica; 2. fratelli musulmani; 3. galassia jihadista; .. e questo è vero: quello che il vostro demonio dio non è riuscito a darvi in 1400 anni, poi, i satanisti massoni BILDENBERG, SPA, BANCHE CENTRALI, FMI, SPA BANCA MONDIALE, i veri sacerdoti 322 Bush di Satana con i loro profeti farisei Rothschild ve lo stanno a concedere oggi: tutto quello che il vostro demonio dio Allah non era riuscito a fare! è UN VERO PECCATO PER VOI, però, CHE LORO NON HANNO ANCORA DECISO DI DIVENTARE MUSULMANI ANCHE LORO, PERò!
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bestie di satana CIA 666 NSA 322 DATAGATE ] [ siete in grado di fare ingoiare a google questo tag che voi avete messo nei miei blog? perché, voi non mettete questo colore trasparente alle mutande di quella troia di vostra madre?
    Lorenzojhwh Kaduri
    http://www.youtube.com/profile_redirector/106059779104276742921 lorenzoAllah Mahdì Palestina ha detto: "grazie Obama Califfo GENDER diritti nazisti ONU sharia ] ci vuoi spiegare, quando distruggerai Israele e LEGA ARABA tutti insieme? [ cioè, Ciò che il Corano e il Talmud comandano a proposito di noi infedeli: dhimmi goym, senza genealogia paterna: "tu Sgozza tutti gli infedeli ovunque li trovi" (Corano 2:191)
    Benyamin Netanyahu ] conosco molto bene, il fatto che, tutti i Governi del mondo, hanno una autorità: "finta" surrogata "apparente", un potere che viene concesso loro a conta gocce dalla Spa Fmi, Rothschild corporation agency Banca Mondiale, piramide massonica! MA, SE TUTTI I GOVERNI DEL MONDO SONO CON NOI, QUESTA DIVENTA LA NOSTRA OCCASIONE DI LIBERARCI DEI FARISEI, e della loro tirannia PER SEMPRE! io non li voglio uccidere e non voglio fare loro del male, in nessun modo: li voglio trasformare da demoni mostri, in uomini normali!
    Lorenzojhwh Kaduri 
    http://www.youtube.com/profile_redirector/106059779104276742921 lorenzoAllah Mahdì Palestina ha detto: "grazie Obama Califfo GENDER diritti nazisti ONU sharia ] ci vuoi spiegare, quando distruggerai Israele e LEGA ARABA tutti insieme? [ cioè, Ciò che il Corano e il Talmud comandano a proposito di noi infedeli: dhimmi goym, senza genealogia paterna: "tu Sgozza tutti gli infedeli ovunque li trovi" (Corano 2:191)
    lorenzoAllah Mahdì Palestina
    grazie Obama Califfo GENDER ONU sharia ] ci vuoi spiegare, quando distruggerai Israele e LEGA ARABA tutti insieme? [Ciò che il Corano comanda a proposito di noi infedeli: Sgozza gli infedeli ovunque li trovi (2:191)
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    سلمان بن عبدالعزيز آل سعود  ] [  ti voglio rivelare un segreto.. i satanisti massoni farisei usurai, loro hanno rubato a tutti i popoli del mondo, quindi io ho pensato, allora, perché, io non dovrei rubare loro il signoraggio bancario, poi, da restituire a tutti i popoli, e soprattutto, perché, io non dovrei rubare loro TUTTO IL NUOVO ORDINE MONDIALE, CHE satanisti massoni HANNO INVENTATO PER PORTARE TUTTO A SATANA, e per schiavizzare tutti i popoli? INFATTI, IO PORTERò, proprio ATTRAVERSO IL LORO NWO, TUTTO A JHWH, di nuovo, proprio NEL MIO TERZO TEMPIO EBRAICO! no, Questa religione cristiana? ha troppi difetti ancora, per me!
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    سلمان بن عبدالعزيز آل سعود  ] [  ti voglio rivelare un altro segreto.. questa è veramente una caratteristica straordinaria del mio ministero politico ] [ io non odio mai le persone ] uccidere i nemici? questa è soltanto la strategia dei pezzi di merda come Erdogan, e di tutti i cretini come lui! [ come potrebbe essere onnipotente divino universale il mio ministero politico: della fratellanza universale, se, non avesse le risorse, per trasformare, tutti i nemici, poi, tutti in amici? ] [ io odio le ideologie, geopolitiche e le religioni soltanto [ eppure, questi demoni non si possono annullare del tutto, quindi, vanno indeboliti e messi sotto controllo, perché, se usati bene, possono fare molto del bene! ] io credo infatti che l'anarchia sarebbe la più disgraziata delle utopie e la più rovinosa situazione! Ecco perché io non sono il nemico di nessun governo, e di nessuna religione, in questo mondo.. certo sono tutti difettosi, ma, sono tutti anche migliorabili!
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    سلمان بن عبدالعزيز آل سعود  ] [  ok! noi possiamo ammazzare i sacerdoti di satana come: 1. Obama, 2. GENDER, 3. Bush, 4. 322, 5. Kerry, 6. LaVey, 7. 187AudioHostem: 8. NWO, è vero! ma, non è meglio metterli tutti e otto a cantare Alleluia nel nostro tempio ebraico, in Arabia SAUDITA? se noi facciamo il terzo Tempio Ebraico in ARABIA SAUDITA: MADIANA OREB SINAI? non diventerai proprio tu, tra tutti i Re, quello più famoso, in tutta la storia del GENERE UMANO?
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    my JHWH ] tutto è nato dalla VERA religione ebraica, quella di Mosé, poi, i farisei del Talmud, gli usurai, hanno rovinato tutto, con la loro idolatria, e con i loro sacrifici umani in segreto, per profanare il tempio ebraico! ] [ quindi, tutto deve rinascere, ad iniziare dalla vera religione ebraica quella di Mosé.. solo in questo modo, tutte le religioni potranno ritrovare la loro vera dimensione! ] non c'è necessariamente nessuna Parola di Dio, e nessuna civiltà, in tutte le tradizioni, molte tradizioni infatti sono in contraddizione con la legge naturale e con la legge universale! COLORO CHE VOGLIONO TROVARE SE STESSI, la propria autenticità, e vogliono scoprire LA VERITà DI DIO, LA DEVONO CERCARE SULLA VIA DELLA SEMPLICITà, E DELLA FRATELLANZA UNIVERSALE! Io sono un laico, io non ho un problema con le religioni, se non sono cattive e se non fanno del male a persone innocenti!
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    my JHWH ]  forse i miei detrattori, calunniatori, loro hanno una idea migliore per evitare la guerra mondiale nucleare, allora, si facciano avanti e ne discutiamo!
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    tutto quello che si costruisce sulla sharia, si costruisce sul nazismo per donare a Bush 322 SpA Rothschid una nuova guerra mondiale.. ma, agli islamici piace tutto questo, perché loro credono di uscirne vittoriosi! Certo se la America USA attacca la CINA E la Russia, come ha deciso di fare, certo, la LEGA ARABA potrebbe raddoppiare la sua sfera di influenza, a spese di Europa e Africa! ] [ The Iranian Plan to Destroy the United States) https://www.youtube.com/watch?t=229&v=uhl_GQtdfo8   Pubblicato il 28 ago 2012. Iran - The Greatest Threat to Western Civilization. America is a relatively safe place. However, a regime halfway around the world could destroy our way of life. From the beginning, the current Iranian regime made it clear that America is public enemy #1. One way to seriously damage America would be a nuke, and one terrifying scenario is a nuclear bomb detonated at high altitude. This is an issue that Congressional commissions and others have investigated, and concluded that it is a credible threat. This would cause severe damage or catastrophic destruction to the electric grid across America. In this day and age, everything ultimately depends on electric power: communications, transportation, banking, finance, food and water. The result of such an attach would mean that within a short amount of time, it will be nearly impossible to get food and water, pump gas, provide medical care, withdraw money or use cellular phones. Moreover, without electricity, nuclear power plants melt down. If their containment buildings are breeched, the areas around them could become uninhabitable for centuries. Anarchy. Starvation. Disease. As long as the current Iranian regime is in power, we are NOT SAFE.. Take Action! Contact your representative: http://www.congressmerge.com/onlinedb/index.htm
    http://www.clarionproject.org/enriched/send-a-letter.php
    se, ministro GENTILONI crede che IRAN o LEGA ARABA potranno migliorare i loro diritti umani, quindi rinunciare al terrorismo ed al nazismo della sharia, perché sono spinti dalla simpatia: per gli amici occidentali? Gentiloni è veramente un pazzo! ] [ Two Injured by Molotov Cocktails. Click here to watch: Scene of Attack - Two Injured in Molotov Cocktail Attack in Jerusalem. A 27 year-old woman was injured Monday night after a terrorist threw a Molotov cocktail at her car in Jerusalem. The incident occurred near the Arab neighborhood of Beit Hanina, near the Ben-Zion interchange, Magen David Adom (MDA) stated. Watch Here MDA medics gave her medical treatment and took her to Hadassah Ein Kerem hospital with first and second-degreee burns on 15% of her body. She is reportedly fully conscious and stable. Her husband was rescued from the vehicle and was not injured. The vehicle was completely burned. The MDA ambulance also transported a young man of about 20, a volunteer with United Hatzalah, with burns on his upper limbs after inhaling smoke while trying to extinguish the burning car with a fire extinguisher to hospital for treatment. A manhunt is currently underway for the perpetrators.
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    questi sono i crimini sharia che Maometto e i suoi successori hanno ordinato, o tollerato di fare! e infatti, questi crimini sono tollerati dalla sharia LEGA ARABA, perché, è a questi crimini di genocidio sharia, che la LEGA ARABA deve la sua esistenza! [ IL FATTO CHE ONU NON CONDANNI LA SHARIA è LA DIMOSTRAZIONE CHE: NATO, USA E UE SONO SATANISTI MASSONI! ] "Sono stata stuprata TRENTA VOLTE e non è ancora neanche mezzogiorno. Non sono in condizioni di andare al bagno. PER FAVORE, BOMBARDATECI". Sono queste le parole sconvolgenti riferite da una giovane yazidi durante una conversazione via cellulare con degli attivisti di Compassion4Kurdistan. In base a un articolo di Nina Shea sul The American Interest, quella ragazza non è l'unica. Ragazze e donne continuano ad essere vendute per riempire le casse dell'abominio che si è autoproclamato “Stato Islamico”, e per attirare giovani uomini alla barbarie del jihad in Iraq e in Siria.
    Mentre il mondo ricorda questa settimana il primo anniversario dell'espulsione di migliaia di cristiani dal nord dell'Iraq, la direttrice senior del Dipartimento dell'Istituto Hudson per la Libertà Religiosa, Nina Shea, afferma che la schiavitù sessuale di donne cristiane e yazidi nelle mani dei militanti dello Stato Islamico resta ampiamente ignorata.
    Il direttore del Wilson Center Middle East, Haleh Esfandiari, osserva che “i Governi arabi e musulmani, pur condannando ad alta voce lo Stato Islamico come organizzazione terroristica, tacciono sul trattamento riservato alle donne”. Anche la reazione della Casa Bianca è di un silenzio assordante. Il resoconto 2015 del Dipartimento di Stato nordamericano sul traffico sessuale, diffuso il 27 luglio, dedica due paragrafi su 380 pagine all'istituzionalizzazione della schiavitù sessuale da parte dello Stato Islamico lo scorso anno. “Ad agosto dell'anno scorso, poco dopo che lo SI aveva istituito il suo 'califfato', hanno iniziato a catturare donne e ragazze non sunnite e a darle come premio o a venderle come schiave sessuali. Nella grande maggioranza erano yazidi, ma in base ai resoconti dell'ONU c'erano anche cristiane”, scrive la Shea, tra i cui racconti angoscianti ci sono quelli di bambine di 9 anni violentate dai loro “padroni”. Frank Wolf, ex deputato nordamericano che a gennaio ha intervistato dei rifugiati in Kurdistan, ha ascoltato il racconto di Du'a, un'adolescente yazidi tenuta prigioniera a Mosul con altre 700 ragazzine della stessa etnia. Gli ostaggi erano separati in base al colore degli occhi e i membri dello SI le sceglievano per sé come prodotti. Il “resto” era separato tra “belle” e “brutte”. Le più belle erano date ai membri di spicco dello SI. In questo mese, il SITE Intelligence Group, che monitora le attività on-line degli estremisti, ha scoperto su Twitter un opuscolo dello SI che annunciava che le ragazzine catturate in battaglia sarebbero state i tre primi premi di un concorso di recitazione del Corano realizzato in due moschee siriane durante il Ramadan. La copertura dello scandalo si è limitata a messaggi via Internet. Il fenomeno è così innegabile che “giuristi islamici” hanno dovuto fare dei pronunciamenti teologici al riguardo: il Dipartimento della Fatwa dello Stato Islamico “ha chiarito” che “le femmine dei Popoli del Libro”, incluse le cristiane, possono essere schiavizzate a fini sessuali, ma le “musulmane apostate” no.
    Non si conosce il numero delle schiave sessuali. A marzo, 135 donne e bambini erano tra i sequestrati di 35 villaggi cristiani della regione del fiume Khabour, in Siria. Lo SI ha chiesto 23 milioni di dollari per il riscatto, che ovviamente le famiglie non erano in condizioni di pagare. “Ora appartengono a noi”, hanno scritto i fanatici. Le meno giovani sono state liberate, le più giovani no. Anche se non ci sono conferme, la cosa più probabile è che siano state ridotte in schiavitù. Questa pratica, scrive la Shea, “dev'essere vigorosamente condannata come parte di un genocidio religioso tanto quanto le orribili decapitazioni”.
    http://www.aleteia.org/it/dal-mondo/news/isis-schiavi-sesso-prostituzione-donne-cristiane-yazide-5845769881911296?utm_campaign=NL_It&utm_source=daily_newsletter&utm_medium=mail&utm_content=NL_It-04/08/2015
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    ISRAELE TEME GLI SCIITI, MENTRE L'OCCIDENTE, IL MONDO INTERO TEME I SUNNITI, MA, QUESTO è UN FALSO PROBLEMA PERCHé QUESTA è UNA STRATEGIA ISLAMICA MECCA UMMAH E NON HA NESSUNA IMPORTANZA QUANTI MUSULMANI POTRANNO MORIRE SE TUTTI I CRISTIANI DI SIRIA NIGERIA IRAQ HANNO TUTTI SUBITO ILGENOCIDIO, QUESTO è SEMPRE: UN SUCCESSO DEI SATANISTI FARISEI SPA FMI BANCA MONDIALE, ANGLO AMERICANI MASSONI, CONTRO, LA BIBBIA!  SE, ONU NON AFFRONTA IL NAZISMO DELLA SHARIA: E, LA VIOLAZIONE DELLA LIBERTà DI RELIGIONE? IL DISASTRO MONDIALE NON POTRà ESSERE FERMATO! ] [ Iran’s Leader Publishes New Book: How to Destroy Israel. Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei. (Office of the Iranian Supreme Leader via AP) Despite the nuclear deal signed between Iran and the P5+1 powers, the Islamic Republic continues to ridicule and threaten the world, specifically Israel. The Supreme Leader has now published a detailed book on how to annihilate the Jewish state. Iran’s Supreme Leader, Ayatollah Ali Khamenei, is again promoting Israel’s destruction, this time with the publication of a book called Palestine, consisting of 416 pages that describe a plan to wipe out the Jewish state. The New York Post was able to obtain a copy from Iran, the only place where the book is currently available, although an Arabic translation is expected soon. Iranians burn an Israeli flag at Quds Day rally. (AP/Ebrahim Noroozi) Khamenei, described by a blurb about the book as “the flagbearer of Jihad to liberate Jerusalem,” delivers one clear message in his work: Israel has no right to exist, and this is how it can be destroyed. The Farsi words nabudi (annihilation),” imha (fading out) and zaval (elimination) underscore the book’s message. Khamenei insists that his strategy for the destruction of Israel is not based on anti-Semitism, which he describes as a European phenomenon. His position is, instead, based on “well-established Islamic principles.”
    For instance, land that falls under Muslim rule, even briefly, must never again be ceded to non-Muslims. What matters in Islam is ownership of a land’s government, even if the majority of inhabitants are non-Muslims.
    In Israel’s case, which he labels as adou and doshman, meaning “enemy” and “foe,” the necessity to remove it is compounded by three reasons. The first is that it is a loyal “ally of the American Great Satan” and a key tool in the “evil scheme” to dominate “the heartland of the Ummah [Muslim nation].”
    The second reason is that Israel has allegedly waged war on Muslims on a number of occasions, thus becoming a kaffir al-harbi [hostile infidel]. Finally, Israel is a special case because it “occupies” Jerusalem, which Khamenei describes as “Islam’s third Holy City.” He adds that one of his “most cherished wishes” is to pray in Jerusalem. Khamenei explains that he is not recommending “classic warfare” to wipe Israel off the map or to “massacre the Jews.” He recommends a low-intensity war of attrition over a long period of time designed to make life unpleasant, if not intolerable, for a majority of Israeli Jews so that they leave the country. He suggested a similar course of action in a series of tweets last November. Khamenei makes no reference to Iran’s nuclear program, but the subtext, according to the Post, is that a nuclear-armed Iran would make Israel think twice before taking military action against the Islamic Republic.
    The Goal: Iranian Hegemony in the Middle East
    Khamenei hopes that over time, the world will succumb to “Israel fatigue” and no longer support the Jewish state.
    The next stage would be the establishment of a state of “Palestine” that would be under Muslim rule but allow non-Muslims, including some Israeli Jews who could prove “genuine roots” in the region, to remain as “protected minorities.”
    Under Khamenei’s scheme, a referendum would be held about the nature of the state. All alleged Palestinians refugees and their descendants, supposedly spread out across the globe, would be able to vote, while Jews “who have come from other places” would be excluded. He is sure of a Palestinian majority.
    Hezbollah. Hezbollah terrorists on the march. (IDF) Khamenei brings previous wars as proof of the practicality of his plan, and he boasts about the certain success he would attain in making life unbearable for Israelis through terror attacks from Lebanon and Gaza. The next phase, he continues, is to recruit “fighters” in Judea and Samaria to set up Hezbollah-style terror units. “We have intervened in anti-Israel matters, and it brought victory in the 33-day war by Hezbollah against Israel in 2006 and in the 22-day war between Hamas and Israel in the Gaza Strip,” he states.
    Khamenei describes Israel as “a cancerous tumor.” With its elimination, “the West’s hegemony and threats will be discredited” in the Middle East. In its place, he continues, “the hegemony of Iran will be promoted.” There is nothing new in the ideas Khamenei presents here. He has voiced them all in the past. The worrying element here is that he promotes them consistently and seriously. This is not mere rhetoric, but, rather, a state plan.
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    Israeli Soccer Players Attacked by Fans in Bulgaria ] [ Screen Shot 2015-08-03 ] DOVE ARRIVANO I SATANISTI MASSONI ANGLO AMERICANI, USA UE NATO SPA FMI, BILBENGERG, POI, SEGUONO SEMPRE, LE LORO IENE E I LORO AVVOLTOI: AL PRAVY SECTOR! ] [ Israeli Soccer Players Attacked by Fans in Bulgaria
    Screen Shot 2015-08-03 Click here to watch: Violent Bulgarian fans chase Israeli soccer team off the field
    Ashdod SC players said they feared for their lives after being forced to run for cover from local fans in Bulgaria during Monday's so-called friendly match against CSKA Sofia. Ashdod, which was relegated from the Premier League to the National League last season, is preparing for the new campaign in Bulgaria and arranged several games against local sides in order to build up match fitness. However, while most pre-season matches are usually quickly forgotten, Monday's game against CSKA is bound to live long in the memory of Ashdod players who were forced to flee the stadium after dozens of Sofia fans assaulted them, kicking and punching players while also throwing bottles at the team and its staff. Tempers flared early in the encounter, but matters got completely out of hand in second-half stoppage time when Ashdod's Niv Zrihen was sent off for a rough foul on a Sofia player.
    Watch Here
    The CSKA players immediately confronted the Ashdod players and soon afterwards dozens of supporters burst onto the pitch and attacked the stunned Israelis. The Ashdod players and staff raced up an empty stand at the other end of the stadium seeking cover and were eventually escorted back to their hotel by local police forces. Ashdod's players and coaches were lucky to escape with bruises, with coach Eyal Lachman being hit in the face by a glass bottle. "From the start of the match they began throwing bottles at us and were singing anti-Semitic songs against Israel," said Ashdod striker Michael Ohana. "We prayed that we would be able to leave the stadium safely. You don't think about it when it happens, but there is no doubt that our lives were in real danger at that moment." Zrihen was the third Ashdod player to be sent off in the match, with Gadi Kinda being shown a red card in the 20th minute for complaining to the referee that he wasn't officiating the match fairly. Nigerian defender Ali Abubakar was also sent off before Zrihen's foul was followed by the pitch invasion and the violent scenes. "It was really scary," said Ashdod's Roei Dayan. "We only finally relaxed once we were all in the dressing room and the door was locked behind us. After we returned to the hotel we watched the videos on Youtube and realized how crazy it was."
    Source: Jpost
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    questa è tutta la civiltà che OBAMA GENDER può dare ] 04.08.2015 [ I video dell'orrore sulla vicenda del traffico di organi di bambini abortiti. I filmati tradotti in italiano riguardanti il caso Planned Parenthood. Se mai vi foste chiesti che faccia ha il male, ho un nome per voi: Deborah Nucatola. Se un po’ avete seguito questa pagina, sapete che Planned Parenthood è la catena di cliniche abortiste più grande d’America, una cosa enorme, un giro d’affari per oltre un miliardo di dollari. La dottoressa Nucatola a Planned Parenthood riveste un incarico di prestigio: è Senior Director of Medical Services, una posizione ai vertici del quartier generale del colosso degli aborti. In questa veste supervisiona le pratiche abortive nelle sedi PP di tutta l’America fin dal 2009 e si occupa anche dell’addestramento dei nuovi arruolati nei ranghi delle cliniche della morte
    http://www.aleteia.org/it/salute/video/video-planned-parenthood-traffico-organi-bambini-abortiti-5809842480480256?utm_campaign=NL_it&utm_source=daily_newsletter&utm_medium=mail&utm_content=NL_it-05/08/2015
    ministro GENTILONI in Iran, o in una qualsiasi nazione nazista della LEGA ARABA? lui o è un coglione oppure è un assassino spudorato! la UE rimarrà disintegrata, se non si dissocia immediatamente dalla NATO, e se non si collega militarmente alla RUSSIA! ] [  Etiopia: imam rischia la vita per seguire Gesù. Sintesi: Tofik, una guida islamica etiope si è convertita al cristianesimo ed ora rischia la vita per seguire Cristo. Inoltre, confrontato con la persecuzione, si rende conto che Dio utilizza ogni situazione per il bene della Chiesa.  Tofik ha speso 24 anni della sua vita studiando per diventare imam. "A scuola studiavamo solo questioni attinenti la fede islamica. Parte dell'insegnamento verteva sulla distruzione del cristianesimo. Avremmo messo in atto gli insegnamenti ricevuti una volta finito il corso di studi. Avremmo attaccato i cristiani”.
    A Tofik era stato insegnato che i cristiani sono persone cattive, pertanto si sentiva incoraggiato a picchiarli, ad attaccare le loro chiese e bruciare le Bibbie. "Ogni volta che veniva costruita una nuova chiesa i nostri insegnanti ci dicevano di andarla a distruggere, e questo era quello che facevamo”.
    Dopo i primi anni di studio nel suo paese, Tofik venne selezionato insieme ad altri 14 studenti per andare ad approfondire la conoscenza della religione islamica direttamente in Arabia Saudita. Alla fine di questo corso di perfezionamento venne nomitato imam. Fondò ben sedici moschee e fece in modo che nel suo villaggio nessuno potesse predicare Cristo.
    Col tempo però, lavorando a stretto contatto con alcuni cristiani, iniziò a capire meglio la loro fede. Durante una notte ebbe due sogni, nel quale Cristo si presentò a lui e gli disse di seguirlo. "Condivisi questi sogni con mia moglie, ma lei cercò di dissuadermi dall'idea di seguire Cristo. Tutta la mia famiglia rifiutò l'idea di seguire Cristo”. Tofik decise di frequentare un culto cristiano, parlò con i responsabili della comunità e pregò con loro per diventare cristiano. "La notizia della mia conversione e dell'essere andato in chiesa si sparse subito nel mio villaggio. Molte persone che mi vedevano piangevano considerandomi un uomo morto; questo è ciò che si pensa delle persone che abbandonano l'islam per un'altra religione”.
    "La reazione dei musulmani non si fece attendere. Nella nostra cultura, quando qualcuno muore, le sue proprietà vengono spartite. Distrussero la mia casa dandole fuoco, presero il mio bestiame e quello che rimaneva dei miei possedimenti”.
    Tofik però non si è lasciato scoraggiare: "La Bibbia è diventata la mia arma. Ho viaggiato molto per predicare e insegnare i principi della fede cristiana. Ho aperto una comunità nel cortile di casa mia e molte persone hanno deciso di seguire Cristo. Questo però ha irritato molti abitanti del villaggio”. Le violenze fisiche e psicologiche sono continuate, "ma preferii rimettere tutto nelle mani di Dio e di perdonare i miei assalitori”. "Dobbiamo iniziare con l'amare le persone. Abbiamo bisogno di amare i nostri oppositori e di mostrare loro questo amore. Dobbiamo essere pazienti e lentamente loro verrano alla fede in Gesù. Voglio che le persone sappiano che la persecuzione non ha solo aspetti negativi, in essa infatti vi è qualcosa di buono. Nel profeta Isaia è scritto che Dio avrebbe fatto qualcosa di nuovo, e che il Suo popolo avrebbe riconosciuto questa opera nuova e che sarebbe stato risollevato perché aveva confidato in Lui. Così, quando mi trovo ad affrontare la persecuzione, io so che Dio sta creando cose nuove, e che questa non è la fine. La mia stessa vita non finirà qui sulla terra”.
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    https://www.youtube.com/watch?v=u4FkNbtkgps [ finché, Israele guarderà solo in IRAN, e USA e UE, fingeranno di non guardare tutti gli orrori della sharia LEGA ARABA: il nazismo senza libertà di religione, e ONU non protesta mai contro la violazione di tutti i diritti umani? tutto andrà verso un disastro che non potrà più essere controllato! MA è PROPRIO QUESTO DISASTRO MONDIALE, DI CUI IL: FMI SPA BANCA MONDIALE: HANNO BISOGNO PER USCIRE DALLA ATTUALE DEPRESSIONE MONETARIA FINANZIARIA E ECONOMICA!  Dennis Prager Just Dropped an Atomic Bomb on This Nuclear Deal With Iran.    The Iran Nuclear Deal. 03 ago 2015 Is the nuclear agreement between the United States and Iran a good or bad deal? Would it be harder or easier for Iran to develop nuclear weapons? Would it make Iran and its terror proxies stronger or weaker? Should the U.S. Congress support or defeat the deal? Dennis Prager answers these questions and more. You can support Prager University by clicking https://www.prageruniversity.com/dona... Free videos are great, but to continue producing high-quality content, even small contributions are greater. Do you shop on Amazon? Now you can feel even better about it! Click http://smile.amazon.com/ch/27-1763901 and a percentage of every Amazon purchase will be donated to PragerU. Same great products. Same low price. Charity made simple. Visit us directly! http://www.prageruniversity.com LIKE us! https://www.facebook.com/prageru Follow us! https://twitter.com/prageru
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    Proud Christian Tourist Attacked on Temple Mount ] PERCHé ONU non protesta mai, contro la violazione di tutti i diritti umani NELLA SHARIA LEGA ARABA? COSA C'è SOTTO QUESTO CRIMINE DI FARISEI MASSONI SATANISTI SPA FMI FED ECB? ]  Click here to watch: Christian Man Attacked on Temple Mount for Waving Israeli Flag. man identified as a Christian tourist from France who visited the Temple Mount while carrying an Israeli flag was attacked by Muslims this Tuesday morning. The incident has been reported in various places, and has gone viral on social media, where pictures of the bleeding protester in police custody are being widely circulated. Arab eyewitnesses claim that the man waved the flag near the Dome of the Rock before a mob descended on him. During the beating, he was hit on the head with a rock. Police reportedly intervened and forcibly escorted the bloodied man out of the compound, then detained him for questioning. Three attackers, including a member of the Waqf Islamic trust which administers the site, were reportedly arrested as well. According to police, the tourist's act of showing an Israeli flag at the holiest site in Judaism violated the location's code of conduct. Video showed the man identified as the tourist, wearing a green shirt, being taken away by police and bleeding from the head. Another video purportedly showed the arrest of a Waqf man. While the Temple Mount is inside of Israel, it is ruled by Muslim authorities based in Jordan known as the Waqf. The Waqf insists on Muslim supremacy and tries to ban Jews and Jewish symbols from the site.
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    Ecco Perché il satanismo è diventato la religione del NWO 322 Bush Merkel, ecc..  Three Israelis Injured in Palestinian Terror Attack in Jerusalem. perché la comunità internazionale permette il nazismo sharia alla LEGA ARABA, e la sua possibilità di poter fare migliaia di omicidi di persone innocenti per motivi di religione, ogni giorno? come gli USA, e i nostri leader: sono tutti FARISEi SPA, sono tutti diventati i satanisti massoni del talmud agenda per sterminare goyim, dalit, e dhimmi? ] [ A Palestinian terrorist threw a firebomb at a passing car in Jerusalem. As a result, three civilians were wounded - two men lightly and a young woman moderately. Fire bomb attack Jerusalem. WATCH: Jews Pray for Palestinian Victims of Terror
    ========= The Jewish community of Gush Etzion organized a public prayer session for peace and unity and for the recovery of wounded Arab victims of terror.
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    le bestie di satana Merkel Mogherini e Obama GENDER hanno preso il controllo dei Governi in nome del sacerdote di satana Rothschild SpA Fmi: i demoni hanno preso il controllo delle nostre istituzioni! ] Bebés abortados: "por piezas podemos sacar más dinero". Un bracito o una piernecita de un bebé abortado vale unos 50-75 dólares; junto, unos 200-300. Así hablan los "profesionales" de Planned Parenthood. ¡¡Pepsi, Starbucks y Unilever les siguen financiando!! Escribe a los presidentes de las compañías y pídeles que dejen de financiar la industria del horror. Hola lorenzo: No sé si has podido ver el tercer video de Planned parenthood. Te confieso que a mi me ha costado verlo. Es repugnante. Hablan de bebés abortados como si fueran pollos de corral. Bufff… Te cuento: aparece un bebé descuartizado. Se ven perfectamente los brazos y las piernas. Los empleados de Planned Parenthood se muestran contentos: "son piezas 5 estrellas”. Van a sacar mucho dinero con él. Un "médico” dice que pueden obtener por cada pieza entre 50 y 75 dólares y que en cada bebé pueden sacar como 3 ó 4 piezas. "O sea, unos 200 ó 300 dólares por uno entero; con eso estamos contentos”. Una tercera persona interviene y dice que es mejor venderlos por piezas en lugar de entero porque se puede sacar algo más de dinero. ¡Como los pollos! El "médico” dice que todavía se mantiene la espina dorsal que da unidad a todas las piezas y que eso permite transportarlo entero…
    Se me hiela la sangre cuando lo escribo, lorenzo. Es repugnante. ¿Cómo puede haber gente con tanta sangre fría?, ¿cómo pueden hablar de piezas humanas como si fueran piezas de un coche?, ¿cómo es posible que siga habiendo empresas que sigan financiando esta barbarie?
    http://www.citizengo.org/es/27342-starbucks-pepsi-y-johnson-johnson-siguen-financiando-planned-parenthood
    Es horrible. La maldad humana parece que no tiene final. Hasta se permiten hacer bromas delante del cadáver.
    Por eso no entiendo cómo Pepsi, Unilever o Starbucks pueden seguir financiando la industria del terror.
    ¿Crees que puedes seguir consumiendo shamoo Dove (Johnson & Johnson), comprar un jugo Ades a tu hijo, aderezar un sandwich con mayonesa Hellmans (productos de Unilever) o tomar una Pepsi, o ir a un Starbucks sabiendo que están financiando a una empresa que lucran con el comercio de órganos de bebés abortados.
    Paradójicamente Johnson & Johnson tienen productos para bebés. Es increíble…
    http://www.citizengo.org/es/27342-starbucks-pepsi-y-johnson-johnson-siguen-financiando-planned-parenthood
    Yo desde luego no tengo estómago para seguir consumiendo los productos de quien no tiene inconveniente en mantener una industria ilegal, inhumana, inmoral y espantosa.
    Sé que es una gota en el océano. Pero como decía santa Teresa de Calcuta, sin muchas gotas el océano se quedaría seco. ¡Podemos! Diles a los presidentes de las compañías que retiren inmediatamente la financiación de una empresa que se ha revelado como lo más antihumano que existe sobre la tierra: http://www.citizengo.org/es/27342-starbucks-pepsi-y-johnson-johnson-siguen-financiando-planned-parenthood
    Gracias, lorenzo, por apoyar esta campaña. Si no nos movemos ante una barbarie así, ¿Cuándo? Si no eres tú, ¿quién?
    Un fuerte abrazo,
    Luis Losada Pescador y todo el equipo de CitizenGO
    PD. No podemos permitir que los que comercian con los trozos de bebés abortados sigan siendo percibidos como "hermanitas de Caridad”, sin contingencias legales y recibiendo fondos públicos y privados. ¡STOP la financiación de Planned Parenthood! http://www.citizengo.org/es/27342-starbucks-pepsi-y-johnson-johnson-siguen-financiando-planned-parenthood
    PD2. De momento ya hemos conseguido que la Fiscal General diga que va a abrir una investigación después de que Justicia recibiera muchas quejas. ¡¡Enhorabuena!!
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    le bestie di satana, usurai SpA Banca Centrale, furto di sovrAnità monetaria e costituzionale, e sono i massoni, loro hanno preso il controllo della NATO LEGA ARABA, IL DISASTRO è IMMINENTE! ] [ Dejen de financiar Planned Parenthood. Muy Srs. míos: Planned Parenthood presume de recibir financiación de su empresa. Desconozco si a su compañía también le enorgullece participar en el negocio ilegal de la venta de órganos de bebés abortados. De momento, Coca Cola, Xerox, y Ford ya se han desmarcado. Además, March of Dimes informa que colaboró en el 2007 para un programa de educación prenatal”. Por su parte, la American Cancer Society insiste en que no financiación aborto ni programas contraceptivos y que sólo colaboraron en pruebas del cáncer. Finalmente, American Express informa que la colaboración con PP se remonta a hace 15 años a un programa de educación de adolescentes.
    ¿Qué espera su compañía para desmarcarse de la ‘industria del horror’?, ¿pueden seguir apoyando que sus empleados colaboren con un negocio sucio e inhumano? Quiero que sepa que mientras no hagan una declaración expresa me será imposible tomarme una Pepsi, calzar unos Converse, sentarme en un Starbucks, lavarme el cabello con shampoo Dove, comprar a mis hijos un jugo Ades, o usar mayonesa Hellmans (UNILEVER) o abrir una bolsa de TOSTITOS.
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    è INUTILE PIANGERSI ADDOSSO: SIAMO STATI TUTTI VENDUTI DAGLI USA IN ARABIA SAUDITA ] ISRAELE è TUTTI NOI, SIAMO STATI CONDANNATI AL GENOCIDIO DALLA MERKEL E DA TUTTI I MASSONI OBAMA GENDER, NON ESISTE PIù UNA EUROPA CHE SI RICONOSCE NEI VLORI UMANISTICI, NATI DAL CRISTIANESIMO DEMOCRATICO! QUESTO è IL TEMPO DEI MOSTRI, E DEI SACERDOTI DI SATANA CHE HANNO PRESO IL POTERE! ] A Palestinian terrorist threw a firebomb at a passing car in Jerusalem. As a result, three civilians were wounded – two men lightly and a young woman moderately. An Israeli woman, 27, was moderately wounded Monday night when a Palestinian terrorist threw a Molotov cocktail at her car on the Ben Zion Netanyahu interchange on the outskirts of Jerusalem. Her husband, who was with her, escaped unharmed. Another man was lightly wounded after the driver of the burning car lost control and hit him. A third man was lightly injured after attempting to extinguish the flames. He sustained burns and inhaled smoke. The car was completely consumed by the fire. [ The wounded woman was rushed to Hadassah Ein Kerem Medical Center in Jerusalem. A hospital spokesperson said she was being treated for second- and third-degree burns on 25 percent of her body, mostly on the lower limbs. “We will determine in the coming days the course of treatment,” depending on the severity of the burns,” she added.
    Terror Attacks Against Israelis Occur Regularly. There are similar terrorist incidents at the site of the attack on a regular basis. “Every rock and every fire bomb thrown is a severe terror attack, which we will not accept,” stated Jerusalem Mayor Nir Barkat. “We will not succumb to terror nor alter our daily routine.” All summer events in the capital will continue as scheduled. Jerusalem Mayor Nir Barkat
    Jerusalem Mayor Nir Barkat. (Miriam Alster/Flash90)
    Deputy Defense Minister Eli Ben Dahan said he expects “all those who condemned the terror events over the weekend to condemn the attack that took place this evening, which injured two people and miraculously did not lead to deaths.”
    “There is no Jewish terror or Arab terror, there is just terror — and it kills,” Dahan asserted. He was referring to the widespread condemnation voiced by Israel’s leadership and protests across the country in the wake of the death of a Palestinian baby when his house caught fire. Security forces suspect that Jewish terrorists ignited the flames.
    Member of Knesset (MK) Tzipi Livni called for harsh action against the terrorists. “Facing terrorism, rock throwings and Molotov cocktails, it is now up to security forces to wield a heavy fist to find and punish these criminals and thwart any future attacks,” she said on Tuesday.
    In a separate incident, Palestinian terrorists threw several firebombs at an Israeli bus in the Hebron area on Monday. They missed their target.
    There were also numerous incidents of rock-throwing and firebombing of Israeli citizens at various locations throughout the country. They go unreported because they end without incident and are regarded by the security forces as routine.
    By: Max Gelber, United with Israel Do You Support Israel?
    Want to do something great for Israel today? Make a donation to United with Israel, and help to educate and inspire millions around the world to support Israel too! We are a grassroots movement that fosters unity and love for the People, Country and Land of Israel. Every day we publish stories about Israel to educate, inspire and empower Israel supporters around the world. We contribute to vital causes like building bomb shelters and helping the needy. Donations from true friends of Israel like you make this possible, so please show your support today!
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    il 322 Bush NWO, farisei alto tradimento signoraggio bancario, cioè, i traditori massoni, SpA Bildenberg regime, nel 2010 mi hanno espulso, da questa mia mail [lorenzo.scarola@istruzione.it] è mi hanno impedito, negato le credenziali per potervi accedere
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    my holy JHWH ] questa ENTITà corporativa, SpA NWO Bush 322 Rothschild Sharia: così come VENTROLi  la ha definita, è fatta di anime massoniche e islamiche, tutte maledette all'inferno: è una sorprendente comunità! ] [ nella METAFISICA io ho sentito una potente protesta, contro di me! Quindi, io ho pensato: "che cosa posso avere detto di sbagliato, nei commenti, che, io ho già scritto?" infatti, io pensavo che, era una protesta per quello che io avevo scritto già, lol.. ed invece, era soltanto, una protesta per quello che io avrei dovuto scrivere ancora! Infatti, il NWO ha letto le mie mail, tutte quelle mail che Israele mi ha inviato spaventato!  PERCHé QUESTA è LA VERITà I BUSH SPA FMI, HANNO CONDANNATO ISRAELE A SUBIRE LA SHOAH: un altra volta!
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    google 666 NSA 322 NWO: filtro  ] [ il 5 gennaio 2008, io ho realizzato il primo articolo di http://auriti.blogspot.com/2008/02/il-signoraggio-e-auriti.html ma, quando io vado a modificare il primo articolo, di ogni mio sito mi dice sempre: " Non è possibile accettare il codice Tag non funzionante: BR specificato. Elimina " mi fa questo fenomeno soltanto con il primo articolo.. cosa significa questo filtro?
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    google 666 NSA 322 NWO: filtro  ]  cosa significa questo codice [ </span> ] che voi mi avete messo in sezione testo, in molti dei miei articoli?
    http://auriti.blogspot.com/2008/03/messaggi-subliminali-vasco-skull-bones.html
    google 666 NSA 322 NWO: filtro  ]  cosa significa questo codice [  Non è possibile accettare il codice Tag non funzionante: BR specificato. Elimina ] hai visto? lo stesso fenomeno si ripresenta, con la modifica di questo: mio primo articolo scritto nel 28/12/07
    http://satanici.blogspot.com/2007/12/illuminati-e-sataniti-o-massoneria-e.html
    è inutile prendersi in giro: finché la sharia non viene condannata, in tutta la LEGA ARABA? per fare lo stato laico? ogni musulmano nel mondo può trasformarsi in un potenziale terrorista! "bisogna radere al suolo, tutto il potenziale militare di tutta la LEGA ARABA, prima che il loro nazismo sharia: metta a repentaglio la esistenza di tutto il genere umano! " non fermeranno, la loro ipocrisia religiosa, e neanche il loro delirio schizofrenico paranoico: di maniaci religiosi, dogmatici, finché non abbiano sgozzato tutto il genere umano! ] [ NEW YORK, 5 AGO - "Cerchiamo di non usare mezzi termini, la scelta è tra la diplomazia o qualche forma di guerra": lo dice Barack Obama parlando dell'accordo sul nucleare iraniano. Un "rifiuto del Congresso dell'accordo lascia una sola opzione: un'altra guerra in Medio Oriente". "Coloro che dicono che possiamo mollare l'accordo e continuare le sanzioni vendono solo una fantasia".

    EPPURE, POTREBBE ESSERE UNA TATTICA MILITARE STRAORDINARIA, UNA STRATEGIA IMPERIALISTICA VINCENTE, CIOè, UN ACCORDO SEGRETO TRA IRAN E ARABIA SAUDITA, PER FINGERE UN LITIGIO, MA, IN REALTà, PER INGANNARE I BLOCCHI CONTRAPPOSTI (USA / RUSSIA) E per ingannare anche tutto il GENERE UMANO! ] PER QUANTO LA MIA TEORIA PUò ESSERE INCREDIBILE, tuttavia, essa è DOCUMENTATA DALL'ESPANSIONISMO GEOPOLITICO E GENOCIDARIO nazista DI TUTTA LA LEGA ARABA ] COME LA COMUNITà INTERNAZIONALE NON HA NIENTE DA DIRE CONTRO IL NAZISMO SHARIA? ALLO STESSO MODO NON EBBE NULLA DA DIRE QUANDO HITLER INVASE LA POLONIA, OPPURE, non ebbe niente da dire quando STERMINò GLI EBREI! ] eppure, i Testimoni di Geova lo avevano scritto, e pubblicato, in 4 lingue, e i Rothschild Spa Banca Mondiale, loro lo sapevano! [ Iraq: attentati a Baghdad, 30 i morti. [Iraq: attentati in due mercati a Baghdad]  Camion-bomba a Baghdad, almeno 10 morti. BAGHDAD, 5 AGO - un minibus bomba è esploso in una strada affollata di Baghdad, uccidendo sette persone, tra cui due bambini, e ferendone altre 18. Lo riferisce un funzionario della polizia irachena spiegando che l'esplosione è avvenuta nel quartiere a maggioranza sciita di Sadr City. Al momento non è arrivata nessuna rivendicazione.

    ok, i sacerdoti cannibali di satana 322, CIA 666, SpA, NSA, hanno lasciato andare quest'ala dall'altare di satana, ma, i cadaveri non ci sono più, perché, se li sono mangiati tutti!  Infatti, nessuno dei 200000 sacrifici umani, che loro fanno ogni anno, viene mai scoperto, perché, sono proprio loro che li fanno: impunemente in tutto il mondo! ] fottiti Rothschild io non sono entrato nella Massoneria come tu avresti voluto! [ ROMA, 5 AGO - Il primo ministro della Malaysia ha reso noto che, secondo gli esperti, il pezzo d'ala ritrovato la settimana scorsa nell'isola de La Réunion appartiene al Boeing 777 della Malaysia Airlines scomparso l'8 marzo 2014 con 239 persone a bordo. Malaysia, resti ala sono del volo Mh370. Lo conferma il premier dopo riunione esperti

    da qualsiasi punto di vista lo si voglia considerare la NATO è diventata il più pericoloso ed inattendibile criminale internazionale nazista, sotto la sua ombra, tutti i delitti sharia nazisti, vengono commessi, impunemente e al sicuro! ] ROMA, 5 AGO - Il presidente russo Vladimir Putin e quello francese Francois Hollande "hanno ufficialmente cancellato il contratto Mistral". Lo riferiscono i media russi. Secondo Interfax, Parigi ha "accettato" di risarcire Mosca, per "acquisire i diritti proprietari" sulle due navi che doveva consegnare alla Russia e "poterne disporre".

    my holy JHWH holy ] amen [ tu lo sai, ed anche tutti lo sanno: "io avrei tanto voluto essere un bravo ragazzo!" io avrei tanto voluto cantare soltanto "alleluia", ma, purtroppo, non sarà più così!
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    in questo articolo, voi troverete i miei documenti  risalenti, al 2002, che dimostrano come sono stato io a richiedere la costruzione del muro che separa Israele dalla sharia nazista dei terroristi! 
    http://satanici.blogspot.it/2008/05/la-costruzione-del-quarto-tempio-di.html
    Prima che fosse costruito il muro di divisione tra i territori di Israele e Palestina, io lo avevo proposto questi documenti a diverse ambasciate!
    http://bp1.blogger.com/_9kcxv_zC3lw/SCwtJsOBzEI/AAAAAAAAB9Q/BNUjhlbcDxQ/s1600/richiesta1.JPG
    questa è la risposta che la ambasciata inglese ha fatto seguire alla mia raccomandata! è vero che gli inglesi sono dei veri gentiluomini, infatti, loro sono stati gli unici che mi hanno risposto. Quasi ogni giorno un terrorista entrava in un pullman di studenti israeliani e si faceva esplodere! Dopo questa risposta ricevuta dall'ambasciata inglese, incominciarono la realizzazione del muro che ha salvato effettivamente tante vite umane da entrambe le parti!
    http://bp3.blogger.com/_9kcxv_zC3lw/SCwtsMOBzFI/AAAAAAAAB9Y/eNmsQ7stscA/s1600/risposta.JPG
    in realtà, in questi documenti risalenti al 2002 si trovano le motivazioni giuridiche e teologiche per portare pace in Palestina, ma, a quel tempo il martirio dei cristiani era tenuto nascosto dal Nuovo Ordine Mondiale, e questo evidenzia, come la sharia è incompatibile con la pace, e con la legalità internazionale!
    http://bp3.blogger.com/_9kcxv_zC3lw/SCwutMOBzGI/AAAAAAAAB9g/l4_G-L2yekc/s1600/richiesta2.JPG
    oggi il mio pensiero è molto più coerente di 13 anni fa: è indispensabile distruggere: lo Stato massonico di Israele e realizzare il Regno di Palestina, ma, con la sharia deve essere distrutto, anche, il Spa dello usuraio Rothschild  FMI, anche! poi, ci sarà la pace!



*http://web.tiscali.it/martiri


indice

I GRECI dal mito alla storia 2

FILOSOFIA 2

MODELLO ONTOSTATICO 2

Le Upanishad 2

STUDI DI FILOSOFIA GRECA E TARDO-ANTICA 2

IL SIGNIFICATO FILOSOFICO DELLA TRAGEDIA SOFOCLEA 2

MATRICI TRAGICHE DELLA FILOSOFIA GRECA DA ANASSIMANDRO A PLATONE 2

Il "sogno" metafisico platonico 2

LA FONDAZIONE DELL’IO NEL PENSIERO DI AURELIO AGOSTINO 2

CONCEZIONE CREAZIONISTICA 2

IL DIVINO CHE è IN NOI 2

CAMPANELLA TOMMASO 2

Il PROBLEMA POLITICO TRA REALISMO E UTOPIA 2

Vico: la verità nella storia 2

LA Scienza Nuova 2

FILOSOFI CONTEMPORANEI 2

LA LEGGE NATURALE 2

ELEMENTO ONTOLOGICO DELLA LEGGE NATURALE. 2

I DIRITTI DELLA PERSONA UMANA 2

LA SCELTA DEL BENE 2

IL PROGRESSO INTERNO DELLA VITA UMANA 2

ANIMALITÀ E PERSONALITÀ 2

IL DIRITTO NATURALE 2

AZIONE E CONTEMPLAZIONE 2

UN GRANDE RITORNO VERSO LO SPIRITO 2

UNA STRADA CHE PORTA GLI UOMINI A DIO 2

UMANESIMO INTEGRALE 2

ANTROPOLOGIA 2

L'EDUCAZIONE DELLA PERSONA 2

L'INTEGRITÀ DELLA RAGIONE NATURALE 2

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I GRECI dal mito alla storia

Nel 2000 a.C. Creta è la prima civiltà europea con capitale Cnosso.

Palazzi sontuosi con lucernari, servizi igienici, registri e documenti scritti, geroglifici, scrittura sillabica, arte e cultura raffinate sono le testimonianze di questa civiltà.



I cretesi veneravano gli dei e offrivano sacrifici alla dea serpente. Lo sport, i giochi atletici sono intrisi di religiosità. Nel gioco del salto del toro si originò il mito di Teseo.



Le difese della città erano superflue perché i cretesi dominavano il mare.



Il polpo è raffigurato di frequente e come tentacoli Creta fondò varie colonie che sottopose a tributo. Thera si trovò all'epicentro di terremoti e di eruzioni vulcaniche che decretarono la fine del potere della prospera civiltà cretese. I micenei ne presero il posto, razza guerriera di popolazione greca. I micenei costruiscono grandi fortezze di pietra e sono governati da re soldati.

Essi assimilarono molto dalla cultura cretese così come i romani faranno con la cultura greca.



La civiltà micenea fu estremamente ricca ed evoluta per la scrittura e i commerci che ebbe in tutto il mediterraneo e con Troia. I micenei si indebolirono nella lunga guerra con Troia e così si trovarono perdenti nello scontro con i Dori.



Nel 1200 a.C. abbiamo il Medio evo ellenico con lo sviluppo di città stato indipendenti. Queste città a causa della povertà del territorio furono spinte a fondare nuove colonie. Nel 750 a.C. si fondarono in tutto il mediterraneo città greche.



Sorgerà in particolare la Magna Grecia che rappresenta uno straordinario impulso di civiltà per tutta l'Italia meridionale.

Le rovine maestose di Persepoli, nell'odierno Iran, indicano come un tempo fosse capitale del potente impero persiano.



All'inizio del V sec. alcune colonie greche dell'Asia minore vennero in conflitto con i persiani. Ciro guidò una spedizione punitiva di persiani che nel 490 a.C. sbarcarono a Maratona, ma per le brillanti tattiche del generale ateniese Milziade le forze persiane furono in gran parte distrutte.



Dieci anni più tardi il re Serse condusse contro la Grecia un ingente esercito di medi e di persiani che attraversò i Dardanelli su un ponte di barche. Alla spedizione partecipò anche la flotta persiana.



Ma alle Termopili il re Leonida con 300 valorosi bloccò per tre giorni l'esercito persiano fino all’estremo sacrificio della morte.



Questo sacrificio non fu inutile perché le città stato ebbero il tempo di organizzarsi. Le flotte nemiche si fronteggiarono a Salamina in uno stretto braccio di mare le soverchianti forze e i grandi navigli dei persiani si trovarono in difficoltà di manovra ed ebbero la peggio. Questa battaglia navale fu decisiva e decretò una svolta per le sorti europee.
L'EPOCA CLASSICA

Per cinquant’anni Atene fu il centro propulsore di un'altissima civiltà. Le arti, la filosofia, la politica, le istituzioni, trovarono una maturità compiuta, presero forme e istituzioni che avrebbero influenzato per secoli il mondo occidentale. Per governare la loro città tutti gli ateniesi liberi godevano del diritto di parlare ai loro cittadini da una tribuna. Atene era una vera democrazia anche se una vasta massa di stranieri e di schiavi non godeva dei diritti politici. Se si raccoglieva un numero considerevole di voti (ostracismo) contro un cittadino, costui doveva andare in esilio, da ciò si riflette l'idea ellenica che lo Stato è più importante del cittadino.

Il Partenone con stile dorico indica la passione per la perfezione assoluta, propria dei greci. A prima vista sembra un edificio molto semplice eppure ogni sua linea è leggermente curva al fine di compensare le distorsioni ottiche dovute all'altezza e alla prospettiva ogni singola pietra dovette essere tagliata con angolazione leggermente diversa il che comportò una grande abilità.

La perfezione e la compostezza delle immagini scolpite mostra come essi hanno avuto fiducia nelle loro divinità e al contempo il rifiuto delle emozioni che turbando la nobiltà dei lineamenti sono adatte solo ai barbari. Un secolo dopo questa bellezza si addolcirà a favore di una bellezza più piacevole.

L'ideale ellenico di nobiltà e dignità era per molti ristretto alla compostezza del corpo visto che erano capaci di sfrenate orge e di estasi, come avveniva per i riti legati al dio Dionisio. Nel mondo greco le donne erano per lo più confinate in casa.

Ai greci non mancava il senso dell'umorismo ed erano appassionati spettatori di commedie. Commedie e tragedie erano legate al culto di Dionisio, più tardi vennero introdotte maschere stilizzate. Nel V sec a.C. grazie ad Eschilo, Sofocle ed Euripide, il teatro divenne una forma artistica fondamentale che rifletteva la forma di vita quotidiana. I greci curavano molto l'atletica, quando la fiamma olimpica percorreva la Grecia ogni guerra veniva sospesa.

I giochi olimpici erano in onore di Zeus, il cui tempio dominava la città di Atene, e si tenevano ogni quattro anni. I giochi erano visti come un evento sacro, per questo gli atleti si purificavano prima dei giochi. Nel III sec a.C. i greci eccelsero nella matematica e raggiunsero alti obiettivi in geometria. Uomini come Pitagora e Archimede cercarono per la prima volta di spiegare la natura e formularne le leggi.

La passione per la verità, ed il pensiero rivolti all'uomo, portò i filosofi a costruire sistemi logici ed a esaminare questioni etiche. Tra questi vanno citati Socrate, l'austero, maestro di Platone. Platone con il suo Stato ideale e Aristotele suo discepolo. Ma il dubbio critico circa l'autorità dello Stato sull'individuo, il campanilismo delle piccole comunità furono tra le cause fondamentali della caduta delle città stato. Troppo piccole per essere economicamente vitali erano tuttavia in continua lotta tra loro.

Nel 431 iniziò una disastrosa guerra tra Atene e Sparta. La guerra del Peloponneso durò 26 anni e si concluse con la sconfitta di Atene, ma anche Sparta ne uscì indebolita. Fu la Macedonia ad approfittare della debolezza e instabilità delle comunità greche.

Il re Filippo 338 a.C. e poi il figlio Alessandro assorbirono l'intera Grecia. Alessandro volle eliminare le distinzioni fra Greci e Barbari nell’immenso impero che conquistò rapidamente. Volle un impero che si fondasse su una cultura e una lingua comune, ma il suo ideale non fu mai realizzato anche per la sua prematura scomparsa, ma si può parlare di un nuovo mondo greco orientale, il mondo ellenistico.

Il mondo ellenistico si riflette anche nell'arte, la perfezione classica lasciò il posto al realismo. Le opere rivelano una forza quasi brutale e spesso un atteggiamento melodrammatico del soggetto artistico. Inoltre nell'arte e nella letteratura si manifestò un nuovo interesse per l'individuo trascurato sino ad allora.

La Grecia contribuì a coltivare questa nuova visione artistica nonostante il suo ruolo politico fosse in declino. Due secoli dopo i romani si sarebbero ispirati ad imitazione di Alessandro ad un concetto di impero universale. (Liberamente sintetizzato dalla video cassetta: I GRECI dal mito alla storia, L'Europa attraverso i secoli, educationalvideo, Cinehollywood)
FILOSOFIA

Nel V sec a.C. fiorì una delle civiltà più brillanti che l’umanità abbia mai conosciuto: “l’età d’oro della Grecia classica”. In modo compiuto si svilupperanno le scienze, l’arte, l’architettura, la filosofia e la politica, queste modelleranno la cultura di tutti i secoli. Questa civiltà ha avuto a disposizione fondamentalmente la sola logica del ragionamento, per questo tanto importante per noi quindi è l’indagine, l’investigazione che i greci hanno attuato per ricercare il mistero che l’uomo racchiude in se. I Greci, non sono partiti nella loro ricerca aiutati da una religione, ma essi stessi per necessità ne hanno inventata una. Il culto della verità condusse i pensatori greci a elaborare questioni etiche e a costruire sistemi logici e categorie morali. Culmine di tutta questa ricerca fu la scoperta dell’Archè: tutto ciò che esiste nell’universo ha un principio e un’origine comune.

A livello filosofico i greci scoprirono l’esistenza di Dio, perché compresero che tutto l’universo proviene da un unico principio, che essi appunto chiamarono Archè. Purtroppo, i Greci non seppero trarre fino in fondo le conseguenze teologiche di questa preziosa scoperta. Nel V secolo a.C. i sofisti, maestri di retorica, logica e teoria della politica, erano squallidi maestri di scaltrezza. Strumentalizzarono la retorica per dimostrare vere tutte quelle tesi che erano di comodo. Tradiranno la verità oggettiva in favore di ciò che piace. Essi, negheranno la possibilità di concretizzare i valori morali immutabili e universali.

Platone, Socrate e tanti altri si opposero al relativismo e all’immoralità dei sofisti, sostenendo che la virtù è la consapevolezza intrinseca degli uomini e che essi non possono essere virtuosi senza della virtù. Il vizio o il male sono semplicemente frutto di stupidità e di ignoranza. Sofista deriva dal termine greco che indica: sapiente, maestro, uomo saggio.

Ma dal V° secolo a.C. il nome designò alcuni maestri itineranti che impartivano una scaltra istruzione a pagamento. I sofisti ritenevano che la verità e la morale fossero opinabili; essi approfondirono pertanto le forme di espressione persuasiva, come la retorica, utile per ottenere l’interesse privato e vivere la vita pubblica con successo nell’interesse privato.

Socrate, Platone e Aristotele misero in discussione i fondamenti filosofici dei sofisti e li condannarono per il relativismo delle loro affermazioni che li portava, in cambio di denaro, a insegnare la validità di qualsiasi principio. I sofisti vennero accusati dal governo della città di immoralità e la parola "sofista" ebbe un significato sprezzante, così come il termine moderno "sofisma", definisce un ragionamento sottile, ingannevole o addirittura falso. Possiamo definire i sofisti come i capostipiti del relativismo, l’attuale corruzione morale e intellettuale che ammorba l’umanità.


MODELLO ONTOSTATICO

(Teologia Fondamentale, Carlo Skalicky, “ut unum sint” Roma) Il merito di questo modello ontostatico si attribuisce giustamente a Parmenide di Elea (nato verso il 540). Del suo poema Peri fyseos (Sulla natura) si sono conservati alcuni frammenti, dai quali possiamo ricostruire il suo pensiero.

Nel frammento 4 (Diels) la riflessione di Parmenide arriva a stabilire una chiara e netta differenza tra la verità (aletheia) e l'opinione (doxa) che costituiscono due vie (hodos) radicalmente diverse. Infatti così parla la dea, nel poema parmenideo, al suo autore: « Or dunque io ti dirò e tu ben cura di udirmi, quali sono le sole vie pensabili per la ricerca; l'una è che l'essere esista ed il non essere non esista, e questa è la via della Certezza (essa segue la Verità), l'altra è che l'essere non esista, e che necessariamente esista il non essere, e questa, ti dirò, è via del tutto imperseguibile. Poiché tu non puoi conoscere il non essere (ciò è assolutamente impossibile) e nemmeno pensarlo... ». « Poiché pensare l'essere ed essere è la stessa cosa »(Fr. 5). Ebbene, se rimane solo una via perseguibile, secondo cui « l'essere esiste ed il non-essere non esiste », che cosa ne segue?

Lo si può cogliere nel Fr. 8, dove si dice: « E così rimane ancora una sola via perseguibile che l'essere esiste. Ed in favore di ciò vi sono molti segni; come non nato (ageneton), così pure esso non può perire (anolethron), forma un tutto, è unigenito (mounogenes), immobile (atremes), senza fine (ateleston).

Non era mai, né sarà, poiché esso nell'adesso esiste tutto insieme (homou pan), unico (hen), indivisibile (syn eches). Quale origine vuoi tu infatti trovare di esso? Come, e da dove il suo accrescimento? Esso non può essere stato originato dall'essere, poiché altrimenti esisterebbe un altro essere.

Né posso lasciarti dire e pensare che abbia origine dal non essere; non si può infatti né dire né pensare ciò che non è. Quale necessità lo avrebbe forzato, infatti, prima o poi, a cominciare a crescere dal nulla?

E' quindi necessario o che sia sempre continuato ad esistere in tutti i casi o che non lo sia stato assolutamente mai ».

E così Parmenide, basandosi sul principio d'identità, (secondo cui « l'essere esiste ed il non essere non esiste ») dimostra l'esistenza di un essere assoluto che semplicemente è. Un tale essere è necessariamente immobile, indivisibile, sussistente necessario e eterno, cioè ha tutti gli attributi divini. Ne segue che il mondo, come ci viene presentato dalla nostra sensibilità, cioè mutevole, vario, ecc., non è che illusione: « Non vi è niente, né vi sarà nulla al di fuori dell'essere, afferma Parmenide, giacché la Sorte (Moira) lo ha costretto ad essere un tutto immobile (akineton). Perciò è tutto un vuoto suono (onoma) ciò che i mortali, persuasi della loro verità, hanno ammesso che sia vero: nascere e perire, essere e non essere, variare il posto e cambiare il colore lucente ».


Le Upanishad

Una posizione simile a quella di Parmenide si riscontra anche nelle più recenti Upanishad. Così nella Bhagavadghita (Canto del sublime) di 700 versi, certamente il testo più venerato dell'induismo, contenuto nel Mahabharata, si dice nel Capitolo II: "Ciò che non è non sarà mai, e ciò che è, non cessa mai di esistere; la linea che divide questi due stati, è stata vista da quelli che sanno la verità". La nascita e la morte sono dunque pure illusioni: "Chi crede di uccidere o di essere ucciso, in entrambi i casi non capisce: egli non uccide e non è ucciso. Egli non è nato né morirà mai, né essendo nato, perderà mai l'esistenza. Non nato, eterno, imperituro, antico, non è ucciso quando è ucciso il corpo". C. Regamey riassume la dottrina delle Upanishad con queste parole:

« ...il mondo appare in questa esperienza non come la varietà delle cose empiriche, ma come un tutto, come il Tutto. Solo così può venir raggiunta la contemporanea esperienza della pienezza ed il sentimento dell'unità. Il fondamento razionalistico di questo mistico assioma è dato dalla dottrina delle equivalenze. L'equazione "l'uno è il tutto" non può essere compresa sulla base della forma esterna delle cose; essa e spiegabile solo se si ammette che il principio essenziale di tutte le cose è il medesimo. E la conoscenza di questo principio è possibile solo con la premessa che esso corrisponde al più profondo se stesso dell'uomo ed è identico a lui... Mentre però negli antichi miti "l'Uno" era postulato solo come primo principio, esso diviene ora principio totale. Non solo in principio era "l'Uno", ma il mondo è continuamente l'Uno. Questa è la tesi principale delle Upanishad » (Cristo e le religioni del mondo, vol. Il, pagine 106-107). La conoscenza, secondo questa concezione, è possibile in virtù della identità tra il pensiero interiore dell'uomo e il mondo esteriore. La soluzione dell'enigma del mondo si trova, secondo questi antichi saggi indiani, nel fondo del proprio cuore. Conoscere veramente significa diventare una cosa sola con l'oggetto. Ma per raggiungere il sentimento dell'unificazione con il mondo, bisogna eliminare tutti i sentimenti e le impressioni esteriori: non l'uomo come tale si identifica con il mondo, ma il suo « Io » più profondo, più interno. Ora, la via per tale concezione dell'esperienza mistica dell'unità dell'Io con il mondo è preparata dal «mito psicologico» che ha già preso nel Brahmana la forma dell'equazione: atman è brahman (sé stesso è principio del mondo). E' forse in questo ordine di idee che va intesa la identificazione parmenidea dell'essere e del pensiero (cf. Fr. 5: traduzione letterale: poiché lo stesso è pensare ed essere). Riassumendo: Esiste soltanto un essere che è nello stesso tempo ogni essere, uno e tutto, “hen kai pan” (ecco la formula fondamentale del modello ontostatico). Esso è immobile (atremes, aki-neton), non-nato (ageneton), imperituro (anolethron), infinito (ateleston), senza principio (anarchon), senza fine (apauston), tutto pieno dell'Essere (pan d'empleon eontos). Non esiste la differenza dell'essere e del pensiero, perché « lo stesso è pensare ed essere (to gar auto noein estin te kai einai). Gli indiani diranno atman è brahman (brahman è la sostanza primordiale di ogni essere; atman è l'alito fondamentale, il vero nucleo dell'uomo). L'apparenza (to fainomenon) in cui il mondo si presenta alla nostra sensibilità come mutevole, finito, soggetto alla legge del nascere e del perire ecc., diventa illusione, ossia doxa come diceva Parmenide, o maya, come dicevano gli indiani. Come si può facilmente notare un tale Essere Assoluto e Necessario non lascia spazio alcuno per l'essere relativo e contingente. In questo sistema la creatura come la intendiamo noi, non è possibile, e quindi non è possibile la creazione nel senso biblico e neppure il Dio Creatore, che crea per amore il mondo e perciò lo trascende. Questo universo di pensiero è chiuso alla concezione biblica della creazione.(Teologia Fondamentale, Carlo Skalicky, “ut unum sint” Roma, p.15-18) Parmenide salvaguarda la ragione ma perde il movimento, perde la realtà empirica e così perde anche la sensibilità dell’uomo.


STUDI DI FILOSOFIA GRECA

E TARDO-ANTICA

(Liberamente sintetizzato da Tiziana Liuzzi, STUDI DI FILOSOFIA GRECA E TARDO-ANTICA, ed. Laterza)

I saggi qui raccolti si occupano del significato tragico della filosofia greca e della fondazione dell'io nella speculazione agostiniana. I primi interpretano alcune filosofie, comprese tra il VI e il IV secolo a.C., alla luce dell'individuazione del “dramma” quale motivo fondante il pensiero antico. In particolare, chiarito che il tragico (per noi occidentali è un sentiero privo di vie d'uscita), lo spettacolo della contraddizione della vita, la messa in scena dell'assurdo, viene prospettato come il fondamento della speculazione dei Greci. L’ultimo saggio tratta il problema del “soggetto” nella prospettiva agostiniana. La questione dell’io viene prospettata quale “questione nuovissima” posta dalla speculazione di Agostino rispetto alla cultura del mondo ellenico. La continuità fra la civiltà greca e la visione del mondo tardo-antica assume la configurazione di un “rovesciamento”, di una nuova prospettiva: 1- dal problema dell’essere alla questione dell’esistenza; 2- dal motivo “tragico” dell’esistenza al senso “drammatico”; 3- da una ermeneutica(interpretazione)del mito ad una teoria della storia; 4- dal “desiderio” alla libertà.

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Tiziana Liuzzi è nata nel 1956. Si è laureata presso l’università di Bari in Filosofia ed è attualmente docente di Storia e Filosofia nei licei. Ha pubblicato vari saggi sulla problematica del “soggetto” nell’età tardo antica e sul simbolismo nell’età medioevale. Ha approfondito le tematiche del pensiero di Dionigi l’Aeropagita, Agostino, Giovanni Damasceno, Tommaso d’Aquino.

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Il presupposto della filosofia ellenica si configura non come una priorità assoluta della “ragione”, libera da ogni passato mitico, ma quale lotta dell'uomo contro il “destino”.

Alle origini dell'esercizio del filosofare è una coscienza tragica che cerca di sciogliere l'enigma dell'esistenza e si rovescia nella morte: le teorie di Anassimandro, i Pitagorici, Eraclito, Parmenide, anche se precedono in senso temporale l'avvento della tragedia, presuppongono questa visione del mondo che i drammaturghi del V secolo -ed in particolare Sofocle- rappresenteranno. ' Non c’è nulla che non sia Zeus '.

L'ordine che regge la realtà è divino e per questo induce alla disperazione chi in esso invece di scorgere il divino scorge l’assurdo. L'enigma della morte è al fondo dell'abisso che l'eroe scopre in se, mentre cerca di scoprire il mistero del vivere. Tragedia e filosofia mirano a risolvere la contraddizione, ma il duello sia per l'eroe che per il filosofo si delinea mortale. Il reale è un inganno tragico, è una parvenza in cui il dio dell'ebbrezza e della morte manifesta l'enigma della propria natura tragica: alle origini della filosofia della “natura” i sapienti riflettono sul conflitto irresolubile da cui sorge l’“essere”. Un sentiero senza vie d'uscita, un labirinto: questa la visione del mondo da cui Platone prese le mosse. Platone nel Fedone scelse la strada che ci guida oltre il male della natura, verso la verità che desideriamo. La convinzione del significato tragico dell'apparenza è il fondamento della luminosa creazione olimpica della metafisica (il mondo degli dei). Se, l'essere è contraddittorio, perché “aspira” a un senso che non ha -essendo il suo significato morte- bisogna postulare un altro essere - il bene - che sia oggetto del “desiderio”. “La cosa migliore è la realtà impossibile: “non essere”, ma i Greci, partiti da questa coscienza, “per trovare la forza di vivere, posero innanzi a sé la luminosa creazione olimpica”. Ora, il sogno olimpico, ovvero il mondo dorato degli dei, si delinea in Platone quale fondazione dell'idea del Bene, “luogo” in cui l'oggetto del “desiderio” assume un'immagine. Ma compiere il “desiderio” vuol dire annullarlo: negli ultimi dialoghi Platone si rese conto che l'immaginazione dell'invisibile dà senso all'esistenza, ma contraddice il suo fondamento perché il desiderio si pone così per fine un oggetto delimitato.



Il terzo saggio

L'antitesi del tragico nel pensiero di Aristotele è dedicato interamente alla svolta che alla sapienza ellenica dà il pensiero aristotelico. Aristotele “compie” tragicamente la 'avventura' del pensiero greco. Infatti, da una parte eredita la concezione della necessità dell'essere parmenidea e dall'altra fa propria la visione platonica del “desiderio”; quale fondamento della metafisica: queste due tematiche in contraddizione sono risolte nel segno dell'eterno ritorno, dall'aspirazione della ragione ad un senso diverso dall’Essere. Il desiderio tragico di sciogliere l'enigma del mondo, che era stato rappresentato -da Sofocle a Platone- quale ricerca di distruggere la necessità della “giustizia”, viene interpretato come tensione perenne nello stesso essere necessario. Per Aristotele il desiderio di varcare i limiti del reale, che l'eroe aveva rappresentato e il filosofo teorizzato, perennemente si ripete in un immutabile tendere alla causa della non contraddittorietà del reale. Aristotele conclude il percorso della filosofia ellenica riaffermando il principio aleatico (=universo infinito ed immutabile) dell'identità dell'essere e negando un senso differente all'essere. L'essere è il suo stesso limite. L'indagine intorno all'il-limitato è simile ad una “corsa dietro gli uccelli in volo”. Il quarto saggio tratta un argomento “diverso” non solo per la lontananza temporale rispetto alla Grecia del VI - V - IV secolo, ma soprattutto per il suo significalo teoretico.

La fondazione dell'io è, infatti, la questione nuovissima che la speculazione di Agostino ha lasciato in eredità alla filosofia occidentale. Ora, è proprio in questo rovesciamento di prospettiva che consiste l'organicità fra questi studi. La tragedia di Edipo, si muta in dramma dell'io che si fa coscienza del rapporto con una Differenza che, pure, fonda l'identità del soggetto. Le coordinate perenni del mito, che rappresentava una vicenda sempre uguale, si mutano dinanzi a un uomo che diviene protagonista di eventi storici irripetibili. La Differenza (fra creatore e creatura) che fonda l'io, contro la speculazione dell'inimmaginabile Alterità, una teoria della Storia contro una filosofia del mito. La continuità fra i sapienti della civiltà greca e Agostino è in questo (metanoia) rovesciamento. L’a priori che per Anassimandro, Sofocle, Platone, Aristotele era un pensiero intorno all'essere, per Agostino è un evento storico. La contingenza storica, il limite, era per i Greci la tomba, la negazione, l'impossibile aspirazione a superare il “limite” dell'io, ma per Agostino questo limite è proprio il luogo in cui il soggetto incontra una Differenza che, pur, fondando l'identità, permane diversità. L'Infinito si svela nel limite: questo è inaccettabile per la filosofia greca [per il quale oltre il limite dell'essere o ci sono i sogni metafisici dell’olimpo(Platone) o c’è il nulla, l’essere è il suo limite (Aristotele)]. La continuità teoretica fra i saggi della civiltà greca e quello sulla soggettività in Agostino presuppone questo rovesciamento: l'ira, fondava l'immaginazione platonica, che nella sublimazione del “desiderio” dimenticava la miseria tragica del vivere. L'io agostiniano è fondato da un'Alterità che manifestandosi alla memoria rende l'uomo cosciente di se. Ora avviene lo scontro mortale fra il “sogno” e la “memoria”: il monte olimpo soccomberà di fronte al monte Sinai, il sogno soccomberà di fronte alla memoria che si colloca nella storia. La luminosa creazione del mondo olimpico(=degli dei) permette di vivere per dimenticare che la realtà migliore -il non essere- è per gli uomini impossibile; la memoria, invece è il luogo in cui l'io ‘si fa’ perché prende coscienza del Mistero presente nell’uomo. Abbiamo di fronte due tragedie: quella dell’eroe che vuole distruggere il limite e nel far questo rischia di distruggere se stesso, e quella della coscienza che sa di essere limite ma in rapporto con una Alterità Infinita. L'uomo non ha più bisogno di dimenticare, ma può ricordare se, perché la sua contingenza è "illuminata" da una Differenza: l'io nasce da questo mutamento di prospettiva.


TRAGEDIA SOFOCLEA

IL SIGNIFICATO FILOSOFICO DELLA TRAGEDIA SOFOCLEA

Durante i secoli dell’età moderna -a partire, dal 1400- la civiltà greca è stata ritenuta un modello insuperabile di “classicità”, cioè di armonia, perfezione, misura.

Nella seconda metà dell'Ottocento, però, F. Nietzsche ha messo in crisi questa concezione e ha sottolineato che la bellezza, l’“armonia”, la proporzione presenti in tanta parte dell'arte ellenica nascondevano, in verità, una coscienza tragica dell'esistenza.

Questi due aspetti della visione del mondo dei Greci -cioè la tensione alla perfezione e all'armonia e la lacerazione tragica- furono denominati ‘apollineo’ e ‘dionisiaco’ in riferimento agli dei Apollo e Dioniso.

Apollo era dio della poesia e della musica, rappresentazione della sapienza e della conoscenza, immagine delle arti serenatrici con cui si identificava la vita perfetta degli immortali, Dioniso, invece, era il dio-animale della “follia” che rendeva folli ed ebbri e attraverso le orge permetteva il superamento della individualità e il raggiungimento di una liberazione totale nel ritorno alla natura.

Queste due divinità erano, secondo Nietzsche, le raffigurazioni l'una dell'angoscia tragica -Dioniso- e l'altra -Apollo- dell’illusione con cui gli uomini cercavano di dimenticare la contraddizione del vivere. Ne conseguiva che l'armonia, la perfezione della forma erano la manifestazione di una concezione tragica e che il simbolo figurale del mondo ellenico era il Sileno, il vecchio maestro di Dioniso - metà uomo, metà cavallo -, che seguiva ubriaco il dio con il corteo festante ed orgiastico dei Satiri e delle Menadi.



---“Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto”--- (F.Nietzsche, La nascita della tragedia, Leipzip, 1872, Milano, 1982, pp.31-32).



Nietzsche ha dimostrato che, al di la dei luoghi comuni storiografici, la misura, la proporzione, l’armonia dell’arte non sono espressioni di serenità ed equilibrio interiori, perché i Greci avevano coscienza dell'oscuro destino dell'uomo e solo per trovare la forza di vivere posero innanzi a sé la luminosa creazione del sogno olimpico. La 'dolcezza' del vivere era invece, l’irraggiungibile non essere.(conclusione dei relativisti che purtroppo dominano culturalmente la scena mondiale)

Il sogno dell'uomo straziato dal non senso era la bellezza apollinea. Così nel nostro secolo la cultura greca è stata interpretata alla luce di questa ipotesi e si è identificata nella tragedia la manifestazione più significativa di quella civiltà. Lo spettacolo drammatico, però, non può essere inteso se non nel suo valore filosofico.

Tragedia e filosofia, infatti, possono essere comprese solo nella loro necessità reciproca perché la tragedia fonda la filosofia in quanto senso, scopo della filosofia, è la ricerca del significato dell'evento tragico dell’essere. Anche se tragedia e filosofia sono storicamente contemporanee, “logicamente” la poesia drammatica fonda il pensiero filosofico.

Dramma dell'uomo che si interroga sul proprio esistere, la tragedia è, d'altra parte, una delle prime manifestazioni della “teatralità” dell’esistenza. Per la civiltà occidentale il teatro è un’eredità della cultura greca e offre all’uomo la possibilità di una esperienza globale (in quanto è luogo da cui guardare il conflitto dell’essere umano con il destino, è lo spazio del “dramma” dell’azione), intesa come lotta contro il destino, è l’istante enigmatico in cui l’io diviene spettacolo a se stesso.

Per “teatralità” dell’esistenza umana si intende l’attitudine dell’uomo ad essere, nello stesso tempo, soggetto della rappresentazione drammatica e spettatore della presenza dell’evento dell’Essere. L’uomo in quanto soggetto della “azione” e del “vedere-guardare”, è l’essere teatrale per eccellenza.

In quest’ottica si può sostenere che la concezione greca dell'uomo è simbolicamente espressa nel teatro e ciò nel senso che è umano solo l'essere che deve riconoscere se stesso in un evento, in un accadere. L'autocoscienza, infatti, per i Greci non si fonda nel pensiero astratto in una riflessione teoretica, ma ha origine nell’azione in cui la coscienza lotta per sapere di sé.

L'intuizione ellenica dell’uomo è teatrale o drammatica -essendo il teatro il luogo in cui si svolge il dramma- perché la persona in Grecia pensava se stessa sempre in riferimento ad avvenimenti in cui percepiva la presenza del proprio destino.

L'uomo è 'spettacolo' drammatico perché è rapporto con eventi in cui scorge l'ombra di sé, ma non si riconosce. L'essere umano è enigma e la tragedia è la rappresentazione di questo enigma. Dramma filosofico o filosofia drammatica: lotta disperata della ricerca di se o desiderio della ricerca dell’io che si svolge in un accadere: l’origine della filosofia non è un pensiero astratto, ma uno spettacolo tragico, perché il soggetto non è un io in sé limitato e definito, ma una persona che si cerca nella storia.

Le tragedie, allora, sono drammi filosofici dell'io dinanzi al “destino” svelato e nascosto nella storia e la filosofia è pensiero tragico della coscienza che scopre, inscritto in sé, l'Enigma dell'Essere. Tragedia e filosofia sono cioè modi con cui gli uomini -sofferenti nello scontro con il “caso”, ma filosoficamente protesi a conoscere- rappresentano la filosofia o pensano la tragedia.

Il Greco a teatro assisteva alla rappresentazione del dramma della propria coscienza e poteva conoscersi, capirsi: il teatro era lo spazio in cui si compiva la conoscenza e la poesia "pensosa" induceva il pensiero "poetico".

Il tragico nella poesia di Sofocle. Per comprendere la filosofia in una visione fondata sul tragico è necessario analizzare la poesia drammatica, soffermandoci sulla manifestazione teatrale in cui è stato rappresentato con maggiore profondità questo sapere. La tragedia è lo spettacolo della contraddizione, la messa in scena dell’assurdo dell’esistenza. Sofocle ha saputo rappresentare il nodo tragico con insuperabile sapienza.

Quando parliamo di tragico, noi occidentali intendiamo un conflitto doloroso privo di vie d'uscita, irrisolvibile, una vita la cui essenza è data dalla distruzione. Proprio questa enigmatica contraddizione è il centro poetico delle opere sofoclee: l’uomo, che desidera essere oltre ogni limite, scopre il proprio fine in un evento di morte.

L'io che anela alla libertà si riconosce in un destino non voluto e assurdo. La ricerca disperata del significato dell'essere sfocia nell'oscurità di morte del “caso”. (A conclusioni opposte giunge la metafisica umanistica e personalistica di Maritain)


MATRICI TRAGICHE DELLA FILOSOFIA GRECA

DA ANASSIMANDRO A PLATONE



1. La tragicità della 'Sapienza' greca.

La poesia drammatica del V secolo ad Atene rappresenta la coscienza tragica del destino propria dell'uomo greco. "La cosa migliore di tutte è non essere nato, essere niente e, dopo questa, morir subito": la sapienza del Sileno si configura quale senso del teatro tragico ed, in particolare, di quello sofocleo. L'uomo, che desidera essere, deve morire perché (la contraddizione che definisce l'umano può essere "risolta" solo dall'annullamento della morte), il desiderio dell'esistenza, ha per fine la dissoluzione dell'eroe.

F. Nietzsche non solo ha per primo intravisto nella tragedia l'origine della cultura greca, ma ha anche intuito il valore che il tragico assume per un’altra manifestazione di quella civiltà: la filosofia.

Per i greci il pensiero “è spinto in avanti dalla fantasia” (F. Nietzsche, La filosofia nell’epoca tragica dei Greci, 1873, Mi 1973 p.281) e che l’organo della conoscenza è in prima istanza l’intuizione geniale. Ribaltando i presupposti hegeliani, che ponevano le origini del filosofare in un cominciamento assoluto, libero da ogni passato mitico, Nietzsche sostiene che la filosofia prende le mosse dal presentimento fantastico delle cose supreme, cioè dal mito, e pone così in crisi il concetto di ragione che tanta parte della cultura moderna ha attribuito ai greci.

Ma il mito (favola rappresentativa) non è la forma più sublime dell’intelligenza intuitiva e geniale? La sua fortuna non è data dalla universalità del messaggio? Certamente non si tratta di una razionalità illuministica o positivistica, che sono comunque una forma riduttiva di razionalità.

2. Il significato tragico

delle filosofie preplatoniche che sono particolarmente rappresentative del senso tragico della sapienza antica.

Alle origini delle filosofia greca Anassimandro descrive, attraverso la riflessione sull’Archè (il principio), il senso tragico della visione del mondo ellenica. Anassimandro, cerca, infatti, di 'spiegare' l'enigma della realtà, ponendo la lotta, la “guerra”, quale significato del mondo.

Il limite è colpa: delimitare “l’Infinito”, 'fissare' ciò che non ha limite in un limite in un finito è la tragedia "necessaria" dell'essere.

L'”Essere” è il 'senza-limite', l'infinito, e le cose del mondo nascono distruggendo la loro origine, sono finite, limitate, e nella loro realtà annullano “il Principio” illimitato da cui provengono. L'universo è per una tragica necessità: l'essere è distruzione di sé, perché il finito esiste negando la propria origine infinita.

Il limite non è infinito, la sua origine è la sua morte. Dopo Anassimandro la storia della filosofia naturalistica è caratterizzata da questa coscienza nei suoi sviluppi pitagorici ed eraclitei.

Il “cosmo” pitagorico ha, infatti, la propria matrice nell'armonia dei due principi antitetici: l'illimitato e il limitante.

“Cose soltanto illimitate o soltanto limitate non potrebbero esserci. Poiché, infatti, è manifesto che gli enti non possono essere costituiti né solamente da elementi finiti né solamente da elementi infiniti, è evidente che il cosmo, e in esso tutte le cose, sono costituite dall'armonia fra elementi limitati e illimitati.”(Strobeo, Ecl. 21,7 a, in Pitagorici, Testimonianze e frammenti, Firenze, 1964, vol. II, pp.194-196.). Unità di “infinito” e “limite”, con-cordia dei contrari: nella riflessione della scuola pitagorica emerge per la prima volta un tentativo di razionalizzare la tragedia, di attenuare la lotta, il contrasto, da cui tutto scaturisce, in una "armonia", in un "accordo". Anassimandro ha lasciato si in eredità la concezione della tragicità dell’Essere, ma la tradizione pitagorica ha interpretato il dissidio quale armonia cosmica: musica generata dai contrari.

Eraclito fa propria la tematica del filosofo di Mileto e della scuola pitagorica, identificando la lotta per cui la realtà è, con la “ragione”. L"'enigmatico" fonda la coscienza tragica affermando che 'tutto è e non è' nello stesso istante: vita e morte.

Egli non "con-verte" il contrasto di due principi opposti in armonia - come fanno i Pitagorici - ma comprende che il significato stesso del mondo è tragico perché la vita coincide con la morte e l'essere con il non-essere. Scoprire la “ragione” nascosta ai più, vuol dire svelare la morte nella vita.

“L'uomo nella notte accende una luce a se stesso, spento negli sguardi; vivo si afferra al morto (dormendo con lo sguardo spento), sveglio si afferra al dormiente” (Clemente Alessandrino, Stromata, 4, 141, 1,in G. Colli, La sapienza greca, vol. III, Milano, 1980, p.64).

Per il filosofo di Efeso filosofare vuol dire svelare la tragedia nascosta, senza rinchiuderla in un "ordine razionale". Per questo, anticipando il tema del teatro sofocleo, l"'oscuro" dice: “Morte è quando vediamo stando svegli, sonno quanto vediamo dormendo” (Ippolito, Confutazione,9,9,2, in G. Colli, La sapienza, cit., p.22.)

Ma la filosofia della “natura”, dopo Eraclito, dimentica questo filosofare all'interno della tragedia, l'eredità di Anassimandro e dei Pitagorici - la comprensione del contrasto fra illimitato e limite e l'armonia razionalizzante.

Con Parmenide teorizza l'identità dell'essere. L’essere si autofonda e ogni alterità non è.

L'essere è uguale a se stesso, necessario, e la sua sostanza è il suo stesso essere, perché non nasce e non muore, non conosce tormento, ma un unico mostrare.

Il filosofo di Elea ha teorizzato la visione del mondo dei Greci, cogliendo il senso della Necessità, ma dimenticando il significato tragico. Tutto è da sempre, uguale, limitato e ogni alterità è impossibile perché sarebbe non essere; l’Essere è univoco.
Della percezione ellenica della realtà

Parmenide ha voluto annullare l'aspirazione all'alterità, quella 'impossibile' speranza dell'insperabile: “Se uno non spera l’insperabile, non lo troverà, perché esso è inesplorabile e inaccessibile.” (Clemente Alessandrino, Stomata,2,17,14, cit. p.70)



Che Eraclito aveva ammesso: “Ciò che è altro dall'essere non è: ciò che non é, non è nulla: dunque l'essere è uno.”

(Simplicio, Phys. 115,11, in Parmenide. Testimonianze e frammenti, a cura di M. Untersteiner, Torino, 1925,p.72.).

L'essere è identico, limitato, eterno, necessario: nulla di diverso è possibile, la possibilità non è. La visione del mondo dei Greci è tragica perché si fonda su questa intuizione dell'essere identico che genialmente Parmenide ha teorizzato.

L'uomo può cercare di eccedere l'essere, e Sofocle rappresenterà questo tentativo umano di superare i limiti, ma la sua vita è allora vanità, 'illusione'.

Tutto è da sempre, uguale, necessario. Il “desiderio” è un'impossibile aspirazione. La “ragione”, che per Eraclito era differire enigmatico, per Parmenide è identità assoluta: la tragedia della visione del mondo greca è dai due filosofi teorizzata in queste antitetiche affermazioni che, pure, manifestano la stessa sapienza drammatica del reale. “Se non esiste l'essere, né il non essere, né l'essere e il non essere insieme, ed è impossibile pensare altre possibilità, nulla esiste” (Sesto Empirico, Adv. math. VII 65, in Sofisti. Testimonianze e frammenti, a cura di M. Untersteiner, Torino, 1949, vol II, p.46.).

Le affermazioni parmenidee "mancano di significato" perché l'essere identico a sé è privo di senso, "è" necessariamente uguale, non differente.

Tutte le possibilità della filosofia della natura si annullano a vicenda e la Sofistica può giustamente fondare la propria dialettica sull'assurdo a cui ha indotto l'ontologia. Il pensiero sapienziale (naturalistico), cercando di "aderire" all'ambiguità del reale, ha dato forma al 'labirinto' del pensiero. La sapienza del Sileno si riafferma: “La cosa migliore è la realtà impossibile: non essere.”

Ma i Greci, partiti da questa coscienza: “per trovare la forza di vivere, posero innanzi a sé la luminosa creazione del sogno olimpico” (F.Nietzsche).

Gorgia ha dimostrato quello che filosofia e tragedia avevano manifestato: l'essere si fonda su una tragica contraddizione, l'Essere è enigma; ora, il popolo greco ha un'unica possibilità: il sogno olimpico.

L'armonia, la misura, l'equilibrio sono il sogno di questa coscienza tragica. La terza alternativa alla “necessità” parmenidea è il "sogno olimpico" a cui la filosofia darà il significato di metafisica.


Il "sogno" metafisico platonico

Platone nel Fedone, raccontando la propria storia ideale, sostiene che il metodo naturalistico lo ha indotto al dubbio è, in un certo senso, al nichilismo. Cosciente del nichilismo, sceglie "il sentiero che ci guida oltre il male della natura, verso la verità che desideriamo". “E necessario che nei veri filosofi sia chiara questa opinione... Pare che ci sia un sentiero che ci porta lontano con la ragione nella ricerca; perché fino a quando abbiamo il corpo, la nostra anima è confusa con il male, noi non conquisteremo mai sufficientemente quello che desideriamo, che diciamo essere la verità”(Fedone 66b.).

La convinzione del non senso della "apparenza" è il fondamento della 'luminosa' creazione olimpica: "per trovare la forza di vivere" inizia la ricerca metafisica.



Nell'Apologia e nel Fedone, i dialoghi sulla morte del maestro, questa problematica diventa la "questione" dell'esistenza. In essi Platone ci ha lasciato una testimonianza drammatica della propria coscienza, del valore della morte e della vita. Il tempo dell'esistenza terrena è il tempo della prigionia perché -la vita- è confusa con il male.

Questa teoria, di derivazione orfico-pitagorica, rappresenta l'a priori dell'immagine che Socrate delineerà della morte. Due le ipotesi sulla morte: una, di origine orfico-pitagorica, si riferisce alla diffusa credenza sulla trasmigrazione dell'anima, l'altra, invece, immagina il nulla.

“Il morire è come non esser nulla e non avere nessuna sensazione di nulla...

Ora, se non è nessuna sensazione, ma come un sonno, in cui colui che dorme non vede nessun sogno, la morte sarebbe un guadagno meraviglioso. Penso, infatti, che se uno dovesse scegliere quella notte in cui ha dormito senza vedere alcun sogno e paragonarla con le altre notti e giorni della sua vita, e dovesse, dopo un'attenta considerazione, dire quanti giorni e notti nella sua vita abbia vissuto meglio e più dolcemente di quella notte, credo che non solo un qualsiasi cittadino, ma perfino il gran re li troverebbe poco numerosi rispetto a tutti gli altri giorni e notti. Se dunque tale è la morte, io, per me, la chiamo un guadagno, perché tutto il tempo non pare niente più che una sola notte.”(Platone, Apologia di Socrate, 40 c-e).

Il nulla della morte è preferibile rispetto all'esistenza: perché la vita è una illusione il cui senso è la morte o una prigionia il cui motivo è il dolore.

La Coscienza tragica del destino rappresenta l'origine drammatica del filosofare. Socrate: “Non è allora vero che felici sono coloro che non hanno bisogni... E chi sa, se non sia esser morti il vivere e viver l'esser morti? E forse noi siamo realmente dei morti” (Platone, Gorgia 492e). Vivere è l'assurdo oscillare fra il dolore e la morte. La tragedia e il nichilismo sono le ultime parole della cultura greca preplatonica. Per vivere, allora, 'bisogna cantare a se stessi un incantesimo (Fedone 114 d), immaginare la luminosa creazione metafisica.

Per dimenticare il non-senso Gorgia aveva scelto la retorica, Platone opta per la ricerca metafisica.

"Una vita priva di ricerca non è degna di essere vissuta" (Apologia di Socrate 38a)

I limiti del labirinto naturalistico si possono oltrepassare solo con la decisione di correre il rischio della "bella avventura", di varcare i limiti della miseria della natura. Il pensatore metafisico, infatti, è simile ai cigni i quali quando presentono di dover morire, cantano il loro canto più lungo e più bello felici di essere in procinto di tornare presso al dio a cui sono sacri. E gli uomini, invece, per la paura che hanno della morte, mentono riguardo ai cigni e dicono che essi cantano per il dolore della morte e la tristezza dell'ultimo viaggio”(Fedone 84e -85a).

Il canto finale di un cigno, un sogno di verità al di là della miseria dell'esistenza: questo l’esercizio del filosofare.

Il senso della razionalità è aspirare a conoscere (il bene) e ricordare la bellezza "attraverso la contemplazione del vasto mare della bellezza in sé"(Simposio, 210 d).

Gli uomini, non potrebbero desiderare il bene ed il bello se non lo avessero visto e conosciuto in precedenza. L’uomo vive in esilio rispetto al mondo delle idee.

L’idea infatti è rappresentazione dell’invisibile per cui l’essere è.

Ora per il filosofo metafisico “ciò per cui l’essere è” non può che essere il Bene, perché il bene è l’oggetto del desiderio.

Il Bene fonda l’Essere.

Infatti, se l’Essere è lacerato dal “desiderio”(oggetto del quale è il bene), il “Bene” rappresenta il fondamento stesso dell’essere. E’ fondamentale comprendere il motivo per cui le teorie platoniche sono raccontate dai miti: l’illimitato non può essere per Platone de-finito, ma unicamente “visto” o immaginato, quindi narrato e non teorizzato.

La filosofia fa volgere in su lo sguardo dell’anima, perché si occupa dell’essere invisibile.

La conoscenza è immaginativa, perché la ragione è capacità di vedere, di un’idea dell’invisibile che permetta l’avventura metafisica. Se il non essere, che l’essere implica, nega l’essere stesso la tragedia non è superata. Platone si rende conto che il desiderio giunge alla negazione dell’essere e che se non c’è identità tutto è illusione: per questo negli ultimi dialoghi abbandona la metafisica e sceglie la matematica quale compito del filosofo.


LA FONDAZIONE DELL’IO

NEL PENSIERO DI AURELIO AGOSTINO

La continuità fra i saggi sulla civiltà greca e questo studio su Aurelio Agostino consiste in un rovesciamento di prospettiva. Dal problema dell’essere alla questione dell’esistenza, dal tema del desiderio a quello della volontà, dal motivo tragico al senso drammatico della coscienza. Ma, soprattutto, dalle teorie della Necessità, all’avvenimento della libertà del soggetto. La distanza temporale fra Agostino e il mondo greco è al tempo stesso diversità teoretica.

La storia della filosofia occidentale cambia orientamento grazie al pensatore delle confessioni, in primo luogo la nuova prospettiva emerge dalla fondazione del concetto dell’io. Per i Greci l’aspirazione all’Alterità si era ridotta alla necessità del “desiderio”, anelito vano, ma immutabile dell’essere; la Differenza agostiniana fonda, invece, l’identità del soggetto e la sua libertà dinanzi al reale. Il dramma del pensiero che scopre in se un Differire (Rinviare ad un’Altro), origine della coscienza nella libertà, si contrappone alla tragedia di una tensione incapace a superare i limiti e che ricade su di sé.

Il rapporto fra Agostino e la filosofia antica non si riduce solo all’influenza esercitata da platonici e neoplatonici; emerge e si staglia in un mutamento-rovesciamento che Agostino opera rispetto alla cultura greca. L’a priori della speculazione diviene, infatti, un Evento - la presenza nel tempo del Logos “della ragione di tutte le cose”, diverso e insieme manifesto nella storia - da cui ogni riflessione si deve originare. L’immagine della ragione ne risulta riformulata. Fondamento della mens non è più il “desiderio” - il desiderio di un’alterità che si svela e riduce, poi, a identità -, ma la memoria, cioè la coscienza del proprio essere in rapporto al Logos, differente dall’io, ma pur origine del suo costituirsi. La razionalità da tensione all’enigma del reale -nel mondo greco- si configura in Agostino quale coscienza di un significato infinito, da conflitto con il “destino”, che annichilisce, si muta in memoria di una Differenza che fonda la soggettività.

La cultura greca era giunta ad intuire il desiderio -il “desiderio ” dell'iperuranio (Platone) o il movimento verso la sostanza soprasensibile (Aristotele) o il “ritorno” di (Plotino) di un oggetto, nella conoscenza del quale l’anima si annullava perché identica al suo fine; Agostino delinea invece, l'autocoscienza- fondamento dell'io, quale ricordo di sé in quanto conoscenza di un'Alterità.

L'anima cade nell'oblio dell'anamnesi (celebrazione) e dell'estasi (conoscenza amorosa) nella prospettiva platonica e plotiniana; la mens, considerando la Differenza, ricorda sé. La tragedia si muta in dramma, il mito si "rovescia" in storia.

Il rapporto della soggettività con il Dif-ferire che la precede e la fonda è il presupposto della storia perché il limite (è possibilità di relazione, non più momento negativo in quanto il limite riporta alla necessità di una Relazione di Amore) non deve più essere dimenticato nel sogno di “luoghi” impossibili; diviene, invece, il luogo in cui l'io vuole, sceglie e attribuisce un significato all'essere e alla natura.

La storia presuppone un incontro o uno scontro fra due realtà diverse, ma relative, la teoria dell'io che si fonda nel Differire è il suo principio.

Nel 397 fu iniziata la stesura del testo che dimostra il valore razionale della memoria e della storia.

Le Confessioni, infatti, sono una rappresentazione del significato che storia e memoria hanno nella fondazione dell’autocoscienza, del valore che la riflessione sugli avvenimenti dell'esistenza acquista nella formazione dell'io.

Il libro X è il primo in cui inizia la riflessione sul presente: e il presente si scopre essere memoria. “Tu sei tutti i miei beni, tu onnipotente, che sei con me prima ancora che io sia con te. Dunque, mostrerò... non chi ero, ma chi sono diventato e sono ora.

Confesserò, dunque, quello che so, e quello che ignoro di me poiché quello che so lo so in quanto tu ti fai luce per me e quello che non so di me lo ignorerò fino a che le mie tenebre non si trasformeranno come luce meridiana nel tuo volto.” (Aurelio Agostino, Confessioni, X,4.6;5.7)

Questi brani delineano il presupposto della teoria della memoria: la riflessione sull'io si fonda su un primum rispetto all'io.

"Tu sei con me prima che io sia con te"; nell'io c'è un fondamento che riguarda la coscienza, ed è, però, allo stesso tempo, "differente" dalla coscienza.

L'oggetto che Agostino vuole conoscere è il presente -a cui il passato lo ha riportato- e il presente, l'essere che è davanti a sé, è l'io ("quello che sono"). Per la prima volta nella cultura occidentale la riflessione non è sull'anima in senso astratto, ma sulla coscienza; non sul principio razionale della conoscenza, ma sull'esistenza, oggetto di conoscenza per se stessa. “Chi sono? Un uomo fornito di corpo e anima.

Ma la vita del corpo è l’anima... E Dio è la vita della vita.”(Conf., X,6.9-10).

Il dramma che Agostino vuole qui rappresentare è quello di colui che scopre di non potersi conoscere, non per una incapacità psicologica, ma per l'impossibilità della ragione ad identificare in sé il proprio fondamento.

“L'uomo è corpo, ma la vita del corpo non è corpo; infatti, la chiamiamo anima; ma la vita dell'anima non è l'anima, perché l'anima non è uguale a se stessa, e allora la vita della vita -cioè dell'anima, vita del corpo- la chiamiamo Dio.” (Conf., X,6.9-10).

Questo susseguirsi di interrogativi e deduzioni si svolge secondo un principio: il motivo dell'essere e dell'esistere non si identifica con se stesso ma con una Realtà Differente, che Agostino chiama Dio.

C'è una sproporzione nella realtà tutta (Conf.,X,6) per cui il reale non coincide con il proprio senso e l'animus si accorge di essere diverso da se.

La questione è, dunque, conoscere la differenza che fonda l’identità. “Chi è costui che è oltre la mia anima?”.

Per conoscere sé deve indagare intorno a Dio. Ma quale sarà il metodo per questa conoscenza? “Cosi salendo, un passo dopo l'altro, verso colui che mi ha creato, arrivo nei campi e nelle vaste dimore della memoria.”(Conf.,X,8.12).

“Chi può toccare il fondo? Questa forza è propria del mio animo e appartiene alla mia natura, ma io non riesco a comprendere tutto me stesso, a capire ciò che sono”(Conf.,X,8.12).

C’è nell’animus un principio di essere infinito, per cui l’io non si conosce in modo esaustivo. La coscienza si configura quale sproporzione non solo rispetto all’essere, ma addirittura rispetto a se stessa. Nel libro X delle Confessioni emergono caratteristiche nuove della filosofia agostiniana: il pensiero greco aveva indagato rispetto all’“anima”, connotandone le capacità, le funzioni, ma non aveva teorizzato il concetto di coscienza, la riflessione secondo cui il soggetto si fa oggetto del sapere. La prima fondazione di questo nuovo principio è attuata da Agostino per il quale: la memoria è il principio del riconoscimento non solo delle cose conosciute in precedenza e conservate per immagini nell’infinito “penetrale”, ma è la originaria possibilità per l’uomo di essere presente a se stesso. Di avere autocoscienza di se. “Dunque quando mi ricordo della memoria, la memoria stessa è presente a sé attraverso se stessa.”(Conf.,X,16.24).

“Chi capirà queste cose?... Sono diventato per me stesso come una terra aspra e piena di difficoltà. Eppure non stiamo scrutando le regioni del cielo o misurando le distanze degli astri o cercando la ragione dell'equilibrio della terra: sono io che ricordo, io animo... Ed ecco, invece, l'origine della mia memoria non è comprensibile per me, mentre io non potrei neanche dire me stesso senza quella.” (Conf.,X,16.25).

L'animus vuole nominarsi e scopre il principio di questo conoscersi nella memoria, senza della quale l'io non può essere. Questa scoperta stupisce il filosofo: le capacità della memoria sono infinite e profonde, "eppure si tratta di me stesso". È importante comprendere il senso di questa meraviglia che non è una pura affermazione retorica; la conoscenza del mondo può destare ammirazione, ma la sapienza di sé quale limite in cui, pure, emerge un indefinibile, illimitato, desta "quasi un senso di terrore": “Grande è la forza della memoria, Dio mio, la sua profonda e infinita complessità suscita quasi terrore”(Conf.,17.26).

“Che cosa sono, allora, mio Dio? Qual’è la mia natura? Una vita varia, multiforme, infinita, intensa... Per tutti i luoghi (della memoria) io trascorro e mi aggiro ora qui ora lì e mi addentro quanto posso, senza trovare limite alcuno: tanta forza è propria della memoria, tanto vigore di vita è nell'uomo vivente, eppure mortale.”(Conf.,X.17.26).

La memoria è senza limiti: ora, in quanto è impossibile possedersi totalmente, delimitarsi, la coscienza presuppone questa possibilità illimitata. Non una de-finizione dice all'uomo la propria essenza, ma una pre-senza dell’animus a sé; e solo la memoria rende l'assenza presenza, in quanto è principio non del passato, ma del pre-sente, cioè dell'essere che si sa nell'istante. Così il tema della Differenza si ripropone: la memoria è senza limiti, varia, molteplice, immensa, mentre l'uomo è limitato e mortale: l'animus non coincide con sé, "deborda", è mistero. La memoria si configura quale principio dell'io, luogo in cui emerge un originario Differire. Agostino, fondando l'identità dell'uomo, ha scoperto che l'io ha per origine un illimitato, una sproporzione. L'io è tale perché non coincide con sé, senza Differenza non c'è identità. Una Diversità originaria fonda la memoria, rendendola coscienza del differire strutturale. Prova ne è la struttura metodologica del libro X, che non si configura in un'analisi della capacità ricordativa, ma si sviluppa in un susseguirsi di interrogativi. Metodo conoscitivo della coscienza, infatti, non è l'autoanalisi, ma il movimento della memoria che è trascendente nel suo protendersi verso ciò che supera l'animus. “Io, salendo attraverso il mio animo verso te che rimani al di sopra di me, supererò anche questa mia facoltà che si chiama memoria, perché voglio attingere te là dove ti si può attingere.”(Conf.,X,17.26).

Il principio della vita è il termine della ricerca di Agostino, perché il senso di ogni realtà "ec-cede" la realtà stessa. Così nella ricerca di Differenza - per sapere l'identità - e di identità - per cogliere la Differenza - bisogna varcare i limiti della memoria. “Supererò anche la memoria, ma per trovarti dove?... Trovarti fuori dalla memoria significa averti dimenticato. Ma come potrei incontrarti, se non avessi memoria di te?”(Conf.,X,17.26).

Solo la presenza di Dio all'uomo rende possibile la presenza della coscienza a sé, perché Dio è il Differire originario che fonda la memoria. In Agostino la filosofia è platonica mentre la morale è cristiana.

Per molti critici parlare di platonismo in Agostino vuol dire riconoscere la sua identità di filosofo, far riferimento alla sua adesione al Cristianesimo significa, invece, prospettare nel pensatore una accettazione dell'incarnazione quale possibilità di salvezza spirituale e morale.

Agostino filosofo è platonico, razionalista.

Agostino cristiano, invece, è autorità morale. (Liberamente sintetizzato da Tiziana Liuzzi, STUDI DI FILOSOFIA GRECA E TARDO-ANTICA, ed. Laterza)


CONCEZIONE CREAZIONISTICA

La concezione creazionistica, cioè quella posizione che non assolutizza il mondo, ma lo concepisce come relativo, vale a dire come qualcosa che rimanda sempre «oltre», ad un Assoluto che è completamente «fuori» del mondo, che lo trascende e che perciò è a partire da esso inafferrabile, incomprensibile, misterioso, ma che, allo stesso tempo, lo «pone», lo «chiama» ad essere, lo crea e quindi è in esso presente (immanente) con il suo amore creativo, una tale concezione risponde meglio delle altre all'esigenza di salvaguardare:

1. il movimento e quindi la verità dell'esperienza sensibile e perciò il valore della sensibilità e dell'uomo sensibile;

2. il principio d'identità e quindi la ragione e perciò il valore della razionalità e dell'uomo razionale;

3. la fondamentale bontà della realtà mondana e quindi il valore della vita terrena che rende possibile un sano ottimismo;

4. la individualità personale dell'uomo e la sua inalienabile dignità come singolo;

5. ed infine la vera mondanità del mondo e umanità dell'uomo, le quali sono il necessario presupposto della eliminazione di ogni falsa sacralizzazione e quindi idolatrizzazione dell'intramondano, le quali a loro volta sono la condizione necessaria per un approccio non prevenuto al mondo che è «soltanto» creatura e conseguentemente allo sviluppo delle scienze e della tecnica.



Solo se confido nella mia sensibilità e nella mia razionalità che mi presentano il mondo e me stesso come da una parte ontologicamente consistente, e cioè reale e non illusorio, ma dall'altra anche precario, fuggevole e quindi contingente, posso evitare sia la riduzione illusionistica, sia l'assolutizzazione razionalistica della realtà e posso concepire il mondo e me stesso come creato, cioè come pensato-voluto-amato da un altro che chiamo Dio. Solo se sono in armonia con la condizione ontologica del mio essere (e del suo mondo), solo se mi comprendo come contingente, posso arrivare con sicurezza all'affermazione della esistenza di Dio trascendente. Infatti, se io e il mondo in cui vivo, siamo creati, è certo che esiste un Creatore. Se invece rifiuto questa mia condizione, non arriverò mai a riconoscere l'esistenza del Creatore. Il riconoscimento della mia condizione «naturale» (cioè essere contingente e quindi creato) e il riconoscimento della esistenza di Dio-Creatore sono interdipendenti. Perciò molto giustamente scrive Joseph Comblin: «L'uomo che vive armoniosamente la sua esistenza di uomo, che accetta la condizione umana e le sue leggi, non può non scoprire Dio e porsi dinanzi a lui e in lui. Altrimenti come potremmo parlare di conoscenza naturale? Se Dio si manifesta all'uomo in modo naturale, questo non può avvenire per mezzo di una trasmissione di conoscenze esoteriche. Deve avvenire attraverso il gioco spontaneo dell'esistenza umana, quando il gioco sia corretto. Dio non ha bisogno di esperienze particolari aggiunte alla condizione umana per manifestarsi alla universalità degli uomini. Si deve trattare di una conoscenza semplice, spontanea, facilmente accessibile a tutti gli individui, qualunque siano le esperienze individuali della loro esistenza singolare. L'uomo deve poter riconoscere Dio nelle situazioni normali della vita. Non che occorra postulare necessariamente una straordinaria esplicitazione della coscienza (...). Infatti per far conoscere Dio, la sua esistenza e la sua natura a una persona, non si tratta tanto di darle concetti, proposizioni e ragionamenti, non si tratta di darle segni evidenti della sua presenza, ma di mettere questa persona in una situazione tale che da sé e spontaneamente, irresistibilmente essa arrivi a cercarlo, a scoprire e a interpretare i suoi segni, a raggiungere la sua evidenza. Nessuno dimostra Dio a un altro. E' un passo che ognuno deve fare per conto suo » (Teologia della città, p. 473). Questo, crediamo, è il senso dell'affermazione della possibilità della conoscenza naturale di Dio fatta dal Concilio Vaticano I, il quale dice: «Eadem sancta mater Ecclesia tenet et docet, Deum, rerum omnium principium et finem, naturali humanae rationis lumine e rebus creatis certo cognosci posse... » (DB 1785).

Lo confermano due testi della Sacra Scrittura, quello del libro della Sapienza dove sì dice: « Davvero stolti per natura tutti gli uomini che vivevano nell'ignoranza di Dio, e dai beni visibili non riconobbero colui che è, non riconobbero l'artefice, pur considerandone le opere... Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l'autore » (Sap 13, 1-5).

E quello di San Paolo che scrive: « In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile...» (Rom 1,18-23).

(Teologia Fondamentale, Carlo Skalicky, “ut unum sint” Roma, p.54-56)


IL DIVINO CHE è IN NOI

Fra cinquecento e seicento abbiamo il sorgere di un senso di concretezza e una attenzione spiccata alla individualità.

Mentre infatti nel trecento quei temi erano inseriti all’interno di una prospettiva fondamentalmente teologica, qui essi, pur senza affatto rinnegare uno spirito religioso, vengono slegati da quella prospettiva e sviluppati anzitutto in riferimento all’uomo e al suo agire mondano.

Avviene così che al richiamo medievale alla trascendenza, espresso plasticamente nella sua forma più estrema dal gotico, si sostituisce una religiosità che guarda piuttosto al divino che è nel mondo e nell’uomo.” (Ciancio-Ferretti-Pastore-Perone, Profilo di Storia della Filosofia, Filosofia Moderna, vol.2, ed SEI - Torino, p. 6-7)


CAMPANELLA TOMMASO

Nato il 5-IX-1568 da un ciabattino analfabeta, in una terra desolata dal malgoverno spagnolo, dalle calamità naturali e dalle scorrerie turche, C. non poté mai liberarsi totalmente dai limiti della superstizione e dell'autodidattismo; ansioso di spaziare con l'indagine per tutti i libri e soprattutto nel grande libro vivo del creato (Dizionario enciclopedico, UTET, III).

Campanella, si consacrò nell'ordine domenicano dove poté compiere gli studi, ma nel 1599 fu arrestato perché accusato di eresia e di cospirazione contro il governo spagnolo di Napoli. Trascorse 27 anni nella prigione napoletana dove scrisse La città del Sole, la descrizione di una società ideale sul modello della Repubblica di Platone, un’isola felice, un mondo fattibile e giusto, ma rigidamente disciplinato e gerarchicamente diretto: “... è la città distinta in sette gironi e s’entra dall’una all’altro per quattro strade e per quattro porte alli quattro angoli del mondo spettante, è un principe sacerdote tra loro che s’appella sole e in lingua nostra si dice metafisico, questo è capo di tutti, in spirituale e temporale e tutti li negozzi in lui si terminano”. Uscì di prigione nel 1626, ma, nuovamente perseguitato, fu costretto a cercare rifugio in Francia. Le sue opere, 82 in tutto, si occupano di molti e diversi temi filosofici; fra i suoi trattati vanno segnalate la Theologia e la Metaphysica. Fatalmente finisce più volte per cadere sotto i rigori dell'Inquisizione: infrazioni disciplinari, intemperanze verbali, opinioni eterodosse dispute incaute forniscono al Sant'Uffizio materia per un duplice processo che si concluderà in Roma nel dicembre 1597 con l'ordine drastico di far ritorno alla nativa Calabria. Costretto questa volta a obbedire, C. trova in patria un ambiente di sordo malcontento sociale, inasprito da contese giurisdizionali, da calamità naturali, da incursioni turchesche, lievitato da oscuri presagi di sconvolgimenti cosmici imminenti. In quel cupo ambiente egli getta il seme della ribellione con la propria trascinante facondia e delinea il programma di una futura repubblica comunistica e naturalistica destinata a restaurare il secolo d'oro dopo che gli Spagnoli, i Feudatari, il clero saranno stati spazzati via. La congiura viene subitamente repressa. Subirà un lungo, snervante processo, reiterate torture, sofferenze inenarrabili sopportate con raro stoicismo. Appena libero, eccolo riprendere la battaglia, caldeggiare le imprese missionarie, difendere generosamente Galileo, polemizzare contro gli atei, discutere la predestinazione, prender parte attiva in favore della Francia nella battaglia pubblicistica scatenata contro la Spagna, sempre rinnovando un invitto entusiasmo giovanile. Si mise in salvo in Francia, povero come sempre, amareggiato da continue persecuzioni dei suoi nemici, fervido ancora nel combattere l'errore, nel convertire gli eretici, nel caldeggiare i suoi grandi ideali politici, e là si spense cristianamente il 21-5-1639 lasciando incompiuta l'ultima sua impresa: l'edizione organica delle sue opere. Fra queste, oltre alle bellissime lettere, tengono oggi il primo posto le poesie, tardi tornate in luce (solo nel 1834 un filologo svizzero, Giovan Gaspare Orelli, le riesumava parzialmente), ma che presto hanno additato nel C. uno dei più alti vertici della lirica italiana; in forma rozza e tormentata, talora avvolte in oscuri concetti filosofici, in laconismi potenti, in immediatezze dialettali. Le poesie del C. si innalzano subitamente in un clima rarefatto di colloqui dell'anima con sé stessa e con Dio; nei più duri anni del carcere, quando la sofferenza fisica sembrava sul punto, di stroncare le ultime speranze del recluso e la sua stessa fortissima fibra, gli accenti di lamentazione, di ribellione, di accorato abbandono al divino volere toccano una purezza e una profondità di timbro che ha raro riscontro nella storia della poesia. Sul piano sociale, C., condannò apertamente l'egoismo, il particolarismo, l'ozio parassitario, le inumane condizioni di vita dei diseredati e sognò di risolvere i mali sociali con un progetto di repubblica ideale: La città del sole scritta nel 1602 e pubblicata nel 1623, retta secondo un rigoroso comunismo monastico, governata da sapienti, spartana nei costumi; l’astrattismo delle concezioni si rivela nell'estensione del comunismo anche alla vita familiare, ma il libretto serba un suo intramontabile fascino per il calore di interessi sociali, l'esaltazione della fratellanza umana, del coraggio, delle virtù morali, del sano esercizio fisico, per i precorrimenti del progresso scientifico, per le geniali idee pedagogiche, anticipatrici del Comenio, del Froebel e delle più moderne esperienze. C. riassume in sé le istanze rinnovatrici tentando l'erezione di un totale edificio dottrinale ispirato al più genuino umanesimo cristiano (Dizionario enciclopedico, UTET, III).

PROFILO di storia DELLA FILOSOFIA, Ciancio-Ferretti-Pastore-Perone. ed SEI p.46-48 (testo liberamente sintetizzato) Nell'ambito della letteratura utopistica un posto a sé spetta alla Città del sole, l’anima l'attesa di una profonda trasformazione «e sarà grande monarchia nova e di leggi riforma e di arti, e profeti, rinnovazione». Un tema caro al Campanella e che ritorna costantemente in tutti i suoi scritti, così come nei diversi progetti che egli elaborerà. Nella Città del sole confluiscono motivi religiosi e politici. Questa città, di cui narra un navigatore genovese, ambientata nell'isola di Taprobana (l'odierna Ceylon), è organizzata secondo un ordinamento politico gerarchico al cui sommo sta un principe sacerdote, il Sole, o Metafisico, attorno a cui stanno tre magistrati, Pon, Sin e Mor, il corrispettivo politico delle tre primalità filosofiche di Campanella. Poche sono le leggi, ma la vita sociale è ugualmente rigidamente determinata secondo regole precise, attente soprattutto alla procreazione e all'educazione. Nell'isola i Solari vivono secondo un assoluto comunismo, dei beni, delle donne, dei figli, delle abitazioni. Tutti lavorano e perciò nessuno ha bisogno di lavorare più di quattro ore al giorno. I solari infine professano una religione naturale in tutto simile al cristianesimo, eccezion fatta per i sacramenti, che essi non conoscono. Come si vede la struttura gerarchica trae il proprio fondamento da motivazioni filosofiche e religiose. Ciò è visibile particolarmente nella figura del Metafisico, il quale è al tempo stesso capo politico e sacerdote. L'una e l'altra funzione peraltro gli vengono dalla sua sapienza che, come il nome indica, è metafisica. La convinzione di Campanella è quella di una profonda unità tra politica, religione e filosofia, che sola può condurre alla vera sapienza e garantisce contro la tirannide: «non sarà mai né crudele, né scellerato, né tiranno uno che tanto sa».


Il PROBLEMA POLITICO TRA REALISMO E UTOPIA

La sua utopia dell'ordine a svantaggio della libertà, contiene aspetti inquietanti. La riflessione di Campanella appare ancora tutta inscritta nelle tematiche del naturalismo rinascimentale nell'ingenua convinzione che il sapere da solo sia garanzia di retto governo, questo è l’atteggiamento di larga parte del razionalismo rinascimentale, troppo convinto del potere taumaturgico della razionalità umana. La convinzione di essere investito di una missione, che lo porterà a cercare sempre nuovi contatti per dare pratica attuazione alle sue idee di riforma universale, l'inquietudine esistenziale, l'incomprensione ed il fallimento segnano questa vita sofferta e tormentata. Egli fu filosofo e letterato ed i suoi sonetti sono tra i momenti più alti della poesia italiana del seicento. Peculiarità di Campanella fu quella di innestare sugli elementi naturalistici un'ulteriore riflessione teologica facendo rivivere nella sua Teologia il concetto platonico di partecipazione (sottolineare l'intima presenza di Dio a tutti gli esseri e il riassumersi in lui di ogni perfezione). Egli tuttavia accentua notevolmente la fondazione teologica dell'ordine naturale del cosmo, sottolineando che se è vero che la natura ha in sé quanto le è necessario per agire, essa è pur sempre tale perché così è stata creata da Dio. Questo gli permette di intendere la natura come un complesso di realtà viventi, ciascuna senziente, animata e tendente al proprio fine, e tutte d'altra parte unificate ed armoniosamente dirette a un fine universale da una comune anima del mondo.

Le tre "primalità» dell'essere

Della tradizione tomista accetta la fondamentalità della nozione di essere per definire sia Dio sia le creature partecipi dell'essere divino. Ispirandosi poi con Agostino, egli intende l'essere come intimamente strutturato secondo le tre «primalità» divine di potenza, sapienza, amore partecipate da Dio con l'essere ad ogni creatura. Le tre primalità sono dedotte dall'intreccio reciproco che esse manifestano in ogni ente. «Ogni ente, potendo essere, ha la potenza di essere. Ciò che può essere, sa di essere; se non avvertisse di essere, non amerebbe se stesso e non sfuggirebbe il nemico che lo distrugge, e non seguirebbe l'ente che lo conserva, come fanno tutti gli enti. Il sapere emana dal potere... Gli enti amano quel che sanno... L'amore profluisce dalla sapienza e dalla potenza” (Teologia 1,3,12).

L'autocoscienza

Su tale base metafisica, si costruisce la gnoseologia campanelliana, che vede il conoscere come intimamente legato all'essere stesso delle cose, e fa dell'autocoscienza (o autotrasparenza dell'essere a se stesso) una caratteristica fondamentale di ogni essere. «Noi affermiamo che la sapienza appartiene allo stesso essere delle cose, e che una cosa viene sentita e conosciuta perché è la stessa natura conoscente... Il conoscere è essere; dunque qualunque ente, se è molte cose, conosce molte cose; se è poche, conosce poche" (Metafisica II, 59). Questa struttura metafisica del conoscere si presenta in maniera aurorale negli esseri interiori e si realizza in pienezza nell'anima dell'uomo. Campanella parla di una originaria ed innata conoscenza di sé che l'anima possiede e che viene disturbata dal sopraggiungere di conoscenze esterne. Nel recupero dell'autocoscienza originaria sta per Campanella la fondamentale giustificazione riflessa del nostro sapere, con cui si sconfigge ogni possibile dubbio scettico e si pongono le salde basi della metafisica. Con il tipico procedimento agostiniano, che sarà ripreso da Cartesio, egli osserva infatti che anche colui che afferma di non sapere nulla, ha originaria coscienza di sé come di colui che non sa, e quindi conosce il proprio essere, e sa cosa sia il sapere e la verità. Certo è possibile non conoscere molte cose, e quindi anche dire di non conoscerle; ma l'anima ha di proprio che sa di non sapere o quindi conosce originariamente se stessa proprio mentre avverte di non conoscere le cose diverse da sé. Su queste basi, non è difficile a Campanella fondare una metafisica dell'assoluto e una originale visione religiosa dell'uomo. Conoscendo e amando sé come ente, l'anima conosce e ama l'essere di cui è partecipazione, e quindi conosce e ama Dio. Di Dio l'anima ha quindi una conoscenza originaria, che costantemente accompagna la conoscenza innata che essa ha di se stessa. L'uomo quindi, oltre che animale ragionevole e libero, è anche animale «religioso». La religione è una caratteristica naturale dell'uomo che, in quanto conosce e ama sé, già conosce e ama Dio. La vita spirituale, con cui l'uomo ritorna alla originaria autocoscienza di sé (dalla dispersione nelle realtà esteriori) , è anche essenziale ritorno a Dio, una «reminiscenza» di Dio, presente fin dall'origine con le sue tre primalità nell'anima dell'uomo. Contro i tentativi contemporanei di ridurre la religione a puro fatto storico o strumento politico (si ricordi la posizione di Machiavelli), Campanella sostiene quindi energicamente la connaturalità per l'uomo dell'atteggiamento religioso.
Genesi di un’utopia

(Sentieri della Filosofia, La “Città del Sole” e il pensiero utopistico fra cinquecento e seicento a cura di Giuseppe Scalizi, ed. Paravia). Campanella insiste nel concepire il corpo sociale e le varie costruzioni politiche come entità in se inerti, se non inserite nell’alveo di un contesto generale di ordine religioso e spirituale rappresentato dal papato. Chi si prende cura, come fece Machiavelli, soltanto di aspetti legati alla potenza terrena degli Stati finisce per limitarsi alla parte perdendo di vista la totalità. Come bene affermò Luigi Firpo: “Malgrado il naturalismo e il razionalismo, Campanella è un intimo assertore degli ideali della controriforma per la sua avversione profonda all’agnosticismo incredulo del Rinascimento e dell’individualismo anarchico della Protesta: il suo universalismo organico e gerarchico e di inconfondibile stampo cattolico”(L. Firpo, Lo Stato ideale della Controriforma, Laterza, Bari 1957, p.324). La totalità organica su cui si sofferma Campanella, è dominata da un’eterna Legge, la Legge di natura, la cui massima rappresentazione è il Cristianesimo rettamente inteso, un Cristianesimo mondato da ogni abuso. La religione viene ad essere non uno strumento per l’educazione di rozzi popoli, o uno strumento atto a rendere più sicuro e forte il potere di un principe, ma l’autentica anima dello Stato. Medioevale è il quadro tratteggiato dal Campanella: unità di tutte le genti sotto un potere centrale che vede la coscienza della potestas sacerdotale con quella politica (idem p.13). Il metafisico dei Solari, in questo senso, dovrebbe essere considerato un pontefice in grado di far convergere nelle proprie mani sia la potestà sacerdotale che quella temporale(Sentieri della Filosofia, La “Città del Sole” di Campanella, Giuseppe Scalici, ed. Paravia,p.25). Il Cosmo, nell’ottica campanelliana, non è inteso quale orizzonte ultimo dell’essere: la totalità di cui facciamo parte è infatti l’immagine di una dimensione divina: è il grande simulacro di Dio...(idem,p.16) Si riteneva all’epoca che esistesse un’ininterrotta tradizione di pensiero, religioso e filosofico, inaugurata da Ermete Trismegisto (il mitico Thot) in un imprecisato periodo dell’antichità egizia e fatta propria in epoche diverse da pensatori “ispirati” quali Orfeo, Mosè, Pitagora, Platone, Plotino, Giamblico, ecc... I punti salienti di tale tradizione possono essere così sintetizzati:

- assoluta perfezione del principio divino;

- cosmo inteso quale esplicazione, in forme visibili, della divinità;

- esistenza di un’Anima del mondo capace di vivificare, organizzare la materia, e di determinare il divenire degli enti, le loro trasforazioni, le loro interrazioni;

- “caduta” dell’uomo da una situazione originaria di perfezione;

- primato individuale dell’anima sulla materia del corpo;

- agire umano finalizzato al ritorno presso la sfera divina (idem, p,16-17). Lo riconosciamo in un giudizio complessivo sulla cultura del Quattrocento e Cinquecento, formulato in un recente saggio di E. Garin: "La crisi del sapere medievale aveva non solo cancellato barrière, ma distinzioni antiche. L'artista si era fatto scienziato, il filologo teologo, lo storico moralista, il fisico filosofo. Furono i "nuovi filosofi" inquieti e ribelli, una specie di cavalieri erranti del sapere, che si mossero fra sogni e magie, fra utopie e illusioni di paci universali e perpetue, fra riflessioni critiche capaci di ogni sondaggio interiore, fra vagabondaggi mistici in mezzo alle anime delle stelle e a formule matematiche capaci di tradurne i moti, finalmente non più circolari”(idem, p.18). I primi uomini, è scritto nel Senso délle cose, avevano una conoscenza diretta al Dio che da poco aveva creato il mondo e spesso si manifestava ed elargiva benefici. Spesso si indica la nécessita del ritorno al culto dell'unico vero Dio "naturalmente" sentito da tutte le genti. La religione non è mai, per Campanella, una sovrastruttura, uno strumento di dominio o l'esito di un'arte: è una realtà viva e presente; nell'armonia del cosmo, nell'uomo e — come istinto — in tutti glî altri enti. Religione è ciò che "lega" tutte le cose e le rivolge alla loro origine prima, non per esteriore imposizione ma intimamente. A questa religione innata, naturale e razionale insieme, a questo spontaneo tendere verso Dio» si sovrappongono le religioni positive, con i loro riti diversificati, dogmi e sacramenti. Ogni epoca ha manifestato diverse forme di religiosità, ma non sono mai esistite civiltà atee (Sentieri della Filosofia, La “Città del Sole” di Campanella, Giuseppe Scalici, ed. Paravia,p.19). .


VICO: LA VERITÀ NELLA STORIA



(Ciancio-Ferretti-Pastore-Perone, Profilo di Storia della Filosofia, Filosofia Moderna, vol.2, ed SEI - Torino, p.183-194)


Verità della mente umana e orizzonte metafisico

Vita e opere: La vita di Gian Battista Vico ci è stata in gran parte descritta da lui stesso nella sua autobiografia (1725-1728). Nato a Napoli nel 1678, si rivelò un genio precoce. Dopo gli studi giuridici, per la sua preparazione culturale furono determinanti i nove anni (1681-1693) trascorsi in qualità di precettore nel castello di Vatolla nel Cilento che possedeva una ricchissima biblioteca. Furono anni di intense letture e riflessioni che spaziavano dal campo della letteratura classica a quello del diritto e a quello della filosofia. Tornato a Napoli vi trovò un ambiente culturale assai interessato alle nuove correnti... Il suo pensiero si ispirò tuttavia costantemente al platonismo, mediato attraverso la tradizione rinascimentale e arricchito di altri importanti termini di riferimento quali Bacone, Galileo e il giusnaturalismo. Vico fu una mente largamente assimilatrice, ma non per questo eclettica. Anzi il suo pensiero, che recepisce insieme le esigenze di una nuova ragione inventiva e sperimentatrice e quelle della tradizione platonica e della tradizione religiosa, giunse a risultati così originali che il suo tempo non poté apprezzarli. In effetti Vico condusse una vita abbastanza oscura e non riuscì a ottenere che una cattedra di retorica malamente retribuita. Di tali ristrettezze risentono anche le sue opere. Basti pensate che il suo capolavoro, la Scienza Nuova, dovette essere scritta in forma più succinta perché non bastavano i fondi per la pubblicazione. Forse anche per questo motivo Vico ottenne scarsa comprensione presso i suoi contemporanei.


Il vero e il fatto

Nel De antiquissima Vico enuncia un principio fondamentale della sua filosofia: il Vero e il fatto si convertono reciprocamente, per cui «il criterio e la regola del vero consiste nell'averlo fatto». La verità di una cosa è nei principi e negli elementi che la producono. Di conseguenza non si può conoscere veramente la cosa senza possedere tali principi ed elementi: la scienza come «conoscenza»; solo chi è in grado di produrla li possiede.


La verità delle scienze

Tale principio vale anzitutto a limitare le pretese della ragione, senza però cadere nello scetticismo. A Cartesio Vico contesta la possibilità di fondare sul cogito una scienza assoluta. Il cogito infatti vale semplicemente ad accertare la mia esistenza, ma non è conoscenza della natura del mio essere: la coscienza di me non è scienza di me, giacché essa non produce il mio essere, ma semplicemente lo riconosce.

Riguardo al nostro essere come a quello della natura, solo Dio ne possiede la verità, in quanto ne è autore. L'uomo invece deve limitarsi a raccogliere gli elementi delle cose ricomponendole dall'esterno, senza riuscire a penetrarle dall'interno come fa la mente divina.

«La scienza umana sembra una sorta di anatomia delle opere della, natura. Così, per fare un esempio illustrativo, la scienza umana ha sezionato l'uomo in corpo e animo; e l'animo in intelletto e volontà; dal corpo ha poi tolto o come sul dirsi, astratto figura e moto, e da queste cose, come da tutte le altre, ha tratto fuori l'ente e l'uno» (De Antiquissima I, 2).

Movendo dagli elementi astratti la mente umana ricostruisce la realtà fornendone però una semplice immagine. Tuttavia movendo da questo limite che le è costitutivo, la scienza umana può attingere una sua verità in misura in cui essa costruisce, fa, cioè produce immagini, entità, connessioni, e producendole ne possiede i principi e le regole.

E quello che avviene nell'aritmetica e nella geometria, dove la mente partendo dall'uno e dal punto costruisce delle realtà che, essendo opera sua, conosce perfettamente. Le altre scienze invece garantiscono tanto meno il loro valore di verità quanto meno sono astratte e cioè quanto meno i loro oggetti si riducono a prodotti di operazioni mentali. Così la meccanica è meno sicura della matematica, la fisica meno della meccanica e la morale meno della fisica.

Il grado di verità proprio del sapere non dipende tuttavia dalla semplice corrispondenza al factum umano, ma anzitutto dall'essere l'operare umano un'immagine di quello divino. La mente deve riconoscere in sé la presenza di un'attività più alta: «La mente umana si manifesta pensando, ma è Dio che in me pensa, dunque in Dio io conosco la mia propria mente».

Il verum divino

Sulla base di questa apertura metafisica della mente non si può dunque dire che essa sia semplicemente creatrice, ma piuttosto che è tale nell'atto stesso in cui è imitatrice delle idee divine e partecipa della loro potenza. La necessità di ammettere una verità divina a fondamento di quella umana risulta dal fatto che l'uomo 1a presuppone e la applica sempre, anche quando sembra averla smarrita: «Dio mai si allontana dalla nustra presenza, neppure quando erriamo, poiché abbracciamo il falso sotto l'aspetto del vero e i mali sotto l'apparenza dei beni; vediamo le cose finite e ci sentiamo noi stessi finiti, ma ciò dimostra che siamo capaci di pensare l'infinito»(De Antiquissima I, 6). La coscienza dell'errore e del finito implica la coscienza della verità e dell'infinito.


La Scienza Nuova


L'uomo artefice della storia

La sfera della realtà più propriamente umana e, come tale penetrabile dall'interno è il mondo della civiltà umana prodottosi storicamente. La scoperta di questo mondo rende possibile la più originale applicazione del principio del vero e del fatto, dando luogo a una scienza « nuova». Essa avrà la stessa certezza della matematica poiché studia una realtà i cui principi sono nell'uomo stesso, ma sarà superiore alla matematica per la sua concretezza, poiché non muoverà dall’astrazione, ma dai principi generatori della concreta fattualità storica. Infatti il presupposto fondamentale di tale scienza è che: «questo mondo civile, egli certamente è stato fatto dagli uomini, onde se ne possono, perché se ne debbono, ritrovare i principi dentro le modificazioni della nostra medesima mente umana» (Scienza Nuova, 3° ediz., I, 3).


Metafisica della mente umana

In questo senso la Scienza Nuova è anche una "metafisica della mente umana", e cioè una scienza dello spirito umano. Essa salda strettamente l'indagine sulla storia a quella sull’uomo, e ciò non solo nel senso che non si può conoscere la storia senza conoscere la mente umana che ne è autrice, ma anche nel senso inverso. Infatti se si considera l'uomo prescindendo dal suo sviluppo storico si rischia di isolarne, astrattamente, una sua dimensione o di assolutizzare uno stadio del suo sviluppo. Così la filosofia ha sempre corso il rischio di considerare l'uomo quale deve essere e non anche quale è (e questo sarebbe il limite di Platone), oppure ha sopravvalutato la ragione facendone una facoltà indipendente e assoluta (come è avvenuto in Cartesio). La concreta realtà dell'uomo è comprensibile soltanto conoscendo la legge del suo farsi, che si rivela solo in questo suo farsi e cioè nel suo divenire storico. Vico caratterizza il suo metodo di indagine, aderente alla storia, parlando di collaborazione tra filosofia e filologia(e per filologia Vico intende non solo la scienza delle lingue e delle letterature antiche ma anche della cultura in genere dei popoli antichi), la mancanza di questa collaborazione ha ingenerato l’errore in molti filologi e filosofi: «La filosofia contempla la ragione, onde viene la scienza del vero; la filologia osserva l'autorità dell'umano arbitrio, onde viene la coscienza del certo... »

(Scienza Nuova, Degnità x).


Filosofia dell'autorità

La filologia porta l'autorità dei fatti, ma una filologia come mera raccolta di fatti è altrettanto erronea di un'analisi puramente razionale dell'uomo. Tra filosofia e filologia vi deve invece essere un rapporto di conferma reciproca, cosicché si possa accertare il vero e inverare il certo. La «scienza nuova» dovrà dunque procedere ricercando nei fatti storici le leggi che ne regolano il prodursi e che saranno convalidate dal loro rivelarsi conformi alla natura, della mente umana. Per scoprire queste leggi occorre individuare quali sono le costanti della storia: “Poiché questo mondo di nazioni è stato fatto dagli uomini, vediamo in quali cose hanno con perpetuità convenuto e tuttavia vi convengono tutti gli uomini, poiché tali cose ne potranno dare i principi universali ed eterni, quali devon essere d'ogni scienza, sopra i quali tutte sursero e tutte vi si conservano in nazioni» (Scienza Nuova, I, 3). La validità di leggi attribuita a queste costanti storiche troverà poi conferma, secondo Vico, nel loro essere principi primi ed effettivi ed effettivi di spiegabilità del mondo storico.


Teologia della Provvidenza

Come si è detto, la Scienza Nuova, in quanto scienza della storia, è una metafisica della mente umana, e anche, per il suo attenersi ai fatti, una «filosofia dell'autorità». Ma in terzo luogo essa è detta una «teologia civile ragionata della Provvidenza divina». Infatti l'analisi della storia mostrerà che la semplice mente umana non è sufficiente principio di spiegazione della storia stessa, o meglio che la mente stessa, nel suo operare storico, è retta da un principio superiore.

L'opera della Provvidenza risulta dal fatto che i fini che la storia realizza vanno al di là delle intenzioni degli uomini e ciò sia nel senso che li attuano spontaneamente, sia nel senso che realizzano certi fini di giustizia e di progresso pur perseguendo intenti utilitaristici e individuali(Scienza Nuova, Conclusione). In questo modo, come mostreremo più chiaramente, la storia risulta essere una struttura molto complessa: infatti proprio movendo dal fatto che essa è intelligibile all'uomo, in quanto egli ne è l'autore si viene a riconoscere che l'uomo stesso, mentre fa e mentre guida la storia, è egli stesso guidato. Si coglie in ciò una tensione tra storia umana e storia divina, tra libertà e Provvidenza. È questo il motivo peculiare della visione vichiana della storia, quello a partire dal quale più se ne sono potute divaricare le interpretazioni.

I corsi storici

L'interpretazione della storia fornita da Vico muove soprattutto da un’analisi delle lingue antiche, poiché e da un’analisi del diritto delle nazioni in quanto esso esprime i principi dell'organizzazione civile, che costituisce il vero e proprio prodotto storico dell'umanità.


La legge delle tre età

La legge fondamentale della storia è quella del suo sviluppo in tre età... Religione, nozze e sepolture sono dunque i principi fondamentali della civiltà(Scienza Nuova, Idea dell'Opera). La religione è il primo principio perché è attraverso di essa che gli uomini vincono il loro arbitrio disordinato e stabiliscono degli ordinamenti civili fondati sulla volontà dègli dei. I matrimoni comportano la stabilità di vita e la trasmissione ordinata dei patrimoni e dei poteri. Le sepolture sonò legate alla fede nell'immortalità dell'anima, che innalza l’uomo al di sopra del bruto.
Le forme di governo

L'organizzazione civile dell'età degli dèi è la famiglia del gigante, che trae la sua legittimazione unicamente dalle rivelazioni divine fatte attraverso gli auspici. Su questa età Vico si diffonde poco giacché mancano i documenti.

La seconda età ebbe inizio quando presso gli uomini che si erano stabiliti e organizzati si raccolsero altri uomini che cercavano protezione e rifugio per sfuggire ai pericoli della vita selvaggia.

Nacquero così le prime città e le prime organizzazioni politiche caratterizzate dalla distinzione fra signori e servi.

I signori sono gli eroi che impongono il diritto con la forza, un diritto non comunicato a tutti e legato alle parole del signore. Quando i servi rivendicano ai signori i propri diritti, questi per meglio difendersi si uniscono in ordini nobiliari dando vita così agli stati aristocratici. In questa età sorgono anche le prime lingue articolate che hanno carattere mitico e poetico in quanto opera della fantasia. La conquista dei diritti civili da parte dei servi segna il passaggio alla terza età: ciò avviene attraverso le leggi agrarie e soprattutto con la concezione delle nozze solenni, che danno diritto alla trasmissione ereditaria. Nascono allora gli stati popolari fondati sul «diritto umano dettato dalla ragione umana tutta spiegata».

Questa forma di governo non è necessariamente democratica, ma può essere anche monarchica purché in essa viga «la ragione naturale, che eguaglia tutti». Conforme a questi caratteri è anche la lingua di questa età, fatta di voci convenzionali, di cui «sono signori assoluti i popoli».


La storia ideale eterna

La legge delle tre età costituisce la « storia ideale eterna, sopra la quale corrono in tempo le storie di tutte le nazioni». Essa cioè è la norma di sviluppo di ogni civiltà, e la sua universalità è dimostrata, secondo Vico, dal fatto che i popoli l'hanno seguita senza che vi sia stata influenza dell'uno sull'altro. La storia ideale eterna come legge di sviluppo della storia è poi anche legge di sviluppo dell'uomo in generale. La storia cioè si è svolta secondo certi gradi e un certo ordine perché lo spirito umano può svilupparsi solo in quel modo: prima come senso, poi come fantasia, infine come ragione: « Gli uomini prima sentono senz’avvertire; dappoi avvertiscono con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura» (Scienza Nuova, Degnità LIII). Nell'età della ragione l'uomo che passa dalla fanciullezza, in cui dominano il senso e la fantasia, all'età adulta, in cui domina il pensiero razionale, ripete in sintesi lo sviluppo storico dello spirito umano.


La sapienza poetica

La storia ideale eterna implica la presenza nella storia della Provvidenza. L'ordine e la norma della storia temporale si impongono infatti solo perché c'è una forza superiore e provvidenziale che dalla paura, dall'utilità, dalla violenza e dalle rivolte sa trarre un progresso civile. Ciò significa che nell'agire umano è presente una vis veri, un principio di verità divina, che nelle diverse età si fa presente all'uomo in modo diverso.
Il senso comune

Nelle prime due età il vero assume il carattere del certo e cioè di ciò che è stato divinamente rivelato o tramandato dagli antenati.

Non si tratta dunque di una verità razionalmente mostrata, ma piuttosto attestata dal senso comune, che è «un giudizio senz'alcuna riflessione, comunemente sentito da tutto un ordine, da tutto un popolo, da tutta una nazione o da tutto il genere umano». Nel senso comune l'arbitrio umano ha una regola cui attenersi.
Il linguaggio: fantasia e poesia

Vico si diffonde in particolare sul sapere proprio della seconda età, la sapienza poetica, che in effetti costituisce una delle sue scoperte più originali. Innanzitutto tale sapienza è detta poetica perché il primo linguaggio, in cui essa si esprime, è fantastico e sublime e non ancora razionale; infatti «la fantasia tanto è più robusta quanto è più debole il raziocinio». Carattere della poesia è «alle cose insensate dare senso e passione, ed è proprietà de' fanciulli di prender cose inanimate tra mani e, trastullandosi, favellarvi, come se fussero, quelle, persone vive. Questa degnità filologica-filosofica ne appruova che gli uomini del mondo fauciullo, per natura, furono sublimi poeti» (Scienza Nuova, Degnità XXXVII).

Per questo «tutte le storie barbare hanno favolosi principi» ed è nei miti che dobbiamo rintracciare la storia, la cultura e la sapienza dei popoli antichi.

I miti dunque non sono semplici favole e nemmeno un rivestimento poetico di una «sapienza riposta», ma una comprensione fantastica della verità.

Gli antichi, incapaci di esprimersi per concetti, usavano degli universali fantastici che sono modelli fantastici, ritratti ideali, universali in quanto possono rappresentare realtà particolari ad essi somiglianti; così, ad esempio, i greci non concepirono l'idea della prudenza, ma raffigurarono l'eroe Ulisse come modello fantastico di ogni uomo prudente.

Con l'analisi della sapienza poetica Vico raggiunge alcuni notevoli risultati.

In primo luogo stabilisce l'autonomia della poesia, nel senso che si tratta di una forma espressiva specifica indipendente dal linguaggio razionale.

I tropi del linguaggio poetico: allegoria, metafora, metonimia, sineddoche, ecc., «i quali si sono creduti finora ingegnosi ritruovati degli scrittori, sono stati necessari modi di spiegarsi di tutte le prime nazioni poetiche». La poesia cioè non è il risultato di un'operazione estetica sul linguaggio razionale, ma è una forma espressiva naturale e originaria.

In secondo luogo alla poesia non è assegnata una funzione puramente estetica, ma una funzione rivelativa: essa custodisce la verità sentita e immaginata quale l’appresero i primi uomini. In terzo luogo, e conseguentemente, è rifiutata l'origine convenzionale del linguaggio. Questa suppone infatti l'attribuzione al linguaggio della funzione meramente operativa di rendere possibile la comunicazione dei concetti, e inoltre non permette di spiegare lo stesso momento convenzionale del linguaggio (che pure esiste): le convenzioni, infatti, possono venire stabilite solo a partire da un precedente linguaggio (non convenzionale). Al contrario la natura metaforica e fantastica del linguaggio originario spiega la sua dimensione rivelativa, il fatto cioè che in esso sia presente una comprensione primitiva della verità, nel senso di una prima interpretazione in termini universali della realtà, attraverso gli universali fantastici.
La questione omerica

Sulla scorta di quest'analisi della sapienza poetica Vico giunse a risultati come quello della « riscoperta del vero Omero ». Poiché il linguaggio dei miti primitivi sono il patrimonio di tutto un popolo e poiché Omero si deve considerare come il primo autore della lingua greca, e i suoi poemi furono sentiti come patrimonio culturale comune di tutte le genti greche, Vico vede in essi non l'opera di un singolo poeta, ma l'espressione della sapienza poetica di tutto il popolo greco.
Verità e storia

La sapienza poetica, in quanto è sapienza su cui si reggono e progrediscono i popoli antichi, è soprattutto sapienza metafisica e giuridica.

Essa ha per contenuto i principi di giustizia e di ordine che devono guidare la vita civile, ma tale contenuto si manifesta in forme diverse a seconda che operi attraverso il senso o la fantasia o la ragione.

Ciò significa che da un lato la verità si produce storicamente ma dall'altro è essenzialmente sovratemporale, si che in ogni età può essere presente nella sua interezza.

Provvidenza e libertà umana

La verità della storia è dunque una verità metafisica nella storia. Nella storia si realizza la mediazione tra umano e divino: nel fare umano si rivela il vero divino, e d'altra parte il vero umano si attua attraverso il fare divino (della Provvidenza).

La verità si manifesta attraverso e nonostante l'arbitrio umano e può anche essere sviata dall'arbitrio stesso o da motivi contingenti.

La Provvidenza è la legge della storia, ma una legge trascendente. Che la storia sia spiegabile attraverso l’ordine provvidenziale non significa che essa sia necessitata, ma piuttosto che ogni sviluppo storico deve attenersi ad esso per non degenerare, ed anche che in esso la storia trova possibilità e garanzia di superare ogni fattore degenerativo.

La forza e l'opera della Provvidenza si manifestano nella sua capacità di servirsi degli strumenti umani, anche più rozzi e refrattari, per produrre un ordine di giustizia. E tuttavia tale ordine resta affidato alla libertà dell'uomo.
I ricorsi storici

Che il processo storico non abbia carattere di necessità risulta particolarmente evidente nella dottrina dei regressi e dei ricorsi. Viro individua nel compimento del progresso giunto all'età della ragione i germi di un possibile regresso: «Gli uomini prima sentono il necessario: dipoi badano all'utile; appresso avvertiscono il comodo; più innanzi si dilettano nel piacere; quindi si dissolvono nel lusso; e finalmente impazzano in istrappazzar le sostanze»(Scienza Nuova Degnità LXVI).

A questa decadenza dei costumi corrisponde una decadenza della cultura nello scetticismo e nella falsa eloquenza, mentre gli stati popolari finiscono nell'anarchia e poi nella tirannide. A ciò la Provvidenza offre tre rimedi; o un forte monarca che risollevi lo stato, o l'assoggettamento a una azione migliore e più forte o la regressione nella barbarie da cui inizia un nuovo corso storico, che ripete le tappe del corso precedente, per quanto a un livello superiore. In questo modo gli uomini, che avevano smarrito la verità nello Scetticismo e nella dissolutezza, poterono recuperare un rapporto immediato con essa attraverso il ritorno al senso e alla fantasia. La possibilità dei regressi e dei ricorsi storici dimostra che il progresso storico non è garantito sempre e che tuttavia la Provvidenza guida sempre la storia, ma anche qui attraverso possibilità diverse e non in modo univoco e necessitante.
Religione e filosofia

L'età della ragione in particolare sembra essere l'età critica della storia. Infatti mentre nei primi stadi della civiltà la Provvidenza si impone con la forza della certezza, nell'età della ragione il vero diventa oggetto di libera ricerca e compito da realizzare consapevolmente. Il piano provvidenziale può qui operare solo in quanto riconosciuto compiutamente dalla ragione "tutta spiegata". La filosofia succede allora alla religione, «così ordinando la provvidenza: che, non avendosi appresso a fare più per sensi di religione (come si erano fatte innanzi) le azioni virtuose, facesse la filosofia intender le virtù nella lor idea»(Scienza Nuova, Conclusione). Ma poiché nella filosofia la custodia della verità è affidata al libero giudizio della ragione, maggiore è la possibilità della caduta nell'errore e nello scetticismo, per cui «si diedero gli stolti dotti a caloniare la verità».

Questa possibilità di smarrimento significa che la ragione non è una facoltà pienamente indipendente e creatrice di verità.

Innanzitutto essa non può essere svincolata dal senso e dalla fantasia, a rischio di diventare vuota. E in questa prospettiva il fine della storia non è il semplice esplicarsi della ragione, ma l'armonia di senso, fantasia e ragione. Inoltre essa è subordinata alla verità divina come alla sua norma.

Per questi motivi la ragione deve essere solidale con il senso comune e con la tradizione in cui si manifesta l'opera provvidenziale: «La provvidenza ci si fa apertamente sentire in quelli tre sensi: uno di meraviglia, l'altro di venerazione ch'hanno tutti i dotti finor avuto della sapienza inarrivabile degli antichi, e 'l terzo dell'ardente desiderio onde fervettero di riceverla e di conseguirla » (Scienza Nuova, Conclusione). È questo il motivo più profondo per cui devono convergere filosofia e filologia, vero e certo. La storia non si può semplicemente dedurre dalla sola mente umana con una pura costruzione razionale, perché la stessa mente umana si rivela a se stessa solo attraverso l'opera provvidenziale, a cui dunque deve fare riferimento per conoscere la propria verità.

Se allora si può dire che la filosofia succede alla religione, ciò non significa che la annulli, ma al contrario che ad essa spetta il compito di custodirla: «Da tutto ciò che si è in quest'opera ragionato, è da finalmente conchiudersi che questa Scienza porta indivisibilmente seco lo studio della pietà, e che, se non siesi pio, non si può daddovero esser saggio» (Scienza Nuova, Conclusione).


FILOSOFI CONTEMPORANEI

Accettare la negazione niciana a causa del suo esito radicalmente nichilistico è IMPOSSIBILE, al punto che, giunge a togliere credibilità fondamento e dignità a Dio negandolo.

Nell’intero sviluppo di tale ontologia il fondamento (Dio) è stato ridotto a cosa o ente; per farne, appunto, un ente disponibile al gioco strumentale dei nostri calcoli umani.

Davanti a questo Dio dell’Onto-teo-logia non è possibile alcuna autentica esperienza di ascolto, poiché le orecchie sono troppo disturbate dal vano frastuono della chiacchiera teologica e filosofica.

Il Grund dell’onto-teologia scade ad idolo, diventa davvero un Dio morto ed idiota e rischia sempre di essere assunto come un assoluto terrestre (Pietro Prini, in “Storia dell’esistenzialismo”, edito da studium)

Alcuni filosofi manipolano e fraintendono il messaggio cristiano, ritenendolo una religione senza redenzione. Ritenendo che i discepoli hanno interpretato il messaggio di Cristo fino a snaturarlo.

Disperati, non comprendono il rapporto tra finito e infinito; sono convinti che non potrà mai darsi alcuna conciliazione tra l'Essere infinito di Dio e la finitezza della creatura; insomma, il rapporto tra finito e infinito non consente neanche un superamento di tipo hegeliano; il male del mondo non è in alcun modo redimibile: "nessuna redenzione, né in cielo, né in terra, né cristiana, né paranormale (in questo siamo d’accordo) possibile. La morte in croce del Cristo e il suo grido di abbandono sono il segno del suo fallimento, almeno del fallimento della sua pretesa divina.

Di conseguenza l’interpretazione della passione e morte del Figlio come sacrificio espiatorio è la più grande mistificazione compiuta dal cristianesimo.

Non si capisce, perché mai questi nostri filosofi si fermano solo al mistero del Venerdì Santo e dimenticano che c'è anche il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua.

Nel riferirsi ad Heidegger, pongono in evidenza, il fatto che nella storia della metafisica occidentale, il destino dell'Essere (Grund) è venuto a coincidere con il sottrarsi, l’indebolirsi dell’Essere; e tale “indebolimento” non è stato solamente il risultato dell'accresciuta consapevolezza dei limiti del pensiero, ma anzitutto il carattere costitutivo dell'Essere stesso; entra definitivamente in crisi il concetto di essere e l’uomo si trova gettato nel caos e nel nulla

Ma l’ascolto del Figlio, porta non ad un concetto distruttivo e negativo del silenzio. Il silenzio diviene l’inizio della vita divina nel credente, la "realtà prima". Nell'ascolto il credente, si manifesta come “realtà seconda”:

Il Figlio rinvia al Padre.

La Parola rimanda al Silenzio.

Il Rivelato rimanda al Dio nascosto ("Deus Absconditus"). Sottolinea giustamente Massimo Cacciari nel suo saggio dal titolo “Del Silenzio” (edito da Adelphi), che il termine "Re-velatio" non va inteso solo come manifestazione divina, ma al contrario come un "tornare a velarsi".

Dunque il silenzio è l'altra sponda, la profondità nascosta di ciò che si rivela, il sentiero che conduce alle insondabili profondità di Dio. Il Silenzio è il Padre da cui scaturisce eternamente la Parola che è il Figlio. A questo punto ci colleghiamo subito col nostro tema che, non lo si dimentichi, coincide col ritrarsi del fondamento; poiché il Padre è essenzialmente esuberanza di comunicazione nella delicatezza di un amore personale che non vuol fare imposizione alcuna.
LA LEGGE NATURALE

Sillogismo: “Chi non frena le passioni è pieno di brama, chi è pieno di brama non è mai sazio e non è mai sereno, chi è in questo stato è infelice e disgraziato, quindi chi non frena le passioni è un disgraziato!!!”

LA LEGGE NATURALE (liberamente tratto da J. Maritain, La Conquista della libertà, Antologia del pensiero etico politico, ed. La Scuola-Brescia). Ricordiamo le parole di S. Paolo in Rom. 2,14: "quando i Gentili che non hanno legge, fanno secondo natura le cose contenute nella legge, costoro, pur non avendo legge, sono legge a se stessi". Sofocle scrive di Antigone, che consapevole di trasgredire la legge umana, è colpita da questa, obbediva ad un comandamento migliore, la legge non scritta ed immutabile: “queste leggi non nate dall'arbitrio di oggi o di ieri, vivono sempre e per sempre, e nessuno sa da dove sono nate".


ELEMENTO ONTOLOGICO DELLA LEGGE NATURALE.

Tutti gli uomini hanno in comune la natura umana, ed avendo l'intelligenza agiscono comprendendo quello che fanno, con il potere di determinare le proprie scelte. Ma dal momento che l'uomo è dotato di intelligenza, egli stabilisce i suoi fini. L’uomo deve accordarsi con i fini richiesti dalla sua natura. Ogni genere di cose, di esseri, ha la sua legge naturale che consiste nella normalità del suo funzionamento. Questa naturalità è di rilevanza morale per l'uomo. Proprio la libertà o libero arbitrio implica e necessita di obblighi morali. Ogni uomo ha obblighi morali! La legge naturale per l'uomo è legge morale, perché l'uomo l'ubbidisce o disubbidisce liberamente. Il fine dell'uomo (come vedremo) è trascendente, per questo la legge naturale implica anche sensibilità, esigenze, aspettative di ordine superiore al bene immanente. La legge naturale è la formula ideale di sviluppo di un dato essere. Diciamo allora che, nel suo aspetto ontologico, la legge naturale è un ordine che si riferisce alle azioni umane, uno spartiacque tra ciò che conviene e ciò che non conviene, tra il proprio e l'improprio, che dipende dalla natura umana e dalle necessità immutabili che vi sono radicate. Il precetto non uccidere, come altri del decalogo, è un precetto di legge naturale. E' naturale, rispettare il proprio essere nei propri simili, in cui si riconosce un'appartenenza al proprio destino. L'uomo, in quanto uomo, ha diritto di vivere, perché anch'io sento di avere in me lo stesso diritto. Per riassumere, diciamo che la legge naturale è sia ontologica che ideale, ma è anche pratica e politica perché è l’unica che può costruire positivamente la società. E' ideale, perché si fonda sia sull'essenza umana che sulle necessità comuni e immutabili del genere umano. E' ontologica, perché struttura l'unico progetto possibile per l’uomo (che vuol essere o divenire veramente umano). Non solo le regole prime e fondamentali ma anche le più piccole regole dell'etica naturale significano conformità alla legge naturale, (cioè, gli obblighi naturali o i diritti di cui noi oggi non abbiamo idea alcuna e di cui gli uomini diverranno consapevoli in un lontano futuro). Un angelo che conoscesse l'essenza umana secondo le sue capacità soprannaturali (tu che ora mi leggi, sei forse quell'angelo bellissimo di purezza e semplicità, da saper individuare in te, tutte le esigenze della legge naturale e da potermele insegnare?) e tutte le situazioni dell'esistenza possibili per un uomo, potrebbe conoscere la legge naturale nell'infinità della sua estensione. Noi non lo possiamo, per quanto i teorici del secolo XVIII credettero di averla conosciuta. La legge conosciuta e sperimentata, in quanto misura della ragione è legittimazione degli atti umani. Gli uomini la riconoscono con minore o maggiore difficoltà, ed in gradi differenti, correndo il rischio di sbagliare qui come altrove. Il preambolo della legge naturale è: "fai il bene ed evita il male". La legge naturale è l'insieme delle cose da fare (e da non fare) in maniera necessaria. Che nella determinazione di queste cose sia possibile ogni sorta di errore e di aberrazione, che la nostra natura è ancora rozza, e che innumerevoli accidenti possono falsare il nostro giudizio, prova soltanto che la nostra visione è scarsa. L'errore, anche di un popolo, non è una prova contro la legge naturale, così come l'errore in una addizione non è la prova contro l'aritmetica. La conoscenza che l'uomo ne ha è andata aumentando a poco a poco che si andava sviluppando la sua coscienza morale. Questa conoscenza continuerà inesauribile finchè esisterà l'uomo. S.Tommaso d'Aquino dice che la ragione umana scopre le regole della legge naturale sotto la guida delle inclinazioni (positive o negative, comunque indimostrabili proprio perché istintive) della natura umana. Questa conoscenza si fa strada prima per esperienza che per concetti. Si capisce come la conoscenza della legge naturale è andata modellandosi continuamente secondo le inclinazioni della natura umana, partendo dalle più fondamentali. [La conoscenza degli aspetti primordiali e preistorici della legge naturale fu espressa dapprima in schemi di precetti e proibizioni sociali più che in giudizi personali; di modo che noi potremmo dire che questa conoscenza si è sviluppata sia nelle inclinazioni che nella società umana, conoscenza incorporata nella eredità più antica e più generale della comunità. In queste intelaiature o schemi dinamici antichi, possono intervenire molti contenuti diversi, per non parlare delle deviazioni pervertite che possono mescolarsi a quelle fondamentali, come alcune pratiche tribali]. E' così che nei tempi antichi e nell'età medioevale si diede più peso, nella legge naturale, agli obblighi dell'uomo che ai suoi diritti. La grande conquista del secolo XVIII fu di portare in piena luce i diritti dell'uomo come se richiesti anche dalla legge naturale. Legittima richiesta. Ma la grande conquista fu pagata dagli squilibri ideologici. L'attenzione si spostò, dagli obblighi dell'uomo, soltanto sui suoi diritti. Una visione verace e comprensiva avrebbe fatto attenzione sia agli obblighi che ai diritti impliciti nelle esigenze della legge naturale.


I DIRITTI DELLA PERSONA UMANA

La persona è parte della società politica in quanto cittadino, e tuttavia la trascende in ragione dei valori assoluti ai quali essa si riferisce. Mentre la società politica guarda al tempo, la persona deve proiettarsi in un destino superiore al tempo[L'abbiamo già notato: è per la improvvisa irruzione del monoteismo prima e del messaggio evangelico poi che codesta trascendente dignità della persona umana s'è resa manifesta e completa.]. Ma di quì la coscienza di questa dignità ha conquistato a poco a poco la sfera dell'ordine naturale stesso, penetrando e rinnovando la nostra coscienza della legge di natura e del diritto naturale. Quando gli apostoli rispondevano al sinedrio, che voleva impedir loro di predicare in nome di Gesù: "E' meglio per noi ubbidire a Dio che agli uomini", affermavano così la trascendenza della persona umana nello stesso ordine naturale. Già nell'ordine naturale la persona umana trascende lo Stato, in quanto l'uomo ha un destino superiore al tempo e mette in gioco energie finalizzate a tale destino. L'universo delle verità e degli ideali, di scienza, di saggezza, d'arte e di poesia, verso il quale tende l'intelligenza, deriva, per natura, da un dominio più elevato che quello della comunità politica. Il segreto dei cuori, l'universo delle leggi morali, il diritto della coscienza di ascoltare Dio e fare il suo cammino verso di lui, tutte queste cose, nell'ordine naturale come nell'ordine soprannaturale, non possono essere toccate dallo Stato nè cadere in suo potere. Senza dubbio lo Stato ha anche una funzione morale e non soltanto materiale; la legge, infatti ha una funzione pedagogica e tende a sviluppare le virtù morali, lo Stato ha il diritto di punirmi se, la mia coscienza essendo accecata commette un atto delittuoso. Ma in simile circostanza lo Stato non ha l'autorità di farmi correggere il giudizio della mia coscienza più di quanto non abbia il potere di legiferare sulle cose divine, ne di imporre alcuna credenza religiosa, qualsiasi essa sia. Lo Stato lo sa bene. Ed è per questo che, ogni volta che esso esce dai suoi limiti naturali per penetrare, in nome di rivendicazioni totalitarie, nel santuario della coscienza, si sforza di violare questa con mezzi mostruosi di avvelenamento psicologico, di menzogna organizzata e di terrore.
LA SCELTA DEL BENE

(liberamente tratto da: J. Maritain, La conquista della libertà, Antologia del pensiero etico politico, ed. La Scuola - Brescia, p.78)

L'intelletto pratico non ha a che fare soltanto con la creazione artistica, ma anche è prima di tutto con la vita morale dell'uomo. V'è in questo ordine un'altra strada verso Dio, che è compresa nell'esperienza morale e che potremmo chiamare la conoscenza morale di Dio. Non è possibile giustificare razionalmente concetti morali fondamentali quali: 1.- il concetto d'obbligo morale incondizionato; 2.- quello del diritto inalienabile; 3.- quello dell’intrinseca dignità della persona umana; senza risalire alla Ragione increata donde procedono l'uomo e il mondo e che è il concetto del Bene. La riflessione filosofica sulla vita e l'esperienza morale ha in tal modo le prove dell'esistenza di Dio. Quando il bambino si desta alla vita morale, il suo primo atto e di "deliberare di se stesso"; si tratta di scegliere la propria strada. Un bambino si astiene un giorno dal dire una bugia, se ne astiene in quel giorno non perché rischia di essere punito se la bugia viene scoperta o perché gli è proibito dire bugie, ma semplicemente perché è male; non sarebbe bene farlo. In quel momento il bene morale con tutto il mistero delle sue esigenze, gli si manifesta confusamente, in un lampo d'intelligenza. Qual'è il dinamismo segreto del primo atto di libertà? "L'anima in questa prima scelta morale si allontana da una azione cattiva perché è cattiva: l'intelligenza conosce perciò la distinzione del bene e del male e sa che bisogna fare il bene perché è bene, motivo che sorpassa l'ordine della convenienza". "Ma poichè il valore dell'atto morale è superiore a tutto ciò che è dato nell'esistenza empirica, (concerne ciò che deve essere), fare il bene per il bene implica necessariamente che vi sia un ordine ideale indeclinabile della giusta consonanza del nostro agire con la nostra essenza". Implica necessariamente un dato oggetto dell’atto morale. E poichè, il mio vero bene è al contempo il bene di tutti, questo è l'Unico Bene, tanto superiore e universale da trascende tutto l'ordine empirico. Questa legge manifesta l'esistenza di un Bene separato che trascende Egli stesso tutta l'esperienza empirica e sussiste di per se. "Queste implicazioni non sono aperte all'intelligenza del bambino; sono contenute nell'atto che decide per una cosa buona in ragione del bene morale, del bene onesto di cui egli ha l'idea esplicita, per quanto confusa"(Raison et Raisons, pp.135-137). Non è affatto necessario ch'egli pensi esplicitamente a Dio e al suo fine ultimo quando compie questo suo primo atto d'uomo. "Egli pensa a ciò che è bene e a ciò che è male. Ma al tempo stesso conosce e sperimenta Dio senza saperlo, perché in virtù del dinamismo interno di questa scelta del bene per il bene, egli vuole e ama il Bene oggettivo separato dal suo io, come fine ultimo della sua esistenza”.

---Opzione morale fondamentale per il Bene, che esige continuamente di offrire tutta la vita a servizio di questo bene. La vita umana diviene prigioniera del Bene e si dispone a fare di se un’offerta d’amore, un’espressione sacerdotale!---

In tal modo l'intelligenza ha di Dio una conoscenza vitale e non concettuale, con il moto di volontà verso questo bene, e al tempo stesso verso il Bene. In altri termini, la volontà andando istintivamente all’atto moralmente positivo, in concreto va oltre l'oggetto immediato della conoscenza e trascina con se tutto l’essere di persona all’incontro con Dio. La volontà con questo slancio puro, scelto perché buono, si trova proiettata fino a questo oltre (l'intelligenza si proietta in una luce di conoscenza senza concetto e senza possibilità concettuali esprimibili, luce unicamente disponibile attraverso la contemplazione). “La rettitudine è nell'ordine pratico la misura della verità dell'intelligenza.”(Raison et Raisons, pp.137-139). Anche se la ragione cosciente si trova nella ignoranza completa di Dio un uomo può in tal modo conoscere Dio, in maniera incosciente ma reale, pratica, esistenziale e volitiva. Ci troviamo in presenza di una conoscenza reale, ma che ha luogo nell'inconscio dello spirito, e che è tratta fuori dalla sua notte soltanto dalla considerazione del filosofo quando l'analizza negli altri. Ne consegue che chi crede di essere ateo; non può esserlo in realtà se ha scelto il Bene per se stesso, come orientamento fondamentale di tutta la sua vita. E' uno pseudo-ateo. Ciò che lui nega è in realtà solo un prodotto concettuale, egli in realtà non nega Dio che è l'oggetto autentico della ragione e al quale egli crede, senza saperlo, in fondo al suo cuore. Il pseudo-ateo, crede empiristicamente in Dio, così che egli è diviso in se stesso, perché sorgono evidenti ostacoli tra il pensiero cosciente e le elaborazioni incoscienti o esistenziali di Dio che egli porta in se nascoste e attive. Tale situazione è di per se anormale. Normalmente la conoscenza esistenziale di Dio legata al primo atto di libertà -quando è retto- richiede di passare naturalmente nella coscienza e vi fa la sua strada. Essa crea nell'anima disposizioni ed inclinazioni che aiutano la ragione a scoprire la verità che corrisponde loro. Egli così ha gli elementi non solo per conoscere Dio, ma anche per riconoscerlo, così nasce una relazione stabile e permanente, la più bella relazione di tenera amicizia creativa che si possa concepire. Se si tratta al contrario di un vero ateo, l'ateismo, che egli professa coscientemente è il rifiuto aprioristico di ogni trascendenza e quindi la negazione del Bene. Il vero ateo è l’uomo cattivo e disperatamente egoista. "Il bene morale, il dovere e la virtù divengono fatalmente ed egoisticamente una esigenza della propria perfezione presa per centro assoluto, un rito desolato della propria grandezza, una sottomissione totale di se all'arbitrio del divenire deificato (all’idolatria di se e delle sue idee), e perdono la loro vera natura" (Raison et Raisons, p.163). L’orgoglio diabolico della propria superiorità culturale o spirituale, per ergersi razzisticamente sugli altri uomini =super-io.


IL PROGRESSO INTERNO DELLA VITA UMANA

La libertà di ciascuno deve essere protetta, l'uomo deve lavorare per sottomettere a sé ogni forma di barbarie, la città deve essere forte e difendersi efficacemente contro le azioni dissolventi e contro i suoi nemici. Ma l'opera politica verso cui tutto questo deve tendere è il miglioramento delle condizioni della vita umana stessa e di procurare il bene comune della moltitudine in tal maniera che la persona concreta (non soltanto una categoria di privilegiati), acceda realmente alla misura d'indipendenza che conviene alla vita civile, e che volta a volta le garanzie economiche del lavoro e della proprietà, i diritti politici, le virtù civili e la cultura dello spirito assicurano. La possibilità dello sviluppo consiste prima di tutto nella fioritura della vita morale e razionale. Liberazione ed emancipazione permanente da ogni forma di schiavitù ed asservimento al male morale. Il progresso è possibile solo se la società conosce le esigenze di un ideale storico elevato, capace di sollevare tutte le energie di bontà e di progresso nascoste nelle profondità dell'uomo e oggi represse, negate o pervertite. Lottiamo insieme per l'instaurazione di una città fraterna in cui l'uomo sia liberato dalla miseria e dalla servitù. Vi è una speranza più grande che deve essere portata agli uomini, per il quale si può domandare agli uomini di lavorare, di combattere e di morire: la verità dell'immagine di Dio in noi, la libertà e la fraternità universale. Se la nostra società agonizza è perché non osa abbastanza, perché agli uomini non abbastanza propone. Una nuova civiltà vivrà a condizione di sperare, di volere e di amare veramente ed eroicamente la verità, la libertà e la fraternità. CONCLUSIONE: La sana società umana è fondata sulla moralità intrinseca del bene comune e della vita politica. Ispirazione personalistica e comunitaria dell’organizzazione sociale, legame organico della società civile con la religione (senza costrizione religiosa né clericalismo). Il diritto e la giustizia, l'amicizia civica e l'uguaglianza che essa comporta, come principi essenziali della società. Opera comune ispirata dall'ideale di libertà e di fraternità tendente come a suo limite superiore alla instaurazione di una città fraterna in cui l'essere umano sia liberato dalla servitù e dalla miseria. Questa realtà politica è negata o misconosciuta, sia dall'antico individualismo borghese, sia dai totalitarismi massificanti di oggi. E' qualcosa di nuovo che gli uomini dovranno costruire dopo questa guerra, in mezzo alle rovine, se l'intelligenza, la buona volontà e le energie creatrici prevalgono in essi. (Maritain, Cristianesimo e democrazia Ed. di Comunità - Milano 1950)


ANIMALITÀ E PERSONALITÀ

L'uomo è un animale dotato di ragione, ma è immensa la parte di animalità in tale rapporto. La parte dell'immorale è più grande ancora nella vita sociale e politica che nella vita individuale. Ne consegue che un lavoro di educazione, che sottomette l'irrazionale alla ragione e sviluppa le virtù morali non è facile. Purtroppo c'è chi conta, per raggiungere i propri fini sulla potenza del male e della corruzione. Questo è fare la rovina degli uomini e mettersi al servizio del male. Noi emergiamo ancor poco dall'animalità e così grande è in noi la parte della malvagità e della perversione. Le condizioni storiche e lo stadio ancora inferiore dello sviluppo dell'umanità rendono difficile alla vita sociale di comprendere pienamente il suo fine. Ma la filosofia politica che si fonda sulla realtà deve lottare volta a volta contro due errori opposti: da una parte uno pseudo idealismo ottimistico, che va da Rousseau a Lenin, e che alimenta gli uomini di false speranze, pretendendo stimolare, snaturando l'emancipazione alla quale essi aspirano, d'altra parte uno pseudo-realismo pessimistico che va da Machiavelli a Hitler, e che piega l'uomo sotto la violenza, non ritenendo di lui che la animalità che lo rende schiavo. (Maritain, Cristianesimo e democrazia Ed. di Comunità - Milano 1950)


IL DIRITTO NATURALE

L'idea di diritto naturale è un'eredità del pensiero cristiano e del pensiero classico. Non risale alla filosofia del XVIII secolo, che l'ha più o meno deformata, ma a Grotius e prima che a lui a Suarez e a Francesco de Vitoria; e più oltre a S. Tomaso d'Aquino; e più oltre a Sant'Agostino e ai Padri della Chiesa, e a S. Paolo; e più oltre ancora a Cicerone, agli Stoici, ai grandi moralisti dell'antichità e ai suoi grandi poeti, a Sofocle in particolare (Antigone è l'antica eroina del diritto naturale, che gli antichi chiamavano la legge non scritta). L'uomo è dotato di intelligenza e con essa determina a se stesso i propri fini. In virtù della natura umana, uguale a tutti, vi è una disposizione comune che si ha l'obbligo di cercare e di attuare, questa legge scritta nei cuori, secondo la quale la volontà umana deve agire per realizzarsi. La legge naturale non è altro che questo. I grandi filosofi dell'antichità sapevano, i pensatori monoteisti sanno ancor oggi, che la natura deriva da Dio e che la legge non scritta deriva dalla legge eterna che è la saggezza creatrice stessa. Conoscendo il principio reale di questa legge, la credenza in questa legge è più ferma e più irremovibile presso coloro che credono in Dio, che presso gli altri. La legge e la conoscenza della legge sono due cose differenti. La legge è scritta nel cuore dell'uomo, ma in tali profondità da essere facilmente nascosta. Gli uomini la conoscono più o meno difficilmente e a gradi diversi, e qui come altrove rischiano di commettere errori. La sola legge pratica in comune è la legge morale fondamentale: "fai il bene ed evita il male". Ma solo quando il Vangelo sarà penetrato fino al fondo della sostanza umana, solo allora il diritto naturale apparirà in tutto il suo splendore. [La nostra persona in qualità di Presidente dell'Associazione Giustizia e Verità può divenire luogo di confronto riguardo alle esigenze della Legge Naturale]. Il fine per il quale la famiglia esiste è di crescere delle persone umane e di prepararle a compiere il loro destino totale. E se lo Stato ha una funzione educativa, se l'educazione non è fuori della sua sfera, è per aiutare la famiglia a compiere la sua missione e per completarla, mai di sostituirsi ad essa per cancellare nel bambino la sua vocazione di persona umana e per sostituirla con quella di strumento vivente e di materia dello Stato. In definitiva, i diritti fondamentali come: 1.-il diritto all'esistenza ed alla vita, 2.-il diritto alla libertà personale o il diritto di condurre la propria vita come padroni di se stessi e dei propri atti, 3.-il diritto a perseguire la perfezione della vita umana morale e razionale, 4.-il diritto a perseguire il bene eterno (senza del quale non vi è vera felicità), 5.-il diritto all'integrità corporale, 6.- il diritto alla proprietà privata, 7.-il diritto di sposare secondo libera scelta, 8.-il diritto di associazione, 9.-il rispetto in ciascuno della dignità umana, sia che egli rappresenti o non rappresenti un valore economico per la società. Tutti questi diritti e valori assoluti sono radicati nella persona, che ha un destino superiore al tempo. Il regime totalitario di un solo partito è la peggior forma del regime dei partiti. Ciò che è richiesto ad una democrazia non è abolire i partiti politici, ma regolare la costituzione dello Stato (delle assemblee legislative e degli organi di governo) in modo tale che questi, pur essendo sottomessi al controllo delle assemblee, siano nei problemi più importanti, sottratti al dominio dei partiti. Ma progresso nell'organizzazione e progresso nella coscienza sono due progressi simultanei per questo non deve essere concesso il massimo delle libertà democratiche la dove non vi è la maturità per viverle, la dove esse saranno un deterrente per l'anarchia e per la criminalità. La tentazione che viene dalle antiche concezioni socialistiche è quella di accordare il primato alla tecnica economica e nello stesso tempo di tendere a rimettere tutto all'autorità dello Stato, amministratore del benessere di tutti con la sua meccanica scientifica e burocratica; il che, si voglia o no, conduce verso un totalitarismo a base tecnocratica. Contro lo stato corporativistico, paternalistico opponiamo la libertà delle associazioni che sono di rango istituzionalmente inferiore allo Stato, ma devono essere considerati come un dato insostituibile del passaggio ad un regime autenticamente umanistico, lo stato porrà ogni cura nel tutelare le associazioni di cittadini. L'idea di uno Stato economico è una mostruosità. La vita e l'organizzazione politica della Stato concernono la vita comune delle persone umane e la loro direzione verso un'opera comune (la quale suppone la forza, la pace e l'armonia del corpo sociale): questo deve tendere, come al suo ideale supremo, alla conquista della libertà e alla fraternità. Esse sono di un ordine superiore alla vita e alla organizzazione dei gruppi economici. Il progresso contrastato dell'umanità va nel senso della emancipazione umana (non soltanto nell'ordine politico, ma anche nell'ordine spirituale), in maniera che le diverse forme di servitù, per le quali un uomo è al servizio di un'altro uomo, siano a poco a poco abolite a misura che la storia umana si avvicina al suo termine. Il che suppone non soltanto il passaggio a stati di organizzazione migliore, ma anche il passaggio a una coscienza migliore della dignità della persona umana in ciascuno di noi e del primato dell'amore fraterno fra tutti i valori della nostra vita. Così avanziamo verso la conquista della libertà e di tutte le libertà: spirituali, politiche, sociali ed operaie. E si può sperare di veder uscire dalle rovine una ricostruzione, avendo fiducia nel popolo, in quel popolo che da completamente il suo lavoro e la sua pena e quando è necessario il suo sangue. Nella comunione con il popolo sta l'ultima fortuna della cività. (liberamente sintetizzato da: Maritain, CRISTIANESIMO E DEMOCRAZIA , ed. di comunita'-1950- Milano)


AZIONE E CONTEMPLAZIONE

(JACQUES MARITAIN ed.. Borla)

Abbiamo urgentemente bisogno di un'azione che nasca dalla contemplazione, e questa è dono di Grazia. Ecco il mondo chiede dei santi, cioè uomini puri nei loro pensieri, nelle loro azioni trasparenti. Se i credenti non gli danno ciò che comanda, tanto peggio per essi e per tutti; egli si vendicherà su di loro, e cercherà la sua consolazione presso il diavolo. Comunque come dicono S. Paolo, Maometto ed altri uomini di Dio: noi abbiamo ricevuto la missione di combattere per la verità. Qual'è l'origine del disordine moderno? La naturalizzazione del cristianesimo! Rousseau ha snaturato il Vangelo strappandolo all'ordine soprannaturale, trasportando alcuni aspetti fondamentali del cristianesimo sul piano della semplice natura. Una cosa assolutamente essenziale per la fede è la soprannaturalità della Grazia. Togliete questa soprannaturalità e la fede si corrompe. Godimento inverosimile per tutti i filosofi da strapazzo. Ecco perché si trovano ovunque, nel mondo moderno, analogie depravate della mistica cattolica e brani di cristianesimo laicizzato. Dal falso dogma della bontà naturale, Rousseau non è il primo che ne abbia cavato pazzie. Duemila anni fa, nel 213 a.C., l'imperatore Tsin-Sceu-Hoang-ti diede ordine di bruciare tutti i libri e fece crudelmente suppliziare i letterati che tentarono di opporsi a quella distruzione; egli aveva letto, stando a certi commentatori, in Confucio e in Mencio quella veneranda verità che all'origine l'uomo era buono, e ne aveva dedotto, da despota evoluto alla Rousseau, che le lettere e la civiltà sono causa della corruzione del popolo. Ma Rousseau aveva dietro di se tutta la sapienza cristiana, e la caduta è stata di conseguenza tanto più rovinosa e pesante. Eliminato il riferimento trascendente la natura è buona e va assecondata in tutti i suoi istinti, perché: 1- non ci sono in noi fomiti di concupiscenza e inclinazioni guaste che ci piegano al male; 2- l'uguaglianza diviene il pretesto per disprezzare le gerarchie naturali e razionali. 3- La rivoluzione diviene un mito accecante, quando si presume dall'intervento rivoluzionario i risultati ottenibili solo per Grazia. Così si sono attuate immani carneficine e dittature orribili come quelle di stampo marxista. Cosa dire poi della legge dell'amore? Esso viene ridotto al rango più sciocco e più vile, un vago umanitarismo.


UN GRANDE RITORNO VERSO LO SPIRITO

Osserviamo l'atteggiamento delle filosofie politiche moderne nei riguardi del cristianesimo. L'individualismo borghese è delle tre, il più religioso e il più pericoloso. Praticamente ateo e decorativamente cristiano, non rivolgeva una sfida alla religione, ma la credeva inventata dai preti e progressivamente spodestata dalla ragione e si serviva di essa come una forza di polizia che facesse da guardia alla proprietà privata nei confronti degli sfruttati e oppressi o comunque come una banca dove -dopo tutto- mentre si arricchiva in questo mondo, poteva assicurarsi ad ogni buon fine contro i rischi inconoscibili dell'al di là. Gli Stati totalitari (la loro ideologia non è scomparsa con loro), eredi del vecchio antagonismo dell'Impero pagano contro il Vangelo, hanno perseguito spudoratamente la divinizzazione del potere politico (“il potere logora chi non lo ha ”) trasformato in potenza che asservisce, inebria, succhia e stritola. Il comunismo, che si situa nella linea storica del razionalismo moderno, dell'umanesimo antropocentrico e delle aspirazioni democratiche passate sotto l'obbedienza immanentistica (e in lotta ideologica con le proprie fonti cristiane), deve in realtà essere considerato come un'eresia cristiana. Esso è universalista come la Chiesa. Sono energie d'origine cristiana interamente laicizzate ch'esso mette in opera nei suoi militanti. La trasformazione dell'uomo, che il cristianesimo domanda alla grazia interiore, in funzione anche della vita eterna, il comunismo la domanda alla rivoluzione collettiva, che rinnova la storia e la società per la sola vita di questo mondo. Il suo ateismo è un risentimento morale e religioso contro la trascendenza divina. E' proprio dall'interno della civiltà cristiana, che il comunismo conduce la propria battaglia; ed essa vuol essere più un processo di sostituzione o di soppiantamento che d’aggressione, come se, nel giudizio segreto che il comunismo da di se stesso, i soli veri cristiani -per la terra e liberati dal Dio trascendente- fossero i comunisti. Donde consegue che comunisti e cristiani hanno cattiva coscienza gli uni verso gli altri. Anche quando tendono sinceramente la mano ai cattolici, i comunisti sentono oscuramente che la loro vocazione e di soppiantarli. Le concezioni del mondo e della vita che non riconoscono l'elemento spirituale, l'elemento eterno nell'uomo, sono incapaci di evitare l'errore nella costruzione di una società veramente umana, perché sono incapaci di riconoscere tutti i diritti della persona e proprio per questo di comprendere la natura stessa della società. Tutti gli uomini del mondo devono sentirsi impegnati nella costruzione di un progetto spirituale e al contempo politico per il compimento della vita personale, come espressione di tutte le potenzialità intrinseche, che completano il processo di umanizzazione. Quello che vi è di più profondo nella persona, la sua vocazione sovra temporale, a questo la società e la sua opera devono essere indirettamente subordinate, cosa che presuppone una trasformazione radicale ed un grande ritorno verso lo spirito. Gli uomini d'oggi hanno bisogno di segni: vedere concretizzato un nuovo stile di santità, perché ogni rinnovamento sociale è opera di santità.


UNA STRADA CHE PORTA GLI UOMINI A DIO

La strada dell'esempio e della testimonianza quotidiana non eclatante. Leggendo il percorso spirituale di uomini illuminati, grandi taumaturghi, ovvero di uomini dotati di possibilità concesse solo agli angeli (creature non divine ma ontologicamente a noi superiori sul piano della creazione). Mi sono spesso guardato dentro, intuendo a volte tali possibilità inespresse. Questo portava a colpevolizzarmi, perché in fondo poteva dimostrare la mancata coerenza della mia adesione alla volontà di Dio. Ma mi sbagliavo solo in parte, i carismi straordinari sono concessi ad uomini designati, non necessariamente in funzione della loro santità, ma per lo svolgimento di missioni straordinarie, sempre e comunque per essere "a servizio" di necessità spirituali. Quindi, solo nella logica divina, si realizzano queste possibilità soprannaturali di potenza. Il predestinato non si percepisce privilegiato, tutt'altro, sarebbe ben lieto se dipendesse da lui, di starne fuori. Certo Dio non forza mai la libertà delle sue creature, che si assoggettano a questa condizione insolita solo per il fine di salvare anime. Questi uomini sono umili, poveri, disinteressati, benevoli e misericordiosi, tutti nell'avvicinarli si sentono a proprio agio. Così non è certo per chi gestisce in proprio "un potere" ottenuto dalle tenebre. Ora Jacques, torniamo sul tuo libro, dici che la nostra ordinaria vita morale è tanto fragile, a motivo dei condizionamenti del nostro ambiente, come del regno sotterraneo, tenebroso e nascosto del nostro carattere incosciente(inconscio). Lacerati e a volte disperati dal nostro dramma ci rivolgiamo spontaneamente a quegli uomini che Bergson chiamava gli "eroi" della vita spirituale. Più conosciamo la santità dei santi, e la vita morale di coloro che hanno corso l'avventura di dare tutto per entrare in ciò che essi descrivono come l'unione divina e l'esperienza delle cose di Dio, più sentiamo che la verità sola può dare tali frutti e che la certezza e la concretezza che sostiene tutto in questi uomini non può mentire. Un atto, il minimo atto di vera bontà, è, per dire il vero, la migliore prova dell'esistenza di Dio. Ma la nostra intelligenza è troppo ingombra di nozioni, di sovrastrutture egoistiche, per vederlo; allora noi lo crediamo sulla testimonianza di coloro nei quali la vera bontà risplende inequivocabile. Anche questa è una prova dell'esistenza di Dio, prova basata sulla testimonianza che può nascere solo nell’ambito del rapporto con Dio. Rimane indispensabile una qualche forma di esperienza personale della Sua presenza, che si rivela in fondo all'anima, di quello stesso Dio di cui noi sentiamo parlare dai suoi amici. Questa intuizione e percezione personali, aprono la strada ad un rapporto reale che se avviene sul piano dello spirito non manca di manifestare subito i suoi frutti materialmente. Questa è la logica e la razionalità della fede, che operando una sintesi, si volge affascinata al bene più grande e compie la sua opzione fondamentale, vero matrimonio dell'uomo con Dio, vero gaudio e gioia e pace e dolcezza intima ed esterna dei sensi. L'uomo ha finalmente trovato se stesso è giunto alla sua casa.


UMANESIMO INTEGRALE

Non è intellettivamente onesto chi nega l'esistenza di Dio, come non lo è chi nega la storicità inconfutabile di un illustre personaggio. In questo secolo di confusione nazionale e mondiale, desideriamo rivolgerLe un pressante appello. Siamo convinti che la radice profonda dei mali che affligge l’umanità, nasca da un processo di dissoluzione morale. E’ finita l’epoca del compromesso. Crediamo che la politica vada intesa come servizio al bene comune e che non vi sia altro bene che l’ordine naturale dei valori trascendenti (Giustizia, Verità, ecc.). La persona umana va tutelata dal concepimento fino alla morte, va tutelata la famiglia cellula primaria della società. Operiamo sul piano politico e legislativo per una autentica rinascita spirituale e morale di tutta l’umanità, al di là delle etichette e degli interessi di parte, lottiamo sotto la bandiera comune dei valori eterni e trascendenti, comune patrimonio dell’umanità. Tanti problemi finora irrisolti troveranno soluzione. Accendiamo nel mondo una nuova luce di speranza e di vittoria, squarciamo il buio presente.


ANTROPOLOGIA

(J. Maritain, La conquista della libertà, Antologia del pensiero etico politico, ed. La Scuola - Brescia)

L'umanesimo integrale significa in primo luogo il riconoscimento che l'uomo è un'essenza mista, interamente animale ed interamente spirituale. Contro il dualismo cartesiano che separa l'anima dal corpo, il realismo di Maritain sottolinea l'unità strutturale della realtà umana, condizionata dal suo corpo ma intrinsecamente libera nella sua spiritualità (Cfr. Tre riformatori: Lutero, Cartesio, Rousseau, tr. it., Brescia, Morcelliana, 1967). "L'uomo è una persona che si tiene in mano per mezzo della sua intelligenza e della sua volontà. Egli non esiste soltanto come un essere fisico; c'è in lui un'esistenza più nobile e più ricca: la sovraesistenza spirituale propria della conoscenza e dell'amore". Ma "quest'uomo è anche, in un altro senso, un individuo materiale, un frammento di una specie, una particella dell'universo fisico, un solo punto nell'immensa trama delle forze e delle influenze d'ordine cosmico, etnico, storico..., alle cui leggi egli è sottomesso" (L'educazione al bivio, tr. it., Brescia, La Scuola 1975, pp. 20 e 22). Maritain distingue nell'uomo, senza separarle, l'individualità materiale e la personalità spirituale, come due punti di vista per considerare l'unità dell'uomo che è "persona" anche nella sua carne, come è "individuo" anche nella sua anima, ed è quindi oggetto delle conoscenze scientifiche, filosofiche e spirituali. Ma l'unità dell'uomo è un'unità gerarchica, perché è lo spirito che anima ed unifica la carne, per cui bisogna affermare il primato dello spirituale, ed il diritto alla vita su tutti i condizionamenti fisio-psichici e socio-ambientali. L'uomo ha dei diritti in quanto è concepito, non in quanto gli altri glieli riconoscono; è un soggetto di diritto, un protagonista del suo divenire, una persona che si fa personalità. Il bene è dovuto a me perché io sono un "io". Per poter disporre dei suoi propri fini e rivelarsi capace di autodeterminazione, il mio io deve essere un microcosmo che mi appartiene, di cui io sono il padrone (affinché la mia libertà non cavalchi il determinismo dei miei istinti e del mio inconscio)"(Neuf lecons sur les notions premieres de la philosophie morale, Paris. Téqui, 1951, p.164). L'uomo, come personalità, è superiore alla natura fisica, e uguale in dignità a tutti gli uomini nella comunità sociale, è inferiore a Dio, ma in questa relazione (conscia o inconscia) amorosa si realizza pienamente la sua personalità. Si trova, quindi, al centro di numerose relazioni, "condizionato" dal basso ad opera della natura istintiva, delle condizioni sociali e del divenire storico, "influenzato" dall'alto ad opera dell'educazione, della cultura, della poesia, della religione. L'uomo non è quindi una parte della natura e della società, ma è un tutto che supera la natura, entra in un rapporto dinamico di interrelazione nella società e si apre a Dio; per questo motivo non può essere considerato un mezzo per lo sviluppo industriale o per il miglioramento sociale, perché è un "fine" in se steso. L'uomo nasce "sociabile" e diventa "sociale" tramite l'educazione; la socialità gli è connaturata, è un "animale politico", anzi una persona sociale che entra in società non solo per bisogno, come gli animali, ma anche per generosità e dedizione, con l'unico scopo di arricchire la società. Vi sono due movimenti nella storia, uno orizzontale, verso un costume democratico all'interno e all'esterno della vita di tutti i popoli, ed uno verticale verso la salvezza personale nella beatitudine eterna, verso la realizzazione trascendente. Tra i due processi di liberazione vi è una naturale correlazione, perché l'uomo non raggiunge la propria salvezza personale se non impegnandosi nella comunità per la liberazione di tutto l'uomo. L'umanesimo integrale consiste proprio nella perfetta relazione tra trascendenza e immanenza, tra fede e scienza, tra religione e politica, tra umanesimo e cristianesimo, tra cristianesimo e tutte le religioni. Le aspirazioni connaturali sono proprie dell'uomo in quanto uomo; le aspirazioni trasnaturali sono proprie della persona in quanto persona e si realizzano solo in Dio, in cui la persona trova la più compiuta espressione. L'umanesimo liberal-borghese e l'umanesimo social-marxista non possono soddisfare le aspirazioni dell'uomo, perché si fermano alla natura e alla società, la liberazione dal bisogno e dall'oppressione non bastano, l'uomo ha bisogno di una liberazione morale e di una redenzione religiosa per liberarsi dalla "pena di vivere", dalla miseria esistenziale, dall’assurdo della sofferenza e della morte. La condizione umana è quella che è, propria di una creatura, fatta ad immagine di Dio, ma decaduta dal suo ruolo, ferita nel suo essere, ed in condizione di pena; rifiutare questa condizione è impossibile, si è liberi "in" questa condizione e non "da" questa condizione; accettarla semplicemente non basta, perché è umanamente inspiegabile, bisogna superarla in un umanesimo eroico che solo la fede può alimentare e sostenere con il realismo di personalità perfettamente compiute: i santi.

E' questo l'esistenzialismo di S. Tommaso, che riconosce l'esistenza senza negare l'essenza, che attribuisce alla persona una dignità assoluta, ma insieme sottolinea i suoi limiti, e la pone in un rapporto di redenzione con l'Assoluto, senza disperazione e senza presunzione. La perfezione non è nel successo o nel possesso, ma nell'amore, che accetta di esistere in un rapporto di servizio verso gli altri e di riconoscenza verso Dio, che soffre e lotta con l'umanità per liberarla dal male.


L'EDUCAZIONE DELLA PERSONA

(Meridiani dell'Educazione - Collana di Pedagogia straniera contemporanea diretta da Aldo Agazzi- JACQUES MARITAIN - LA SCUOLA EDITRICE - 1962)

Un messaggio educativo illuminato ed ispirato dalla visione cristiana della vita, che è tale anche in chi non si riconosce cristiano, ma questa pedagogia non può se non dirsi cristiana per la concezione della dignità umana che l'anima. In un proposito di concorrere ad una riunificazione organica dei veri valori che costituiscono la dignità umana universale. La visione filosofica del neo tomismo, riportata alle esigenze di una società democratica. (J.Maritain, Pour une philosophie de l'educatio, A. Fayard, Paris, 1959, pagg. 252.) Maritain afferma la necessità di una fondazione filosofica della pedagogia, circa il fine dello sviluppo umano e della educazione. Ora i mezzi della sociologia e della psicologia sono validi solo se vengono riferiti al fine della vita umana. Ora accettare un atteggiamento ateleologico significa negare lo stesso concetto dell'educazione, che implica uno sviluppo finalizzato. L'educazione non è fine a se stessa, ma ha come fine l'uomo. Maritain rifiuta ogni fenomenismo ed afferma che non si conosce per conoscere indefinitivamente, né si vuole per volere incessantemente, ma si conosce per possedere il vero e si vuole per raggiungere il bene, cioè l'essere. Per questo non esiste una pedagogia asettica ma essa deve dipendere dalla filosofia. La pedagogia segue i flussi ed i riflussi delle correnti filosofiche; infatti essa non è una scienza autonoma, ma dipende dalla filosofia. Così ogni pedagogia che escluda la metafisica è una pedagogia della morte. "Certo la psicologia è uno degli aspetti fondamentali della pedagogia; tuttavia la conoscenza del soggetto non è che il presupposto della scienza dell'educazione: è chiaro che l'adulto deve adattarsi al fanciullo, ma l'educazione propriamente detta non comincia che quando il fanciullo si adegua all'educatore, alla cultura, alla verità, al sistema di valori che egli ha la missione di trasmettergli. L'esperienza pratica è indispensabile, ma essa stessa non si giustifica che in relazione ai principi che la dirigono. Metodi, programmi, organizzazione, tecniche educative, tutto questo è senza dubbio importante ma resta secondario. Ciò che viene in primo piano è la verità di cui è testimone l'educatore, il tipo ideale di vita che domina la sua intelligenza e la sua personalità. Ciò non significa forse che per sua natura la pedagogia è funzione della filosofia, della metafisica? Non vi è pedagogia neutra". Ogni pedagogista adora un Dio: Spencer la natura, Durkheim e Dewey la società, Wundt la cultura, Emerson l'individuo. Oppure tutto si riduce ad adattarsi al fanciullo, a lasciar fare in ogni cosa la natura, ovvero negare la pedagogia. Di fatto le grandi battaglie pedagogiche si combattono oggi fuori delle frontiere propriamente pedagogiche: sul terreno della filosofia. Solo agganciandosi alla filosofia, la pedagogia potrà acquistare il suo carattere di scienza autentica, di cui il positivismo offre solo una derisoria contraffazione". Ma una autentica pedagogia tiene conto della realtà del soggetto educato e della sua destinazione soprannaturale. L'uomo buono per natura, come afferma Rousseau, non è mai esistito, l'uomo concreto si trova o in grazia o in disgrazia in rapporto a Dio. Tuttavia una educazione che non finalizzasse ai Valori Eterni, non completerebbe l'uomo che è chiamato ad andare oltre la civiltà e la storia, è destinato ad andare verso Dio. Così solo la religione monoteista può essere propositiva di vera pedagogia. Pur nella distinzione tra religione e cultura, tra natura e grazia, tra ragione e fede, distinzione ma non opposizione o dissociazione tra vita religiosa e vita civile, conseguenti al naturalismo ed al laicismo, che hanno minato alla radice la nostra società. L'umanesimo integrale esige un'educazione integrale, che sappia rispettare la globalità dello sviluppo umano nei suoi diversi fattori biologici, psicologici e spirituali e soprannaturali nell'unità del processo educativo. Unità che esige il rispetto e la autonomia di ogni livello. Solo la persona può educare la persona, e l'educazione è un incontro personale, sullo sfondo culturale dell'ambientazione storica. "Desidererei che ci fossero delle giornate di studio in cui gli studenti in filosofia ed in teologia potessero incontrare i rappresentanti delle più diverse scuole di pensiero, scienziati, artisti, missionari, sindacalisti, imprenditori..." Il personalismo pedagogico non solo rivaluta la funzione e il valore dell'educatore, quanto sottolinea la persona dell'educando, concedendole il diritto di iniziativa e di organizzazione. "Gli studenti dovrebbero costituire dei gruppi di studio autonomi per la ricerca ed il lavoro, e delle squadre di disciplina spontanea, per la disciplina morale e politica della vita scolastica. In questi gruppi gli studenti potrebbero esercitare le virtù civiche e sociali, in primo luogo l'amore del prossimo, cosicché la scuola, nella sua struttura tradizionale non può educare il comportamento morale e sociale, sarebbe in grado di provvedere a quelle virtù etiche e civiche, che sarebbe compito specifico della famiglia e della società, ma per la quale la famiglia è spesso impreparata ed ha sempre meno tempo a disposizione, e della quale purtroppo, la società degli adulti, tutta presa alla ricerca dell'utile non si interessa." Per Maritain il gruppo è fondamentale, perché rappresenta la mediazione tra l'individuo e la grande società, nel gruppo è possibile una educazione sociale e democratica, lontana dagli equivoci dell'individualismo e del collettivismo, ma tutto finalizzato alla pienezza esuberante della personalità individuale. "Una educazione orientata verso la sapienza, centrata sulle umanità, mirante a sviluppare negli spiriti la capacità di pensare con rettitudine e di godere della verità e della bellezza, è un'educazione alla libertà, un'educazione liberale, propriamente umana ed umanistica." Così tutti gli istituti scolastici devono offrire una educazione liberale di base. "Studio più intuitivo e concreto, liberato da ogni fardello di pseudo-scienza. Ma che cosa rispondere alla difficoltà principale, ossia al fatto che, per un gran numero di ragazzi e ragazze, la vita intellettuale, le arti liberali e gli studi classici non sono che oggetto di noia, e che, in conseguenza, l'educazione liberale, in proporzione della sua estensione ad un numero sempre maggiore di giovani, sembra destinata a degenerare? Sono lontano dal credere che tutti i ragazzi e tutte le ragazze in questione siano da catalogare tra gli incapaci... Una chiara massima in questo campo è, come dice Mortimer Adler, che "la migliore educazione per la persona più dotata è, sotto forme equivalenti, la migliore educazione per tutti". Dobbiamo però stare molto attenti a non considerare l'attività intellettuale come la migliore possibile, perché allora faremmo caste di uomini più importanti. "Contro un tale pregiudizio consideriamo S. Paolo che si è guadagnato la vita come tessitore di tende, senza parlare di Gesù stesso che era falegname". E' interessante rilevare come questo principio di una educazione liberale per tutti sia una conseguenza della concezione cristiana della vita che vuole in tutti rispettata la dignità spirituale e la fondamentale uguaglianza di fronte a Dio. Lo studente non deve essere un contenitore capiente di informazioni, ma deve avere una conoscenza universale che gli apra il gusto della verità e della bellezza". "In altre parole, l'educazione popolare deve diventare liberale, e l'educazione liberale deve diventare popolare." Maritain critica l'agnosticismo dello stato liberale: "società senza idea di se stessa e senza fede in se stessa, disarmata nell'ordine intellettuale come nell'ordine politico davanti a coloro che vorrebbero usare della libertà per distruggere la libertà". Lo Stato ha il dovere di insegnare ai cittadini le regole di vita, concordemente accettate dalla società stessa. Le motivazioni di queste scelte riguardano la coscienza personale e non lo Stato. A ciascun gruppo religioso o spirituale presente nelle società, quel comune codice di regole pratiche debbono essere insegnati da appartenenti al gruppo stesso. Anche se il principio della libertà nell'educazione ha una limitazione: non si può insegnare l'errore, non si può educare al male. L'educando ha diritto alla verità ed al bene. La libertà non consiste nell'ignoranza e nemmeno nell'indeterminatezza, quando piuttosto alla cosciente e deliberata adesione alla verità oggettiva. Il libero arbitrio in pedagogia non può in alcun modo essere disponibile nei confronti del male o dell'errore. D'altronde l'educando non potrebbe essere libero di scegliere il proprio destino se non fosse messo di fronte alla verità. L'educando è libero di scegliere o di rifiutare la propria fede religiosa, solo se ha ricevuto una fede religiosa, perché in pedagogia non si può rifiutare ciò che non si conosce. Così proprio una scuola agnostica o neutra, come vorrebbero i laicisti, violerebbe il principio della libertà, perché non porrebbe l'educando in condizione di fare la sua scelta. "L'idea tomista dell'uomo coincide con quella greca, giudea e cristiana: è quella di un uomo come animale dotato di ragione, la cui suprema dignità consiste nell'intelligenza; di un uomo come libero individuo in relazione personale con Dio, la cui suprema rettitudine consiste nell'ubbidire volontariamente alla legge di Dio; di un uomo come creatura peccatrice e ferita, chiamata alla vita divina e alla liberazione apportata dalla grazia, la cui suprema perfezione consiste nell'amore". E' chiaro il personalismo dell'educazione, contro la tesi naturalistica che vuol ridurre l'educazione protesa a soddisfare utilitaristicamente i propri bisogni ed interessi, a discapito della ricerca del bene, e contro le tesi socialiste, che trasformano l'uomo ad "allevamento di un animale per l'utilità dello Stato". Questo spirito immanentistico nega il valore della persona umana, perché ne nega la sua trascendenza, rinchiudendo l'uomo nel circolo mortale di una esistenza fenomenologica. L'inarrestabile crisi contemporanea è la conseguenza del progressivo laicizzarsi della cultura fino all'ateismo, che promette un illusorio paradiso terreno. La società contemporanea è il frutto della dissoluzione della cultura e della civiltà cristiana medioevale. Il personalismo pedagogico e l'umanesimo integrale rappresentano il ritorno alla Trascendenza, ai Valori Eterni ed Assoluti, rifondano il senso di Dio e il rispetto della persona umana. Non si negano le esigenze di attivismo, non si rifiutano i contributi scientifici, ma si incarnano in una visione spirituale dell'uomo e della storia. (J. Maritain, Pour une philosophie de l'éducation, A. Faayard, Paris, 1959 pagg. 252)


L'INTEGRITÀ DELLA RAGIONE NATURALE

"Un'ultima osservazione dev'essere fatta, data la presente situazione della cultura, il primo servizio che la religione può attendersi dalla scuola, è che la scuola restauri negli studenti l'integrità della ragione, della ragione naturale. Finché l'insegnamento, nel suo complesso, tanto nella scuola che nell'università, è permeato da una visione filosofica che non si affida che all'esperienza sensibile, ai fatti, alle cifre, che dissolve la ragione e nega il suo specifico potere di conoscenza, come pure le certezze più valide di cui l'intelligenza umana è capace (e la prima di queste è la conoscenza razionale dell'esistenza di Dio); finché si coltiva un'informazione caotica in luogo di un sapere integrale e dell'unità spirituale, il terreno stesso e gli strati naturali sui quali possono prosperare le convinzioni religiose presso i giovani resteranno ingrati e sterili. Ora, forse che l'attività della ragione è capace da se stessa di raggiungere le sue piene dimensioni naturali senza l'equilibrio superiore creato nella coscienza comune dalla fede e dalla ispirazione religiosa? Forse che la filosofia è capace, nella concreta realtà, di raggiungere la sua piena integrità razionale senza gli stimoli interni e l'incremento che riceve dalla conoscenza teologica? E' un'altra questione, che io qui mi limito a ricordare (Maritain in De la philosophie chrétienne - Parigi, Desclée de Brouwer, 1933). Se si risponde che in effetti ragione e filosofia richiedono di essere aiutate in tal modo, bisognerà dire che la civiltà umana e la sua guarigione dipendono da un complesso di cause che secondo la parola di Aristotele, "si causano l'una, l'altra". In ogni caso, sarebbe un non senso richiedere ai membri del corpo insegnante di essere più sapienti della cultura generale del loro tempo e dei suoi grandi rappresentanti, e di sapere compensare essi stessi la deficienza di questi ultimi e il fatto che gli scienziati non hanno compiuto il lavoro costruttivo che l'umanità attendeva da loro. Ciò vuol dire che il problema più cruciale cui è interessato il nostro sistema educativo non è un problema di educazione, ma un problema di civiltà."


VISIONE COSMOLOGICA

Dal Big Ben si originano le categorie dello spazio e del tempo: intorno però c’è già il vuoto che non è il nulla. Il vuoto ora non riesco a comprenderlo e a definirlo ma è già una manifestazione dell’Essere.

Dal Big-Ben nasce la materia, ovunque essa arriva nascono le categorie di spazio e di tempo. Dal Big-Ben, si sono formate le galassie, esse continuano a fuggire le une dalle altre espandendosi nel vuoto. Ma se gli angeli come i demoni possono spostarsi in un attimo in un qualsiasi punto dello spazio e non del tempo, infatti questo movimento nel tempo caratterizza solo la onnipotenza divina. Gli angeli quindi, possono a seconda della loro natura, attraversare diverse dimensioni (materiale, psichica e spirituale), ma non possono comunque svincolarsi dallo spazio interdimensionale e dal tempo, non possono gestire il vuoto o vivere in esso, non possono andare avanti o indietro nel tempo. Mentre noi umani siamo condizionati dallo spazio dimensionale e dal tempo, loro (gli spiriti) sono condizionati solo dal tempo.

Gli angeli sono condizionati a vivere il presente e non possono oltrepassare la materia cosmica e pluridimensionale e quindi non possono gestire il vuoto. Lo spazio e il tempo sono così in continua generazione, perché l'universo fisico è in continua espansione nel vuoto fino ad annientarsi. Tutto ciò che è nato è destinato a morire! Con l’universo nato dal Big-Ben tutti gli esseri in esso formati moriranno. Ma Dio ha intenzione di assumesse la sua famiglia umana e angelica e di sottrarla al destino dell’universo.

OGGI 1/3/92 NON HO ANCORA CONCEPITO L'UNIVERSO METAFISICO SE QUALCUNO HA UN PENSIERO Più EVOLUTO DEL MIO, PREGO DI VOLERMELO COMUNICARE.

http://sovranitamonetaria.org/video_tv/
Io, Lorenzo Scarola, come ministro e rappresentante di Dio dichiaro che le maledizioni e la condanna di Dio, sono senza appello e scendono su chiunque, a qualsiasi titolo, non si impegni a far crollare questo sistema iniquo delle banche centrali e della moneta debito e il conseguente crimine di signoraggio.






Ecco, in breve la situazione finanziaria del mondo:

1- gli "illuminati" o satanisti, sono 60 famiglie (per lo più di banchieri ebrei), questi hanno il 50% della massa monetaria visibile del mondo! Come? Attraverso la riscossione del debito pubblico e attraverso le multinazionali, il monopolio dell'energia, della chimica, delle armi, delle banche!

2- hanno anche il doppio, di tutta la massa monetaria visibile nel mondo. Come? Mettono in passivo la carta colorata (banconote), in attivo i titoli di Stato che il governo emette per pagare le banconote e quindi chiudono il bilancio a zero!

3- La conseguenza è che: "60 famiglie di satanisti detengono i tre quarti (3/4) di tutta la potenza finanziaria e istituzionale (massoneria) del mondo!


Il mondo non ha più un futuro! Allora, preparati a prendere questo micro chip! è stato preparato per te e dentro è scritto il tuo nome in codice, con affianco il "666". Questo ti renderà bionico, questo sostituirà la tua carta di credito e il conto in banca, ecc... ma secondo Apocalisse che ha parlato di ciò nei minimi dettagli tecnici, tu in Paradiso con questo "coso" non potrai più entrare. Questo micro chip è il marchio della bestia e noi siamo vicini agli ultimi tempi!

Questo documento è stato ideato scritto e pubblicato il giorno di Pasqua del Signore: 23 marzo 2008 ore 6,40.

Here, shortly the financial situation of the world:

1 - him "illuminated" or satanistis, are 60 families (for him more than Jewish bankers), these have the 50% of the visible monetary mass of the world! As? Through the collection of the public debt and through the multinationals, the energy's monopoly, of the chemistry, of the weapons, of the banch!
2 - they also have the double one, of the whole visible monetary mass in the world. As? They put in passive the colored paper (banknotes), in active the state funds that the government utters for paying the banknotes and therefore they close the budget to zero!

3 - The consequence is that: "60 families of satanisti hold the three quarters (3/4) of the whole financial and institutional power (freemasonry) of the world!



The world doesn't have a future anymore! Well, prepared to take this microchip! you/he/she has been prepared for you and inside your name you/he/she is written in code, with I place side by side the "666". This will make you bionic, this it will replace your credit card and the account in the bank... but according to Apocalypse that has spoken of this to the least technical details, you in Heaven with this "coso" cannot enter anymore. This micro chip is the mark of the beast and us we are near to the last time!

This document you/he/she has been conceived writing and published the day of Easter of the Lord: 23 March 2008 hours 6,40. SovranitaMonetaria.org
Aiutaci! e ... sopratutto aiutati!





"Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio"
http://www.youtube.com/watch?v=6e2TFVKyvrQ
SIGNORAGGIO
http://fedele.altervista.org
Sfuggiamo al giudizio della legittima IRA di Dio e convertiamoci!
http://auriti.blogspot.com

Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore».i

Stimatissimi amici: delle famiglie, delle imprese, dell’Italia, del mondo, caro Prof. Lorenzo Scarola, grazie. Collaboriamo da molti anni con il Prof. Auriti e con... Sentiamoci...
Attendiamo gentile conferma al ricevimento della presente, e del Vostro impegno contro ladri e assassini. Ing. Pierluigi Brivio - questo fratello in Cristo è ispiratore di diversi progetti da noi in fase di studio, per salvare molte vite umane in tutto il mondo e di cui è stata pianificata la distruzione.
Studi avanzati e proposte si possono condividere in:
http://deiverbumdei.blogspot.com

"Non troverai mai la verità, se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." - Eraclito
Michelangelo Altamore - http://www.SovranitaMonetaria.org
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Su you tube cerca:
"moneta al popolo"
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Ho il dovere di ringraziare i miei collaboratori e tutti i miei 8000 alunni di questi 20 anni di insegnamento 


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Prof. Auriti, santo e profeta dei giorni nostri:
"FRANCESCO RIPARA LA MIA CHIESA CHE STA CROLLANDO!"
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Ah, dimenticavo, per come vanno le cose sulla terra, anche il volto di S. Michele appare preoccupato:
per chi non lo sapesse, lui è il protettore di Israele e mio.

Ho il dovere di ringraziare pubblicamente i miei numerosi collaboratori: GRAZIE
A TUTTI! Aiutatemi a compensarli almeno in parte? 

NON STARE SOLO A GUARDARE COME GLI ALTRI SI COMPROMETTONO PER TE! SE NON FAI LA TUA PARTE, L'IMMOLAZIONE DELLE NOSTRE VITE SARÀ INUTILE E AI TUOI FIGLI RIMARRÀ UN FUTURO DA INCUBO!
-IBAN:IT33E0358901600010570347584 (NON DEDUCIBILI)
Se invece di dare "qualcosa" dai "TE STESSO" per la causa della DEMOCRAZIA, allora, si che hai fatto veramente il tuo dovere!
 

*** Pazienza se vedi il tuo cuore, nell'atto del morire, nelle mani del satanista, mangiato vivo a morsi e se poi, sciolto nell'acido solforico finisci nel lavandino... pazienza!

*** Tanto, per ora, non è toccato a te!

*** Tuttavia, come posso vivere con questa consapevolezza?
La devi necessariamente rimuovere!

*** Pazienza se sono scomparsi quasi 1000 bambini solo in Italia nel 2007 e io non mi chiedo seriamente:
”Cosa c'è dietro?”

http://www.troviamoibambini.it/

Parliamo di SIGNORAGGIO?

** Non è proprio possibile parlare di Signoraggio Bancario, perché il popolo si accorgerebbe subito che TUTTI i politici li hanno sempre traditi e venduti.

** Di giorno vanno in chiesa o fanno i fascisti e i comunisti,
* "ma la notte no!" - di notte sono tutti sotto la capanna della massoneria.

** Di "giorno che stress" nei ministeri, ecc..
"ma la notte no!" tutti adorano "bafomet".

Mi devono dire quale è il VERO motivo di tanti omicidi eccellenti?!

******** Se mi abbattono, ricordatevi che meritano tutti di comparire davanti a un plotone di esecuzione per alto tradimento.



Oggi in una situazione come la nostra, per un cristiano convinto, “martirio” può significare affrontare un'ostilità che non uccide, ma che può fare davvero male.
La coerenza nelle idee e nei comportamenti suscita talvolta ammirazione, talvolta ira e invidia del tutto irragionevoli ed esagerate: in chi non è capace di fermezza, di impegno, di fatica in nome di un grande ideale e può provare quasi rancore, quasi il desiderio di distruzione nei confronti di chi ha conquistato questa serenità speciale, la libertà di non poter essere “tirato giù”, di non essere “come sono tanti” (Tiziana Chiamberlando – Sentinelle del Mattino ed. SEI p.273)

Ho il dovere di ringraziare i miei collaboratori e tutti i miei 8000 alunni di questi 20 anni di insegnamento 
Se vuoi approfondire questi argomenti e hai poco tempo ti consiglio:
http://www.youtube.com/view_play_list?p=B5B9B72CBC64AB43
La bruttura di tutto quello che si nasconde dietro il signoraggio bancario è così abnorme che toglie le parole per esprimertlo("ecco che viene creato un nuovo crimine: CRIMINE di ESTINZIONE SPIRITUALE di tutto il genere umano ormai animalizzato.
Dio Santo, Dio Forte e Dio Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.


Ecco, i figli MIGLIORI del nostro popolo: LEGALITÀ, GIUSTIZIA e PROTEZIONE







PER IL POPOLO E AL SERVIZIO DEL POPOLO